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Emozione e maxischermi, l’ultima corsa di Zanardi

(ansa)

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Martedì alle 11 l’addio al campione davanti a più di 2500 persone. Saranno gli atleti paralimpici di Obiettivo3 a portare la sua bara
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PADOVA – La sua handbike, il suo motore universale, il magnifico pezzo di ferro con cui vinse e pianse ai Giochi di Londra la metteranno davanti alla bara e all’altare. Non farà molta strada, stamattina, quel prodigio di tecnica e umanità: la bici è già a Padova, nelle stanze del Museo della Medicina insieme alle protesi di Alex e a quelle di Bebe Vio: non reperti, ma prove viventi di cos’è capace un essere umano.

Solo in 2500 per motivi di sicurezza

Servirebbe una basilica ancora più grande dell’enorme Santa Giustina, per contenere i corpi e i cuori che martedì alle 11 diranno ciao e grazie ad Alex Zanardi, corpi, cuori e occhi per guardare un orizzonte che non ha confini. Potrebbero entrare quattromila persone nella chiesa, però saranno solo 2500 per motivi di sicurezza: gli altri, in Prato della Valle che è il sagrato più ampio d’Europa, non lontano dalla basilica del Santo. Due maxischermi mostreranno la cassa in legno chiaro portata dai ragazzi di Obiettivo3, gli atleti paralimpi…

PADOVA – La sua handbike, il suo motore universale, il magnifico pezzo di ferro con cui vinse e pianse ai Giochi di Londra la metteranno davanti alla bara e all’altare. Non farà molta strada, stamattina, quel prodigio di tecnica e umanità: la bici è già a Padova, nelle stanze del Museo della Medicina insieme alle protesi di Alex e a quelle di Bebe Vio: non reperti, ma prove viventi di cos’è capace un essere umano.

Solo in 2500 per motivi di sicurezza

Servirebbe una basilica ancora più grande dell’enorme Santa Giustina, per contenere i corpi e i cuori che martedì alle 11 diranno ciao e grazie ad Alex Zanardi, corpi, cuori e occhi per guardare un orizzonte che non ha confini. Potrebbero entrare quattromila persone nella chiesa, però saranno solo 2500 per motivi di sicurezza: gli altri, in Prato della Valle che è il sagrato più ampio d’Europa, non lontano dalla basilica del Santo. Due maxischermi mostreranno la cassa in legno chiaro portata dai ragazzi di Obiettivo3, gli atleti paralimpici che Alex seguiva e incoraggiava insieme al figlio Niccolò. Starà vicino alla sua mamma Daniela che ha chiesto a don Marco Pozza, il cappellano del carcere di Padova, di celebrare le esequie dell’amico. Era stato proprio don Marco a portare ad Alex il rosario e la lettera di Papa Francesco. Concelebrerà insieme al parroco di Santa Giustina, padre Federico Lauretta, e al parroco di Noventa Padovana dove Zanardi risiedeva, don Angelo Scarabottolo.

I funerali di Giulia Cecchettin

La Basilica di Santa Giustina è lo stesso luogo in cui il 5 dicembre 2023 vennero celebrati i funerali di Giulia Cecchettin, e dove nell’ottobre scorso si disse addio ai tre carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Berna, morti nell’esplosione del cascinale a Castel d’Azzano. Un luogo dove tanta gente si raduna quando un funerale significa esserci, insieme, per un momento che va oltre il commiato e spesso si carica di valenze simboliche: sarà così anche oggi, per un uomo che negli anni ha saputo correre dentro le vite di tanti.

Bebe Vio, Tamberi e Gianni Morandi

Migliaia di persone per Alex, un gran mare di gente che non stonerà accanto alle quaranta auto blu attese a Santa Giustina; non quelle di Mattarella e Meloni, che non hanno potuto esserci ma che hanno inviato messaggi. Il governo sarà rappresentato da Matteo Salvini, Alessandra Locatelli e Andrea Abodi, ministro dello sport che invece raggiungerà Padova in treno. Ci sarà anche Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Paralimpico, con altre numerose autorità come Alberto Stefani, presidente del Veneto (oggi è lutto regionale), Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale e poi amici, atleti come Bebe Vio e Tamberi, il padovano Riccardo Patrese, Malagò e poi Fabio Fazio e Gianni Morandi che di Alex era concittadino, oltre che sodale. Da Bologna, anche il sindaco Matteo Lepore e quello di Castel Maggiore Luca Vignoli.

Un circuito col suo nome

A pochi giorni dalla scomparsa di Alex, si susseguono le proposte e le iniziative per conservarne la memoria. I 5Stelle hanno proposto di intitolargli il centro paralimpico dell’Eur a Roma, Fratelli d’Italia l’autodromo di Monza. Il sindaco di Noventa Padovana, Marcello Bano, vorrebbe che nel suo comune sorgesse un monumento, non è inconsueto che i piloti ne abbiano uno, è così per Senna, Nuvolari e Ascari. Ma questi, in fondo, sono soltanto nomi e oggetti. Alex ne sorriderebbe e la chiuderebbe con una battuta, come quando disse di non essere né Padre Pio né Pippo Baudo, ma solo un uomo molto fortunato. Viene da pensare che, in qualche strano modo pieno d’amore, lo sarà anche oggi.

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