Stano quarto nella 20 km di marcia, si ferma a un secondo dal podio: “Ho dato tutto, è una mezza vittoria”

Massimo Stano
Massimo Stano (ansa)

Il campione olimpico di Tokyo sempre nel gruppo di testa, poi si torce la caviglia infortunata ad aprile: “Ho dato il massimo ma non è stato sufficiente. Con soli 55 giorni di preparazione essere qui tra i primi non è per niente scontato”. Oro all’Ecuador, primo Pintado

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PARIGI – Quasi un’impresa per Massimo Stano, quarto a un secondo dal podio. A inizio maggio aveva ancora le stampelle, a metà maggio gli hanno tolto il gambaletto dopo la distorsione del piede sinistro con frattura al quinto metatarso. Ce l’ha fatta a esserci, a rimanere nel gruppo di testa fino alla fine, ma a 3 km dal traguardo la stessa caviglia dell’infortunio al Mondiale a squadre di Antalya ha ceduto, con una doppia torsione, rallentando la sua marcia e lasciando strada ai suoi compagni di viaggio. Oro all’Ecuador, con Brian Daniel Pintado primo in 1’18’’55, secondo il brasiliano Caio Bonfim (1’19’’09), terzo lo spagnolo Alvaro Martin (1’19’’11), con un solo secondo di vantaggio sul pugliese, che cede il suo titolo di campione olimpico conquistato a Tokyo 2020.

(afp)

Stano: “Una mezza vittoria”

“Mi sono focalizzato solo su me stesso, non gli altri, ne avevo parlato col mio psicologo” racconta Stano. "Ho dato il massimo ma evidentemente quel massimo non è stato sufficiente. Il rammarico c'è perché sono arrivato a qualche secondo (dal podio, ndr). Ho provato fino all'ultimo, ho usato anche le energie di riserva che avevo ma oggi era questo. È chiaro che una medaglia è sempre bella ma sono contento, con soli 55 giorni di preparazione essere qui tra i primi non è per niente scontato. Quello che ho fatto mi rende orgoglioso, è una mezza vittoria. Il ringraziamento va allo staff medico. La medaglia a questo punto dovrò farla a Los Angeles". "Più volte” ammette il marciatore, “mi si è girata la caviglia, c'è qualcosa da rivedere. Non è solo una bottiglietta (su cui è scivolato infortunandosi ad Antalya). “Probabilmente c'è un cedimento, forse anche la muscolatura mancante. C'è qualcosa da risolvere”. “Ora vado a godermi i bambini” la conclusione, in attesa di sapere se sarà schierato anche nella staffetta mista.

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