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Ginnastica ritmica, sentenza Maccarani. Anna Basta: “Eccessivo affetto? Come giustificare un partner violento”

L’ex Farfalla: “Durante questi mesi si è sperato di ottenere una giustizia che si potesse chiamare tale, ma quello che posso dire oggi è semplicemente che condivido le perplessità del ministro dello sport Abodi"
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Non ha voluto commentare subito la sentenza di ammonizione del tribunale federale per Emanuela Maccarani. L’ex Farfalla Anna Basta si è presa una notte per ragionare, pensare. Lei che, insieme a Nina Corradini, su Repubblica aveva denunciato abusi psicologici, vessazioni e umiliazioni a Desio, nell’ultimo atto del processo sportivo è stata dipinta come una ginnasta non all’altezza di Desio perché "sul viale del tramonto”, per usare l’espressione del procuratore federale Rossetti, e non in grado di reggere le pressioni.

Anna Basta: “Ho realizzato ciò che è avvenuto”

Più che la pena decisa, le motivazioni e le parole usate in aula hanno ferito Anna Basta che,…

Non ha voluto commentare subito la sentenza di ammonizione del tribunale federale per Emanuela Maccarani. L’ex Farfalla Anna Basta si è presa una notte per ragionare, pensare. Lei che, insieme a Nina Corradini, su Repubblica aveva denunciato abusi psicologici, vessazioni e umiliazioni a Desio, nell’ultimo atto del processo sportivo è stata dipinta come una ginnasta non all’altezza di Desio perché "sul viale del tramonto”, per usare l’espressione del procuratore federale Rossetti, e non in grado di reggere le pressioni.

Anna Basta: “Ho realizzato ciò che è avvenuto”

Più che la pena decisa, le motivazioni e le parole usate in aula hanno ferito Anna Basta che, sempre a detta del procuratore Rossetti, è stata vittima solo del "troppo affetto” di Maccarani. Non invece di un sistema sbagliato, di una metodologia da cambiare. “Come si può giustificare un abuso dietro “l’eccessivo affetto”? È come se in un rapporto violento di coppia si potesse ancora giustificare il partner aggressivo per l’eccessivo amore. Ho realizzato ciò che è avvenuto. Vorrei partire sempre dallo stesso concetto: il mio obiettivo non è condannare qualcuno, bensì cambiare un sistema ormai troppo malato e distruttivo per i propri atleti, infondendo coraggio a chi subisce e non sa come parlarne. Certo è che - dice Anna Basta - durante questi mesi si è sperato di ottenere una giustizia che si potesse chiamare tale, ma quello che posso dire oggi è semplicemente che condivido le perplessità del ministro dello sport Abodi".

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"Non si è pronti ad affrontare la verità che stiamo vivendo”

La ferita aperta è tornata a provocare dolore. Non accetta le espressioni utilizzate, Anna Basta. Parole che possono inibire in futuro altre giovani che vorrebbero denunciare abusi di ogni tipo: “Il segnale è che non si è pronti, a mio avviso, ad affrontare la verità che stiamo vivendo al 100%, sarà lungo il percorso, ma sono certa che tutti quelli che si trovano in difficoltà hanno preso coraggio da noi. Si sa, non è mai semplice e non possiamo aspettarci che lo sia, ma se noi siamo ancora in piedi e continuiamo ad avanzare, allora possiamo farlo tutto insieme. Credo che siano riflessioni da fare e da non dimenticare, perché tutto questo è solo l’inizio di una rinascita da parte di tutte le persone che non hanno avuto modo di vivere serenamente la propria passione”.

Una battaglia che non si ferma

La sua ‘battaglia’, per provare a stravolgere il sistema a beneficio delle piccole ginnaste che arriveranno, non si ferma. "Continuerò ad essere presente ed a espormi per dare speranza a tutti quei ragazzi e ragazze che coltivano dei sogni, perché cambiare si può. Si deve. Sono certa che stia cambiando qualcosa, lo vedo da come parlano le persone, dall’aria che si respira nelle varie palestre che ho visitato. Sicuramente anche questo sarà un percorso molto lungo e difficoltoso, ma l’attenzione per gli atleti deve tornare al primo posto”.

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