Figuraccia. Piatta fino alla sterilità, mai in grado di un sussulto, priva di qualsiasi senso di urgenza, l’Armani si lascia travolgere dal Panathinaikos e vede passare anche questo treno su cui non prova nemmeno a salire. Cinque passi indietro in attacco, paralizzato dalla fisicità degli omini di Ataman, cui basta mandare in missione l’ex Grant per paralizzare Shields, mentre Napier d’incarta da solo e la classe di Mirotic ha pochissima autonomia. Sempre un giro dietro anche in difesa, concedendo ai verdi la corsa e farlo a Oaka, tra 18mila in delirio, è peccato mortale. Percentuali a parte, parla la parte destra del foglio statistiche: 40-35 a rimbalzo, 20 assist a 9, 11-13 le palle perse, tutto per i padroni di casa.
Così la banda Messina affoga ancora una volta nella mediocrità, e dire che l’andamento lento delle concorrenti al decimo posto – l’ultimo utile per i play-in – lascerebbe ancora uno spiraglio. Ma con questa passività, l’impalpabile produzione dei lunghi e la mira stortissima da tre (4 su 21, 19%) sarebbe stato impossibile reggere l’urto di chiunque, figuriamoci di un “Pana” compatto e in gas. SI fa prima a trovare chi sfiora la sufficienza: Hall per il solito impegno, pur sprecando l’impossibile, e Mirotic finché la (poca) benzina non finisce.
La regia è tornata un problema che il ritorno di Napier non ha risolto, e quello di Lo finora è tragico. Perfino Melli alza bandiera bianca nel finale, segnale pessimo anche pensando alla trasferta di venerdì a Istanbul, in casa di un Efes travolto stasera a Kaunas. Mai in vantaggio, con l’ultima parità toccata al 4’, l’Olimpia affoga da subito, incapace di arginare le corse dei ragazzi di casa Kalaitzakis e Mitoglu, l’ex redento dalla squalifica per doping. Hall, Shields e Melli sbagliano anche gli appoggi più semplici, intimoriti dall’ombra di Lessort e senza l’ingresso di Mirotic Milano (già a meno 9 all’8’) sarebbe già ko. I 9 punti in sei minuti del montenegrino non bastano però ad arginare la slavina, Messina fruga in panchina ma non cava nulla da Lo e McGruder, da Voigtmann e Hines. Il Pana è chirurgico ad innescare le triple di Grigonis e Hernangomez, il 42-24 del 18’ è già tombale, il meno 16 della pausa una sentenza.
Che Hall e Napier provano a cancellare con un paio di iniziative a inizio ripresa ma il meno 11 è un’illusione che dura un soffio. C’è di nuovo Grant al comando: schianta Shields e gli segna in faccia i “suoi” arresto-e-tiro. Messina ripesca il quintettone con Mirotic, Voigtmann e Hines dal suo baule ma non ha nessuno a fare gioco. I rientri sulla transizione greca continuano ad essere tragici e la bandiera bianca si alza a inizio ultimo quarto, col Pana che non scala marce e Lessort che cavalca nel nulla fino al 74-50 del 37’. Senza che l’Armani faccia nemmeno finta – Napier a parte, ma aggiusta le cifre a babbo morto – di difendere l’onore.
Panathinaikos – Armani 79-62
PANATHINAIKOS: Grant 9, Nunn 10, Grigonis 15, Mitoglu 4, Lessort 12 – Vildoza, Moraitis 3, Kalaitzakis 10, Hernangomez 12, K. Antotekumpo 4. Coach: Ataman
ARMANI: Napier 16, Hall 7, Shields 6, Melli 4, Poythress 6 – Lo, Flaccadori, McGruder 6, Mirotic 11, Voigtmann, Hines 6. Coach: Messina