Il rilancio di Marcell Jacobs. I cento metri di Ostrava erano davvero “la peggior gara della vita”, come ha detto lui stesso. Ma erano un episodio. Esattamente due giorni dopo va in pista a Oslo un altro Jacobs: ed è 10’’03, a soli tre centesimi dalla qualificazione automatica alle Olimpiadi di Parigi, ma soprattutto a un anno luce dalle sensazioni provate nella Repubblica Ceca. Vince il sudafricano Akani Simbine, quarto a Tokyo e velocissimo quest’anno, in 9’’94. Secondo in 9’’99 il giapponese Abdul Hakim Sani Brown, compagno di squadra di Jacobs in Florida alla corte di Rana Reider. Terzo in 10’’01 l’emergente Emmanuel Eseme del Camerun. Quarto l’azzurro, che ricomincia a vedere la luce col personale stagionale dopo il 10’’11 di Jacksonville, il 10’’07 di Roma e il 10’’19 di Ostrava. Al traguardo non c’è il britannico Jeremiah Azu, rivale di Marcell in chiave Europei: si è stirato e la sua presenza a Roma è in forte dubbio. L’Italia intanto sorride anche nel mezzofondo. Dopo 34 anni cade uno dei più iconici primati azzurri: Pietro Arese corre in 3’32’’13 i 1500, superando lo storico 3’32’’78 di Gennaro Di Napoli (Rieti, 1990)
Jacobs: “Questo è un punto di partenza”
"Sono abbastanza soddisfatto perché rispetto a due giorni fa è stata completamente un’altra gara” commenta Jacobs al traguardo, dopo il miglior crono personale dall’agosto 2022. “Ero spaventato, ma parlare col mio allenatore (Reider ndr) mi ha tranquillizzato, lui mi ha fatto capire che questo è un processo, e bisogna dargli tempo di rimettere tutto a posto. Le sensazioni sono state migliori, anche se posso limare ancora qualcosa perché non mi sono sentito al 100%: la fase di transizione non mi è piaciuta molto, ai 90 metri mi sono indurito per cercare di riprendere lo spazio che avevo perso. Comunque è stata la gara migliore di tutte, non solo a livello cronometrico ma anche di sensazioni. Da questo punto di partenza possiamo migliorare e migliorare”.
Jacobs: “Divertiamoci a Roma”
Il campione olimpico dei 100 rimette poi la maglia di campione europeo, e di azzurro che si prepara a correre in casa i campionati continentali: “Tra dieci giorni ci potremmo divertire, il feeling che ho sentito oggi mi è piaciuto un sacco. Il pubblico di casa sarà un ulteriore stimolo. Abbiamo 116 atleti agli Europei, l’atletica sta andando benissimo, abbiamo un grande movimento. Venite all’Olimpico, abbiamo bisogno del vostro supporto”.
Osakue terza nel disco
Sul podio della classica tappa di Diamond League si è piazzata una discobola azzurra: Daisy Osakue ha lanciato a 63,29, superata solo da una due volte campionessa olimpica, la croata Sandra Elkasevic Perkovic (66,48) oro a Londra e Rio, e un campionessa del mondo, la cinese Feng Bin (67,89) oro 2023. Battute tante avversarie per gli Europei, un segnale beneaugurante
Il record sfiorato da Hudson-Smith
Nei 400 maschili intanto il britannico Matthew Hudson Smith ha abbattuto di quasi due decimi il record europeo: per lui un magnifico 44’’07, che supera il suo 44’’26. È vicina la barriera dei 44 secondi, mai varcata da un europeo. Battuti Kirani James con 44’’58 e Vernon Norwood (44’’68). L’etiope Hagos Gebrhiwet ha invece sfiorato il record del mondo dei 5000, correndo in 12’36’’73, poco più di un secondo dal 12’35’’36 dell’ugandese Joshua Cheptegei.