Simone Biles: “Ora che non mi alleno più nella mia vita è scomparso lo stress”
di Niccolò MaurelliLa regina della ginnastica lascia il segno anche fuori dalla pedana. Con le parole, senza volteggi. Simone Biles è la voce della salute mentale nel mondo dello sport, come testimoniato nell’intervista rilasciata dalla campionessa olimpica al quotidiano francese L’Equipe. “Uno studio ha evidenziato come il 45 per cento delle donne abbia accettato di ricevere supporto psicologico dopo che ne avevo parlato. Fatico a credere che la mia voce potesse essere così potente, anche al di fuori del mondo della ginnastica”.
Biles: “Sognavo di essere ammirata dalle bambine di tutto il mondo”
Premiata lunedì come sportiva dell’anno durante la cerimonia dei Laureus Sport Awards di Madrid, la ventottenne americana ha tracciato un bilancio dei suoi traguardi, nello sport e in una vita di alti e bassi, c…
La regina della ginnastica lascia il segno anche fuori dalla pedana. Con le parole, senza volteggi. Simone Biles è la voce della salute mentale nel mondo dello sport, come testimoniato nell’intervista rilasciata dalla campionessa olimpica al quotidiano francese L’Equipe. “Uno studio ha evidenziato come il 45 per cento delle donne abbia accettato di ricevere supporto psicologico dopo che ne avevo parlato. Fatico a credere che la mia voce potesse essere così potente, anche al di fuori del mondo della ginnastica”.
Biles: “Sognavo di essere ammirata dalle bambine di tutto il mondo”
Premiata lunedì come sportiva dell’anno durante la cerimonia dei Laureus Sport Awards di Madrid, la ventottenne americana ha tracciato un bilancio dei suoi traguardi, nello sport e in una vita di alti e bassi, come il blackout durante e dopo i Giochi di Tokyo, nel 2021. “Sognavo quel momento in cui le bambine di tutto il mondo mi avrebbero ammirata. Ma quando succede davvero, è uno shock. Ci è voluto un po' per capire che ci amano per quello che facciamo e per quello che siamo”. Le grandi responsabilità che derivano da un grande potere: “Per tutti gli altri sei diventato un eroe, sia nella tua città natale (Columbus, Ohio, ndr) che nel tuo Paese. È uno sconvolgimento enorme”.
Felice grazie alla terapia
Il peso delle aspettative, zavorra per le gambe e la testa. Poi la consapevolezza ritrovata: “Ho capito che non sto interpretando un ruolo, rimanendo fedele a me stessa”. Merito della terapia, che “sto continuando, ma mi sento felice, perché ho deciso che il mio percorso verso la salute mentale sarebbe diventato un punto di forza”. La testa in sintonia con il corpo. Certo, le medaglie dei Giochi di Parigi hanno aiutato, ma “ora che non mi alleno più, nella mia vita è scomparso lo stress”. Biles vola fuori dalla pedana. Sulle ali della libertà: “Vado avanti, mi diverto, viaggio per il mondo, sto con mio marito (il giocatore di football americano Jonathan Owens, ndr) e mi rilasso. Voglio godermi la mia vita da donna”.
"A Los Angeles ci sarò, non so se in pedana o in tribuna”
L’importanza di fermarsi, mettere in pausa quella vita che l’ha resa grande e schiacciata allo stesso tempo. Quasi non volesse rimettere in piedi in pedana. Anche se la prospettiva dei Giochi di Los Angeles la entusiasma. Ma l’emozione non basta per sciogliere i dubbi: “Io sarò lì, non so ancora se per gareggiare o in tribuna”. Perché l’America è lontana: “Il 2028 sembra così distante. E il mio corpo sta invecchiando. L'ho sentito a Parigi. Alla fine della gara sono tornata al villaggio olimpico, ho preso l'ascensore e il mio corpo è letteralmente crollato. Sono stata male per dieci giorni”. Una sensazione che l’accompagna ancora: “Proprio l'altro giorno, dopo aver fatto una corsa in giardino con gli amici, ho avuto dolori per tre giorni”. Quanto basta per tenere vivi il dubbio e la speranza di tornare a gareggiare.