ROMA – Sivert Bakken indossava una maschera ipossica impostata per simulare una quota di 7.000 metri. È come se il biathleta norvegese stesse imitando le condizioni di ossigenazione che avrebbe trovato all’altezza del Campo 3 dell’Everest o sulla cima dell’Aconcagua, la vetta più alta delle Ande. Lassù la carenza di ossigeno scatena una reazione dell’organismo e stimola la produzione di globuli r…