Due medaglie d’oro sfumate per due cadute negli ultimi metri di gara. È probabilmente stata la peggiore giornata di sempre dell’atletica olandese, che ha visto due dei propri assi dissolversi sul più bello. Una serata maledetta iniziata da Sifan Hassan nei 10.000 donne, gara dominata dell’Etiopia. Il titolo è andato a Gudaf Tsegay dopo un finale epico che l’ha vista lottare spalla a spalla proprio con Hassan, nata in Etiopia anche lei e naturalizzata olandese nel 2013. Dopo una corsa prevalentemente tattica, le due hanno preso il comando delle operazioni giocandosi l’oro nel rettilineo conclusivo. L’olandese ha accelerato violentemente, l’etiope ha risposto, poi l’epilogo sportivamente drammatico: Hassan, forse sfiorata dalla rivale, è finita in terra. Ne hanno approfittato Letesenbet Gidey (argento) e Ejgayehu Taye (bronzo) per un tris dell’Etiopia.
Una disdetta. Ma per l’Olanda si è presentata subito la possibilità di porre rimedio con la 4X400 mista. Orange in partenza favoriti insieme agli Stati Uniti, quindi favoriti unici a giudicare da come si era messa la gara. La fuoriclasse Femke Bol ha infatti ricevuto il testimone in prima posizione, e questo sembrava decisamente poter bastare a una del suo calibro. Niente da fare invece, Alexis Holmes, ultima staffettista statunitense, ha recuperato costringendo l’olandese ad uno strenuo testa a testa. Anche qui, complice anche una gestione tattica opinabile del giro di pista, Bol, primatista mondiale dei 400 al coperto, si è dissolta negli ultimi metri, non solo cadendo, ma mollando anche il testimone. Rialzatasi e terza al traguardo, ma ovviamente squalificata a vantaggio di Gran Bretagna (argento) e Repubblica Ceca (terza). Per gli americani, oltre all’oro, è arrivato anche il record del mondo con il tempo di 3'08"80.