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Asi Sport&Cultura: da Ranieri e De Giorgi, tutti i premiati della 20/a edizione

Asi Sport&Cultura: da Ranieri e De Giorgi, tutti i premiati della 20/a edizione

Il dirigente della Roma insignito del nuovo premio "Italiani nel mondo''. Il presidente Barbaro: ''Il suo un grande esempio di sportività''. Riconoscimenti anche al volley (rappresentato dal ct maschile De Giorgi) Jury Chechi e Malagò

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A Claudio Ranieri il premio "Italiani nel mondo'', a Fefè De Giorgi quello "Atleta dell'anno'' in rappresentanza del volley maschile e femminile (entrambi sul tetto del mondo) e tanti altri protagonisti del mondo dello sport. È stata una giornata ricca di volti, storie e significati, in cui sport e cultura hanno viaggiato sullo stesso binario, quella vissuta sabato al Salone d’Onore del CONI di Roma, dove è andata in scena la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della 20ª edizione del Premio ASI Sport&Cultura, appuntamento ormai fisso nel calendario dello sport italiano, capace di raccontare il valore dello sport oltre il risultato. L’edizione numero venti ha confermato la vocazione del premio: mettere al centro non solo le imprese agonistiche, ma anche i gesti, le idee e i progetti che lasciano un segno nel tessuto sociale. Sono state sei le categorie previste – Atleta dell’Anno, Gesto Etico, Premio Media, ICSC-Impiantistica e Promozione Sportiva, Innovazione Tecnologica e la nuova sezione Italiani nel Mondo – con una giuria composta da esponenti di primo piano dello sport, del giornalismo e dell’imprenditoria, chiamata a scegliere tra tre finalisti per ciascuna sezione.

A Ranieri e Annese il premio Italiani nel mondo

Per la 20^ edizione, ASI ha istituito un nuovo riconoscimento, il premio ''Italiani nel Mondo'', assegnato dalla giuria alle persone che si sono distinte per rappresentare l’eccellenza del nostro Paese fuori dai confini nazionali. I primi vincitori sono stati Claudio Ranieri, per le sue diverse esperienze nei campionati inglese, spagnolo, francese e con la nazionale greca, e Vincenzo Alberto Annese, che ha guidato squadre in 14 Paesi tra club e nazionali e attualmente ricoprire la carica di Ct della nazionale del Burkina Faso. Ranieri ha ricordato l'impresa con il Leicester: ''Mi chiamarono quando la squadra era in ritiro e arrivai con la squadra si era salvata dalla retrocessione nell’ultimo mese. A me le sfide sono sempre piaciute e così ho accettato. Piano piano, con questi ragazzi, quasi per scommessa siamo arrivati a lottare per le prime posizioni. Ogni volta che eravamo in difficoltà io ero sereno, perché non c’era mai stato l’obiettivo di fare di più della salvezza. Poi quando siamo arrivati in zona Champions ho cambiato atteggiamento con i ragazzi dicendo che era arrivato il momento buono di centrare la storica impresa, e così è stato''. Ad omaggiarlo il presidente di ASI, Claudio Barbaro: ''È sempre una grande emozione riconoscere al mondo dello sport e della cultura questo ormai storico premio di ASI. Mi farebbe piacere se Ranieri accettasse di essere per i prossimi anni il nostro testimonial d’eccellenza del premio, anche se con i suoi impegni sappiamo che non potrà esserci fisicamente. Questo perché l’esempio che ha dato con quella vittoria storica con il Leicester è stato un grande esempio di sportività e di italianità''. Parola poi al tecnico Annese: “Sono molto emozionato. È la prima volta che mi espongo in pubblico parlando in italiano, considerato che ho quasi sempre allenato all’estero. Ora sono in fase di preparazione della Coppa d’Africa con la nazionale del Burkina Faso, un appuntamento che nel continente è molto sentito. Invito i tifosi di calcio italiani a seguirla perché ci sono davvero grandi talenti in Africa''.

Premiato il volley italiano, presente De Giorgi

Il premio “Atleta dell’Anno”, intitolato alla memoria di Carlo Pedersoli (Bud Spencer) è stato assegnato alle due Nazionali di pallavolo maschile e femminile campioni del mondo, e a rappresentarle c’era il DT della maschile Ferdinando De Giorgi: ''Quando avevo 35 anni mi hanno dato il premio alla carriera, ma io giocavo ancora e non ci sono rimasto bene. Stavolta invece che faccio il direttore tecnico, mi viene dato il premio come atleta dell’anno e questo compensa l’altro premio. Quando sento le persone, anche vicine, che mi dicono ‘ma chi te lo fa fare’, per me diventa uno stimolo importante che mi sprona a migliorare. Nel 1998 ho vinto il terzo mondiale da giocatore, avevo 38 anni, ed ero andato in vacanza quando mancava un mese all’inizio dei Mondiali. Ero in spiaggia e mi arrivò una telefonata dal general manager della Nazionale, dicendomi se volevo entrare nel roster azzurro come riserva di Meoni. Poi lui si fece male dopo cinque partite ed è arrivato il mio momento. Fortunatamente è andata bene anche quella volta''

Premio alla carriera a Malagò

Durante la cerimonia è stato consegnato un riconoscimento speciale a Giovanni Malagò per i suoi dodici anni alla guida del Comitato olimpico. Così lo stesso Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026: ''Sarà tutto pronto in tempo e sarà un evento da ricordare per tutti, anche per l’eredità che sarà lasciata. Qualcosina va ancora terminata, ma sono molto ottimista che tutto sarà chiuso per l’inizio delle gare. Sarà comunque un modello di riferimento per i prossimi organizzatori, perché è la prima volta che vengono coinvolte due città e una serie di località, per un'Olimpiade più diffusa sul territorio''. Presente anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: ''Sono felice che Barbaro abbia scelto di nuovo il Salone d’Onore del Coni, un luogo iconico dello sport. Lo sport, attraverso gli atleti, fa vivere emozioni a milioni di persone, e la vita è fatta di emozioni. Oggi viviamo in una fase dove i diritti sono spesso calpestati, e noi abbiamo la missione di essere costantemente impegnati affinché i nostri giovani non vengano attratti dalle mafie e dai comportamenti devianti. Dobbiamo essere ogni giorno un modello da imitare, e grazie alla sintonia con Sport e Salute questo è un modello vincente per il Paese''.

La premiazione di Vincenzo Annese
La premiazione di Vincenzo Annese 

Jury Chechi e gli altri premi

Per la sezione ''ICSC, Impiantistica e promozione sportiva'', il premio è andato a Sport e Salute, rappresentata da Diego Nepi, per aver realizzato a Caivano un modello di integrazione sociale unico nel suo genere, tanto che attraverso il recente decreto Caivano-bis saranno finanziati altri otto territori italiani per opere di riqualificazione ispirate a quel modello. Il premio ''Gesto Etico'', intitolato alla memoria di Fabrizio Quattrocchi, è stato assegnato a Marco Matteazzi, il giovane che ha trasformato la ferita del bullismo in una prova di resilienza incredibile, correndo 100 mezze maratone in 100 giorni e poi 100 maratone in tre mesi, trasformando la corsa in un messaggio potente di riscatto. A premiarlo è stata Graziella Quattrocchi, la sorella di Fabrizio. ''A diciannove anni mi sono dimagrito di trenta chili, dopo anni in cui, a causa del bullismo, vivevo una vita poco salutare fisicamente e psicologicamente - le sue parole -. Da lì ho preso la corsa come una sfida, ho iniziato a correre senza mai fermarmi, e ho capito che potevo diventare un esempio per tanti giovani vittime di bullismo''. Vincitore del premio ''Innovazione tecnologica'' è risultato Ecopneus, il consorzio che ha trasformato un rifiuto in risorsa concreta da applicare anche nello sport per la creazione di campi sportivi raccogliendo, nel 2024, 168.034 tonnellate di pneumatici e 455 tonnellate in interventi straordinari nella Terra dei Fuochi. E poi il ''Premio Media'', intitolato alla memoria di Gian Piero Galeazzi, è stato assegnato dal media partner Corriere dello Sport-Stadio alla leggenda della ginnastica artistica Jury Chechi, che ha messo il suo bagaglio di esperienza al servizio della formazione e della comunicazione per la diffusione dei valori dello sport, trasmettendo passione e cultura sportiva. ''È sempre una bella emozione raccontare storie di sport al pubblico, e credo che finché ne avrò la possibilità lo farò con la competenza che ho, ma sempre con la consueta leggerezza. Le criticità possono trasformarsi in opportunità, questo dipende da noi ovviamente, e io ne so qualcosa visti i due infortuni gravi che ho subito in carriera. Questo è un valore che ti insegna lo sport e io provo a trasmetterlo alle persone, soprattutto ai giovani''. A margine dell'evento, il responsabile nazionale ASI Cultura Michele Cioffi ha sottolineato come ''lo sport e la cultura possano rappresentare un potente strumento educativo per le nuove generazioni. Diffondere questi valori ai giovani significa incoraggiarli a seguire corretti stili di vita, sviluppare senso civico e apprezzare la bellezza artistica e culturale, formando così cittadini più consapevoli e partecipi''.

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