Il figlio Carlos corre in Formula 1 con la Ferrari. Lui, campione del mondo di rally più di 30 anni, a smettere di correre e di vincere, a 61 anni, non ci pensa proprio: così Carlos Sainz padre, con la sua Audi ha trionfato per la quarta volta in carriera alla Dakar, dopo i trionfi del 2010 (con Volkswagen), 2018 (Peugeot) e 2020 (Mini). Nell'ultima tappa speciale, di 175 km, con partenza e arrivo a Yanbu, Sainz ha mantenuto la leadership della classifica generale. Con questo successo l’esperto pilota spagnolo si avvicina ai record di Nasser Al-Attiyah (5 vittorie) e Stéphane Peterhansel (8).
Sainz: “Abbiamo fatto tutto bene”
"Sono molto felice, è una vittoria speciale - ha commentato Sainz - Abbiamo avuto una buona velocità, un buon ritmo, una buona strategia e una grande squadra. Abbiamo fatto tutto bene". Alle sue spalle chiudono sul podio i due piloti della Overdrive Racing, il belga Guillame De Mevius a un'ora e 20 minuti di ritardo e il francese Guerlain Chicherit, staccato di un'ora e 35 minuti.
Sainz - che ha sfruttato al meglio la 48 ore di Shubaytah per balzare in testa alla Dakar - ha avuto da quel momento in Sebastian Loeb l'unico vero rivale, almeno fino a quando la rottura di una sospensione nella tappa di ieri ha messo fine alle speranze di rimonta dell'alsaziano.
Moto, vittoria di Brabec
Tra le moto invece il vincitore è l’americano Ricky Brabec, che ha preceduto di oltre 10 minuti il pilota del Botswana Ross Branch. Sul podio anche il francese Adrien Van Beveren. L'ultima tappa di Yanbu è stata vinta dall'argentino Kevin Benavides (KTM), arrivato ai piedi del podio della classifica generale. Questa 46esima edizione del mitico rally-raid, rinomato per essere il più difficile del mondo, è stata segnata dalla morte del motociclista spagnolo Carles Falcon all'età di 45 anni, poco più di una settimana dopo essere rimasto gravemente ferito in un incidente.