✕

Parigi, il doping e gli sport latitanti

AFP or licensors 

Ascolta l'audio

Per gli sport considerati a rischio anche tre test in un semestre. Calcio ed equitazione le discipline meno controllate
2 minuti di lettura

PARIGI — Quasi 9 atleti su 10 presenti a Parigi 2024 sono stati sottoposti ad almeno un test antidoping dall’inizio dell’anno. L’incremento rispetto al semestre precedente (luglio-dicembre 2023) è stato del 45%. I numeri dell’ITA, l’agenzia mondiale antidoping, che in autonomia e in collaborazione con le agenzie nazionali e le federazioni internazionali opera i controlli sugli atleti, testimoniano la volontà di non dare scampo ai bari. I test saranno conservati per dieci anni e i campioni potranno essere ritestati nel tempo con nuove tecnologie in grado di scoprire sostanze al momento non rintracciabili. Per i Giochi di Parigi 2024 saranno oltre 1.000 le persone coinvolte nelle diverse fasi antidoping. Per analizzare i campioni degli atleti è stato scelto l’unico laboratorio accreditato dall’Agenzia mondiale antidoping in Francia, il Laboratoire anti-dopage français (LADF), presso l’università di Parigi-Saclay.

Le raccomandazioni dell’ITA per gli sport a rischio

L'esito dei test antid…

PARIGI — Quasi 9 atleti su 10 presenti a Parigi 2024 sono stati sottoposti ad almeno un test antidoping dall’inizio dell’anno. L’incremento rispetto al semestre precedente (luglio-dicembre 2023) è stato del 45%. I numeri dell’ITA, l’agenzia mondiale antidoping, che in autonomia e in collaborazione con le agenzie nazionali e le federazioni internazionali opera i controlli sugli atleti, testimoniano la volontà di non dare scampo ai bari. I test saranno conservati per dieci anni e i campioni potranno essere ritestati nel tempo con nuove tecnologie in grado di scoprire sostanze al momento non rintracciabili. Per i Giochi di Parigi 2024 saranno oltre 1.000 le persone coinvolte nelle diverse fasi antidoping. Per analizzare i campioni degli atleti è stato scelto l’unico laboratorio accreditato dall’Agenzia mondiale antidoping in Francia, il Laboratoire anti-dopage français (LADF), presso l’università di Parigi-Saclay.

Le raccomandazioni dell’ITA per gli sport a rischio

L'esito dei test antidoping del periodo gennaio-luglio 2024 mostra che la maggior parte delle organizzazioni antidoping ha seguito diligentemente le raccomandazioni sui test emesse dal gruppo di esperti pre-Giochi ITA . Oltre il 75% delle raccomandazioni è stato eseguito, con oltre 32.600 controlli antidoping in questo periodo. Un'attenzione specifica è stata rivolta agli atleti che gareggiano in sport e discipline ad alto rischio (atletica, ciclismo, sollevamento pesi), per i quali ITA ha raccomandato almeno tre test nel semestre. Di questo gruppo, il 95% è stato testato almeno una volta, il 75% tre o più volte e solo meno del 5% non è stato sottoposto ad alcun test. Con l'88% di tutti gli atleti partecipanti sottoposti a test almeno una volta dall'inizio dell'anno, questo alto tasso di risultati supera gli sforzi pre-Giochi di Tokyo 2020, quando, nonostante le difficoltà dettate dalla pandemia, ci era fermati all’85%.

85 casi di violazioni scoperte

L'ITA fa sapere che questi sforzi hanno portato in questi mesi a oltre 85 casi di potenziali violazioni delle norme antidoping, con conseguenti sanzioni e casi ancora in corso o in fase di revisione. Il progetto ha rivelato alcune lacune nei test da parte di diverse agenzie nazionali che non hanno implementato le raccomandazioni sui test. Queste saranno condivise con la WADA, l'organismo di regolamentazione antidoping globale, e anche pubblicate in modo trasparente in un rapporto dettagliato dall'ITA dopo Parigi 2024.

Calcio ed equitazione gli sport più “latitanti”

La percentuale di atleti non testati da ITA è piuttosto alta tuttavia in due sport in particolare, calcio ed equitazione: il 37% della platea non ha subito controlli da gennaio a luglio. Testati almeno una volta, invece, tutti gli atleti di sollevamento pesi, triathlon, nuoto di fondo, surf, pallanuoto, lotta.

Il caso dei cinesi nel nuoto

Alle gare di nuoto, a Parigi, sono iscritti 11 dei 23 cinesi al centro dello scandalo svelato da un’inchiesta del New York Times e della tv tedesca Ard. La criminal investigation della giustizia Usa, per mezzo anche del Rodchenkov Act, che permette di indagare anche per casi di violazioni avvenute al di fuori del territorio americano, sta lavorando sulla vicenda, avvenuta nel 2021, sulla quale si sospetta una sorta di insabbiamento da parte della WADA. Le autorità cinesi hanno sempre difeso i 23 nuotatori, parlando di contaminazione alimentare.

Leggi i commenti