Anne Hidalgo: “Le Olimpiadi un’oasi tra guerre e tensioni. Parigi è gioia di vivere”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI — «Sono una sindaca felice» confida Anne Hidalgo, che dieci anni fa si è battuta per portare i Giochi nella Ville Lumière. «Abbiamo fatto trasformazioni assolutamente eccezionali al livello ecologico e sociale che non avremmo potuto realizzare senza questa opportunità». La sindaca cita come esempi la riqualificazione del quartiere a nord di Porte de la Chapelle, con la nuova Arena che accoglierà le gare di badminton e ginnastica ritmica, i lavori per rendere accessibili bus e tram (per la metropolitana, invece, bisognerà ancora aspettare), le centinaia di chilometri di piste ciclabili e la grande «eredità» della Senna balneabile, con il suo primo bagno qualche giorno fa.
Sta andando tutto come sperava?
«Questi Giochi arrivano in un momento di tensione nel mondo, e in Francia in particolare. Ci sono le guerre, gli estremismi. La società …
PARIGI — «Sono una sindaca felice» confida Anne Hidalgo, che dieci anni fa si è battuta per portare i Giochi nella Ville Lumière. «Abbiamo fatto trasformazioni assolutamente eccezionali al livello ecologico e sociale che non avremmo potuto realizzare senza questa opportunità». La sindaca cita come esempi la riqualificazione del quartiere a nord di Porte de la Chapelle, con la nuova Arena che accoglierà le gare di badminton e ginnastica ritmica, i lavori per rendere accessibili bus e tram (per la metropolitana, invece, bisognerà ancora aspettare), le centinaia di chilometri di piste ciclabili e la grande «eredità» della Senna balneabile, con il suo primo bagno qualche giorno fa.
Sta andando tutto come sperava?
«Questi Giochi arrivano in un momento di tensione nel mondo, e in Francia in particolare. Ci sono le guerre, gli estremismi. La società francese è fratturata con ingegneri del caos e populisti che hanno contribuito a spezzare i legami sociali. Anche per questo, i Giochi sono una parentesi necessaria che ci permetterà di ritrovarci intorno ai valori dello sport. Spero che i francesi saranno orgogliosi quanto me della loro capitale, perché negli anni abbiamo subito critiche terribili su Parigi. C’è stata una violenta campagna sulla presunta sporcizia, il caos, l’invasione di topi, la fuga della classe media».
Solo menzogne?
«Parigi non è solo la città dei ricchi e dei più poveri. Il settanta per cento dei parigini fa parte della classe media o operaia. I problemi ci sono, ma discuto con tanti miei colleghi sindaci all’estero e vi posso garantire che non sono più gravi che in tante altre grandi città. Forse ha pesato nei miei confronti anche una forma di misoginia. Non sono solo donna, ma anche di sinistra, femminista, ambientalista, ho una doppia nazionalità. Insomma sono un bersaglio facile per i reazionari. Purtroppo questa campagna di diffamazione ci ha fatto danno. Ora Parigi mostrerà il suo volto migliore e nessuno potrà più negare l’evidenza. Per questo non rimpiango nulla della candidatura a Parigi 2024».
Eppure è una città ancora sottotono, blindata, mancano i turisti, il centro è in gran parte vietato alla circolazione. Non sembra esserci ancora un clima di festa. Come se lo spiega?
«Il fervore popolare arriverà, non ho dubbi, appena cominceranno le gare. È successo così in tante altre città che hanno ospitato i Giochi. Le chiusure intorno al perimetro della cerimonia sulla Senna saranno rimosse dal prossimo weekend. Abbiamo creato diverse fan zone e sono stati distribuiti 220 mila biglietti gratuiti per assistere venerdì all’inaugurazione. Poi, si sa, i francesi, e i parigini nello specifico, sono dei brontoloni. Ogni volta che si propone una trasformazione succede così: si lamentano, criticano, ma poi hanno l’onestà di riconoscere il progresso che c’è stato. Ho vissuto lo stesso copione quando ho messo le prime linee di tram, quando ho pedonalizzato le banchine della Senna».
Quali sono i motivi ancora di stress per lei?
«La sicurezza sarà fino alla fine una preoccupazione ma siamo fiduciosi, ovviamente sempre in modo relativo perché non bisogna mai abbassare la guardia. Per il resto siamo pronti, sono serena. Abbiamo proposto una candidatura con poche infrastrutture da costruire, un impatto ecologico ridotto, dei costi contenuti con un monitoraggio anti-corruzione su cui ho personalmente vigilato. Forse l’unico motivo di stress è il meteo per la cerimonia di venerdì. La previsione è di cielo grigio, temperatura mite ma non dovrebbe piovere».
Cosa vuole mostrare di Parigi al mondo?
«La vita dei parigini. Questa non è solo un città con monumenti straordinari come il Louvre e la Tour Eiffel. C’è una joie de vivre che si vede nei dettagli. Sapete che ogni parigino ha una boulangerie a meno di cinque minuti da casa? È una città di cultura, ma non solo con la C maiuscola. I parigini studiano canto, ballano la domenica, fanno sport in strada».
Le elezioni anticipate sono state un danno per il lancio dei Giochi?
«È stato irresponsabile decidere questo scioglimento dell’Assemblea. Quando l’ho scoperto, mi sono sentita con Tony Estanguet. Eravamo scioccati. Sono state settimane di ansia, con l’incubo di ritrovarci con un governo di estrema destra durante le Olimpiadi. Non voglio raccontare tutto quello che ho subito dal governo. La ministra dello Sport ha persino detto che i Giochi si sarebbero fatti “senza o nonostante” me. Per fortuna ho lavorato benissimo con vari rappresentanti dello Stato. E comunque ho scelto di non incattivirmi, mantenere la mia libertà, e guardare avanti. E ora vedo una bella festa che ci dobbiamo godere».