Le piace correre ovunque, sin da quando era piccola, farlo anche a dicembre in Portogallo non era un sacrificio. Su un percorso di cross strano, angusto, sette chilometri e 470 metri pieni di curve, terra battuta e un po’ d’erba, niente a che vedere coi rettilinei fangosi della specialità che a scuola si chiama corsa campestre. Lei lo ha fatto, ha detto «mi sono divertita, è stato bello essere attaccata più volte, sembrava di stare sulle montagne russe», e ovviamente ha vinto il titolo europeo: perché si chiama Nadia Battocletti, e ha trasportato l’Italia dello sport in una nuova dimensione. Dove si possono battere le africane alle Olimpiadi e ai Mondiali in pista, poi vincere su strada, nei campi, in montagna, e farlo col sorriso e la gratitudine.
Dopo la Turchia, il bis in Portogallo
La venticinquenne trentina cresciuta a Cavareno aveva vinto gli ultimi Europei ad Antalya: non si è sentita appagata, e ha vinto pure quelli di Lagoa, nell’Algarve. Da ieri vanta un doppio oro in ogni c…
Le piace correre ovunque, sin da quando era piccola, farlo anche a dicembre in Portogallo non era un sacrificio. Su un percorso di cross strano, angusto, sette chilometri e 470 metri pieni di curve, terra battuta e un po’ d’erba, niente a che vedere coi rettilinei fangosi della specialità che a scuola si chiama corsa campestre. Lei lo ha fatto, ha detto «mi sono divertita, è stato bello essere attaccata più volte, sembrava di stare sulle montagne russe», e ovviamente ha vinto il titolo europeo: perché si chiama Nadia Battocletti, e ha trasportato l’Italia dello sport in una nuova dimensione. Dove si possono battere le africane alle Olimpiadi e ai Mondiali in pista, poi vincere su strada, nei campi, in montagna, e farlo col sorriso e la gratitudine.
Dopo la Turchia, il bis in Portogallo
La venticinquenne trentina cresciuta a Cavareno aveva vinto gli ultimi Europei ad Antalya: non si è sentita appagata, e ha vinto pure quelli di Lagoa, nell’Algarve. Da ieri vanta un doppio oro in ogni categoria, perché anche da ragazzina aveva centrato l’accoppiata europea tra le junior e le under 23. È stato il primo capitolo della sua nuova stagione, oppure l’ultimo di quella 2025 in cui l’elenco di successi è lungo: record italiano dei 3000 indoor a Liévin, abbassato di quasi 11 secondi; oro nei 10 km agli Europei di corsa su strada a Lovanio; record europeo dei 5 km su strada a Tokyo; record italiano dei 3000 all’aperto a Rabat; record personale dei 1500 a Rovereto; record italiano dei 5000 al Golden Gala, seconda europea di sempre.
Il sorriso per sfidare le africane
Poi i Mondiali di Tokyo, la prova della verità dopo essersi infilata tra le africane alle Olimpiadi di Parigi vincendo l’argento dei 10000: una medaglia confermata, con gli occhi di un intero continente addosso. «Hanno provato a fermarmi in tutti i modi, a ogni giro un colpo, ma io mi sono detta: appena si voltano sorrido» ha ricordato, aggiungendo un dettaglio sulla sua sfida a tutte le keniane ed etiopi tranne la quasi imbattibile Beatrice Chebet: «Sapevo che le altre non hanno il mio sprint». Dopo l’argento con record italiano dei 10000, è arrivato anche il bronzo dei 5000.
L’attacco in discesa, la strategia di papà Giuliano
Vincere ovunque, vincere cambiando copione. A Lagoa l’oro europeo è arrivato dopo uno strappo sulla discesa del penultimo giro, a un paio di chilometri dal traguardo. Una strategia concordata col padre, perché anche questo è uno dei suoi punti di forza: la fede nei genitori, nel papà Giuliano mezzofondista di rango, nella mamma Jawhara ottocentista in Marocco, che le hanno trasmesso l’amore per la corsa e la fiducia nel Corano. «Sono felice che l’atletica per me resti un posto sicuro, piacevole, dove condividere la mia passione, gioie e dolori con mamma e papà» ha detto ieri. «Quando penso a loro mi scende sempre una lacrima». Nadia ha ora un altro esame, stavolta universitario: il 30 dicembre presenterà “geotecnica”, ultimo scoglio prima della laurea in Ingegneria edile. Poi preparerà la nuova stagione e «spero sia altrettanto magica». Lei sa come trasformare gli obiettivi in magie.