BIRMINGHAM – Martedì, nel giorno di riposo, è andata dalla parrucchiera. «Le ho detto: fai tu. Mi ha stirato i capelli, li ha scuriti un po’. Sulle unghie, rosa, mi sono fatta disegnare delle fiammelle». Il lucidalabbra illumina ancora di più quel sorriso infinito. «Sono molto posh, elegante. Un piccolo cambiamento, dài: ma dite che in pista mi riconosceranno?». L’energia di Zaynab Dosso (Dosso o Dossò fa lo stesso, si può pronunciare in entrambi i modi, precisa la ventisettenne di origine ivoriana) — contagia. Scherza con tutti: Fabbri scatta un selfie di gruppo (con loro e il ct La Torre ci sono Battocletti, Pernici, Fantini), lei lo spintona perché il pesista è così grosso che impalla gli altri. Stasera però si fa sul serio sui 100. «Per fare quel che voglio fare, devo lasciar da parte la scaramanzia e dire quello che penso».
BIRMINGHAM – Martedì, nel giorno di riposo, è andata dalla parrucchiera. «Le ho detto: fai tu. Mi ha stirato i capelli, li ha scuriti un po’. Sulle unghie, rosa, mi sono fatta disegnare delle fiammelle». Il lucidalabbra illumina ancora di più quel sorriso infinito. «Sono molto posh, elegante. Un piccolo cambiamento, dài: ma dite che in pista mi riconosceranno?». L’energia di Zaynab Dosso (Dosso o Dossò fa lo stesso, si può pronunciare in entrambi i modi, precisa la ventisettenne di origine ivoriana) — contagia. Scherza con tutti: Fabbri scatta un selfie di gruppo (con loro e il ct La Torre ci sono Battocletti, Pernici, Fantini), lei lo spintona perché il pesista è così grosso che impalla gli altri. Stasera però si fa sul serio sui 100. «Per fare quel che voglio fare, devo lasciar da parte la scaramanzia e dire quello che penso».
Cioè?
«Ci vorrà subito un tempo sotto gli 11 secondi, per stare con le migliori ed essere sicura di passare il turno».
Ma nessuna italiana c’è mai riuscita, il primato è 11”01.
«Lo so. L’ho fatto io in semifinale agli Europei di Roma, due anni fa. Qui a Birmingham arrivo da medaglia di bronzo in carica, però mi sento un po’ una underdog. Non la favorita, ecco».
Perché?
«Sono reduce da mesi strani, complicati. A marzo sono andata a vivere a Roma: aveva ragione chi diceva che il trasloco è una delle esperienze più traumatiche della vita. Speravo di fare tutto alla svelta, invece è stata una mezza tragedia: facevi un buco nel muro e naturalmente centravi un tubo dell’acqua, c’era da ridipingere tutte le pareti, piastrelle da sostituire e mobili da spostare. Un delirio. Tutto da sola».
E Decio Andrade, il suo fidanzato portoghese, lanciatore del martello?
«Sta a Miami, è arrivato a darmi una mano solo a giugno. Nel frattempo, ho stretto i denti anche in pista. In gara non riuscivo a rendere al 100%, ma sapevo di non poter chiedere di più: “Continua a lavorare pensando al domani”, mi ripetevo».
Il domani è stasera.
«Sto bene, sono fiduciosa. Hunt e le altre inglesi saranno le avversarie più dure, sarà questione di millesimi. Non posso nascondermi. E voglio divertirmi».
Come Fabbri e altri ragazzi azzurri, fa molto meditazione.
«Ho cominciato a ottobre, indirizzata dal mio psicologo. Prima accompagnata negli esercizi, adesso da sola. Mettere da parte i troppi pensieri, legati al passato e al futuro: cercare di vivere il presente, con serenità. Medito ogni mattina. All’inizio, anche 10 minuti erano più faticosi di ore e ore di allenamento. Però i risultati sono arrivati. Ci vuole costanza».
Francesco Pernici si è tatuato sul braccio gli occhi della fidanzata: si sposeranno presto, Fabbri gli farà da testimone. E il suo Decio, che aspetta a farle la proposta?
«Appunto, il tempo sta per scadere (ride). Appena possibile, lo porterò con me a conoscere la nonna in Costa d’Avorio. Ma tanto lo sa, che sono più innamorata dei miei gatti che di lui!».