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Larissa Iapichino nella sabbia. La lite con papà e addio finale: “Sono sotto shock”

(reuters)

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La lunghista azzurra non è riuscita a fare meglio di 6,56. Festa Fabbri per il bronzo nel peso
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TOKYO – Il gigante stavolta non si perde, la figlia d’arte sì, per lei sono sabbie mobili. Leonardo Fabbri nel peso è bronzo, Larissa Iapichino è fuori dalla finale nel lungo. «Sono sotto shock, vivo un incubo, ho bisogno di capire». Per 4 centimetri, ma soprattutto per salti troppo corti, senza spinta, nel migliore (6,56) regala 19 cm all’asse di battuta. Fabbri che viaggia con un borsone pieno di pupazzetti dice: «Sono contentissimo. È stata la gara più bella della mia vita e in cui mi sono piaciuto di più. Ho faticato molto, la misura di 21,90 non mi soddisfa, ma almeno non sono andato in confusione e non torno a casa triste, anzi in gara mi parlavo, tutte belle cose, senza negatività. Ora farò il mio primo tatuaggio, ci scriverò: piccolo miglioramento, ma continuo». All’ultimo lancio è stato sorpassato dal messicano Muñoz (21,97) mentre lo statunitense Ryan Crouser con 22,34 ha vinto il suo terzo titolo mondiale. Fabbri capisce Larissa: «Può capitare, ci sta che non si sia trovata…

TOKYO – Il gigante stavolta non si perde, la figlia d’arte sì, per lei sono sabbie mobili. Leonardo Fabbri nel peso è bronzo, Larissa Iapichino è fuori dalla finale nel lungo. «Sono sotto shock, vivo un incubo, ho bisogno di capire». Per 4 centimetri, ma soprattutto per salti troppo corti, senza spinta, nel migliore (6,56) regala 19 cm all’asse di battuta. Fabbri che viaggia con un borsone pieno di pupazzetti dice: «Sono contentissimo. È stata la gara più bella della mia vita e in cui mi sono piaciuto di più. Ho faticato molto, la misura di 21,90 non mi soddisfa, ma almeno non sono andato in confusione e non torno a casa triste, anzi in gara mi parlavo, tutte belle cose, senza negatività. Ora farò il mio primo tatuaggio, ci scriverò: piccolo miglioramento, ma continuo». All’ultimo lancio è stato sorpassato dal messicano Muñoz (21,97) mentre lo statunitense Ryan Crouser con 22,34 ha vinto il suo terzo titolo mondiale. Fabbri capisce Larissa: «Può capitare, ci sta che non si sia trovata».

La lite di Larissa con il padre

L’azzurra è arrivata a Tokyo da protagonista, molto rassicurata, tutto andava bene, sarebbe stato un bel film mondiale. Poi in pedana le cose non sono andate e nessuno è riuscito a trovare la giusta strategia per cambiare copione. Gianni, il padre coach, si agitava e minacciava di andarsene: «Io non più cosa dirti». Le telecamere inquadrano un uomo in crisi di nervi, che va placato. Larissa forse all’ultimo salto crede di essere ancora nelle dodici, quando si accorge che non è così i suoi occhi si riempiono di lacrime. È via dal mondiale che doveva consacrarla.

L’esordio di Tamberi

Oggi Gianmarco Tamberi nelle qualificazioni dell’alto torna in «quello» stadio. L’altra volta era un promesso sposo, questa volta a 33 anni è il neopapà di Camilla. Quest’anno ha saltato quattro volte, nulla di entusiasmante (2,20 il suo primato stagionale), come se Nureyev gioisse per uno zompetto su una pozzanghera. Buio e malessere a Parigi, poi la decisione di rimettersi in strada verso il futuro (non vicinissimo). A Los Angeles 2028 avrà 36 anni. E purtroppo oltre all’infortunio al ginocchio sinistro che lo tormenta da un po’ c’è stato anche un risentimento muscolare il giorno prima di dover decidere sul viaggio a Tokyo. «Ho provato a fare atletica in maniera diversa, con più equilibrio, ma mi sono reso conto che se si vuole essere il numero uno non è possibile o almeno per me non lo è. Tutto quello che ho fatto al campo e fuori dal campo mi ha portato a vincere. Non ho il talento di Usain Bolt o i piedi di Mattia Furlani. Forse un po’ di qualità le possiedo, ma senza il lavoro quotidiano non riesco a inventare nulla, anche per rispetto a quelli della mia squadra ho dovuto accelerare i tempi. Non ci sarà Barshim, peccato, mi dispiace, entrambi avremmo sognato di essere qui in altra condizione, sarebbe stata una bella immagine. La stranezza è che ora mi trovo ad avere il primato personale più alto e lo stagionale più basso. Ma confido nei superpoteri che mi dà sempre la maglia azzura».

Gli sprinter

Marcell Jacobs, l’altro all italian boy di quella domenica d’agosto 2021, si è qualificato per la semifinale dei 100 di oggi con il penultimo tempo (10”20). Non si è piaciuto: «Ho sbagliato tutto e mi sono anche innervosito per i 12’ che ci vogliono dal campo di allenamento allo stadio. Mi sono sentito pesante, è da tanto che non gareggio». Ci sarà nella semifinale donne anche Zaynab Dosso (11“10). Ma la cosa più importante da oggi sarà riparare Larissa.

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