Jacobs non è a Rieti, dove apre la base dei campioni: è a Monaco dal super medico, i programmi si complicano
di Mattia ChiusanoSorridono e si allenano sotto la pioggia, col vento. Sono esigenti, come può essere uno sprinter a poche settimane dalle Olimpiadi, ma in questa sede si trovano bene e non è una sorpresa. Il Rieti Olympic Training Camp è stato voluto e ideato da uno dei più grandi allenatori del momento, Rana Reider, che in collaborazione con la Puma e le autorità locali ha realizzato quel che serve a preparare Olimpiadi, Europei, Trials americani, meeting. Mettendolo a disposizione della sua squadra: l’oro di Tokyo dei 200 Andre De Grasse, sei volte sul podio alle Olimpiadi, il due volte medagliato mondiale Trayvon Bromell, i pluripremiati Abdul Hakim Sani Brown, Nia Ali, Jerome Blake, Trevor Stewart (e l’elenco può continuare). Per loro ci sono sale per la fisioterapia (200mila euro di strumentazione), palestre all’interno dello stadio, gazebo per l'attivazione pre-allenamento, zone lounge. Un sede ideale, immersa nel verde. Peccato che manchi ancora il più atteso a Rieti: Marcell Jacobs, che si è trasferito a novembre a Jacksonville proprio per allenarsi con Reider. Ritrovando negli Usa “la felicità”, come ha raccontato venerdì scorso. Ma ora non c’è, e senza il re dei 100 è svanita anche la cerimonia di inaugurazione del camp americano che si sarebbe dovuta celebrare giovedì.
Le scelte di Marcell e i due problemi
Il campione olimpico dei 100 dopo lo Sprint Festival vinto allo stadio dei Marmi in 10’’07 ha preferito raggiungere non Rieti, ma Monaco di Baviera. Seguendo le tracce di leggende come Usain Bolt e Tyson Gay, ma anche di se stesso: negli anni scorsi l’azzurro si è fatto visitare nella clinica dell’ortopedico Hans-Wilhelm Müller-Wohlfarth, a lungo medico del Bayern e della nazionale tedesca. Decisivo nell’evoluzione della carriera di Bolt, secondo quanto scritto dal giamaicano nella sua autobiografia Questo sono io: “Un medico diagnosticò la scoliosi e ritenne che fossi incasinato a tal punto da dover abbandonare totalmente l’atletica. Mi preoccupai seriamente, ma poi mi rivolsi a un chirurgo tedesco, Hans Müller-Wohlfahrt, celebre per aver curato alcune stelle del calcio. Mi assicurò che avrebbe potuto rimettermi in sesto e mantenne in pieno la parola”. Anche l’americano Gay raccontò che prima delle Olimpiadi di Pechino 2008 aveva passato un mese nella celebre clinica, dove guarì da un serio stiramento. Il periodo che include gli Europei di Roma e le Olimpiadi di Parigi giustifica qualsiasi decisione di Jacobs per arrivare nelle migliori condizioni possibili ai due appuntamenti. Ma ora si sono creati due problemi, uno di agenda e l’altro diplomatico.
I due meeting e il raduno degli Europei
Marcell Jacobs ha in programma entro pochi giorni due meeting: martedì 28 maggio a Ostrava e giovedì 30 a Oslo. Un rientro precipitoso dalla Germania a Rieti, via Roma, per poi ripartire subito verso la Repubblica Ceca non è consigliabile per non stressare un fisico velocissimo ma delicato. Chiusa la parentesi dei due meeting, si apre quella della nazionale: non è stata ancora ufficializzata la data del raduno in vista degli Europei (7-12 giugno), ma potrebbe essere già lunedì 27. Quindi Jacobs non potrà rientrare a Rieti nemmeno dopo i meeting, facendo slittare la prima data utile a metà giugno. Qui si inserisce il problema diplomatico, perché Reider accettò di accogliere Jacobs per allenarlo, e questa assenza dal Tumbleweed Track Club rischia di prolungarsi a lungo rispetto ai ritmi imposti dal guru americano. Quindi dopo gli Europei servirà un rapido riallineamento coi campioni che affollano Rieti. Marcell può essere confortato da come stanno vivendo questa esperienza i suoi colleghi: De Grasse è arrivato di notte con un’auto noleggiata, per poi accomodarsi in un appartamento della cittadina laziale; Rana Reider ha affittato una casa in campagna, col figlio e collaboratore Rees fa lunghe passeggiate. All’appello manca uno solo: il campione olimpico dei 100.