Inglese, 18 anni, a febbraio ha battuto il record europeo U20 indoor sui 3000 metri. Nel 2023 ha rinunciato ai mondiali di cross country in Australia per non salire sull’aereo: inquina troppo
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Protesta. Anche lei. Ma diversamente dagli altri. Kareem Abdul-Jabbar nel ’68 boicottò i Giochi per il razzismo che subiva nel suo paese. Quello contro il quale Tommie Smith e John Carlos alzarono i pugni neri. Lo sport ha avuto gli attivisti politici, civili, sociali, religiosi, ora arriva quella ambientale. È la prima atleta verde. Compie 19 anni tra un mese, si sposta in treno e in bici, niente aereo. E nemmeno taxi. Friendly travel. C’è da gareggiare in Australia? “Grazie, preferisco di no, ho i miei principi»". Si chiama Innes FitzGerald, è la star nascente del mezzofondo inglese, esordirà domani nei 3.000 metri agli Europei indoor di Apeldoorn. L’hanno già soprannominata la “Greta Thunberg dello sport”. Nel dicembre 2022 ha impiegato più di 20 ore tra stazioni inglesi e francesi per partecipare agli Europei di corsa campestre a Torino. Vive nel Devon, i genitori possiedono un’azienda agricola. “Sono cresciuta in una casa a consumo energetico quasi nullo, immersa in una coltivazione di frutta e verdura. L’aviazione è l’attività più energivora che esista sulla terra e io non voglio avere questo peso sulla coscienza. Avevo 9 anni quando è stato firmato l’accordo sul clima Cop21 di Parigi, le emissioni globali sono aumentate, portandoci sulla strada della catastrofe climatica. Invertire la rotta è possibile solo con azioni collettive e personali”. Altri atleti erano contrari all’aereo, ma per fifa non per coscienza ambientalista: da Dennis Bergkamp, l’olandese non volante, a Eraldo Pecci (“Non ho paura di volare ma di cadere”), al peruviano Paolo Guerrero che viaggiava solo se legato al sedile.
La protesta di Tommie Smith e John Carlos a Messico 1968
Eric Liddell, lo sprinter che non gareggiò di domenica
C’è stato Eric Liddell, lo sprinter del “mai di domenica”, il giorno del Signore. Niente cento metri, nemmeno ai Giochi di Parigi 1924. Lo accusarono di essere anti-patriottico, ma lui preferiva la preghiera alla gloria. I genitori appartenevano alla Chiesa di Scozia, proprio come lo scrittore Rudyard Kipling. Era nato in Cina, a sei anni tornò in Inghilterra e da studente si trasferì a Edimburgo. Se avete visto il film Momenti di Gloria, sappiate che la storia non andò così: nessuno sulla nave cercò mai di convincerlo a gareggiare di domenica. È falsa anche la scena in cui lord Burghley gli cede il suo posto nei 400 metri, non avrebbe potuto, non era iscritto alla gara. La verità è che Liddell 7 mesi prima aveva già annunciato il ritiro, ma nessuno della federazione gli aveva dato retta. Veniva deriso: era un giovane senza vanità, troppo sensibile, tanto da donare il suo blazer all’avversario infreddolito. Ma fece l’impossibile: si spostò da 100 ai 400 metri. E vinse l’oro, con il record del mondo. «Il segreto è che corro i primi 200 più veloce che posso, per i secondi, con l’aiuto di Dio, vado ancora più veloce». Partì missionario in Cina dove morì.
Jonathan Edwards, il Gabbiano che oggi non crede più
Era il Gabbiano che non volava di domenica: “Non mi vendo per una medaglia, quel giorno è consacrato a Dio”. Jonathan Edwards, triplista, ai mondiali di Tokyo ’91 rinunciò a saltare. Così l’atletica iniziò a programmare il triplo di lunedì. E lui il 7 agosto ’95, un lunedì appunto, ricambiò con il primato del mondo (18,29 metri). Figlio di un pastore anglicano, a Sydney andò in campo con una scatola di sardine: “Gesù moltiplicò pane e pesci, avevo bisogno di un miracolo anch’io”. Fu il reverendo padre nel ’93 a fargli cambiare idea: “L’esercizio del talento è un modo per onorare Dio”. Edwards oggi è ateo. “Come ho potuto credere all’esistenza di un essere superiore che ha creato l’universo? Sono stupito dalla mia fesseria”.
Jonathan Edwards
FitzGerald, la coerenza vale più delle medaglie
Innes ha ammesso che allungare il viaggio compromette il suo rendimento (a Torino arrivò quarta). In Inghilterra la sua scelta ha scatenato una tempesta mediatica, ma è anche diventata l’idolo di molti gruppi ambientalisti. Greta Thunberg nel 2019 ci mise 14 giorni per sbarcare a New York dopo una traversata in barca a vela. Le prossime Olimpiadi sono a Los Angeles sul Pacifico. Come farà FitzGerald?