SAPPORO - L'Italia chiude con una sconfitta al tie break 2-3 (25-22, 23-25, 25-20, 16-25, 11-15) contro la Serbia l'ultimo impegno nella final six del World grand prix a Sapporo, in Giappone. Con questo risultato le ragazze allenate da Terzic portano a casa un terzo posto e la medaglia di bronzo. La vittoria va al Brasile (nono titolo), dopo tre successi consecutivi degli Stati Uniti, che supera la Cina (secondo posto) 3-0. L'Italia, invece, torna a casa dalla trasferta in oriente con qualche dubbio e alcune cose buone da cui ripartire in vista dei campionati europei in Svizzera e Germania in programma da venerdì prossimo a sabato 14.
Per le azzurre una final six con una sola vittoria, ottenuta al tie break, e quattro sconfitte piuttosto pesanti anche se contro avversarie di prestigio. Un torneo utile alle più giovani per mettere in cascina un po' di esperienza e proseguire il processo di crescita stilato dal ct Marco Mencarelli. Contro la Serbia si vede la solita Italia capace di momenti di ottima pallavolo miscelati con degli inspiegabili passaggi a vuoto. In questo andamento tipico delle montagne russe, fatto di sali e scendi, il gruppo ne risente e diventa insicuro. Basta rivedere il secondo set buttato via con Guiggi e compagne che sprecano un enorme vantaggio e finiscono ko. Un copione che nelle partite in Giappone si ripete con frequenza e diventa indispensabile cambiare nella rassegna continentale. Dal World grand prix agli Europei il passaggio è breve: solo pochi giorni, con il fuso orario da assorbire, i muscoli da sciogliere e qualche rifinitura in palestra.
Nel sestetto di partenza dell'ultima gara rimane fuori in via precauzionale Noemi Signorile, ma il problema alla caviglia destra, rimediato nella gara contro gli Stati Uniti, si è rivelato meno preoccupante del previsto. In regia tocca, quindi, a Letizia Camera che rispetto a ventiquattr'ore prima sembra aver acquisito maggiore sicurezza e distribuisce bene il gioco azzurro. La palleggiatrice gioca in diagonale con Valentina Diouf, schiacciatrici Bosetti e Costagrande, centrali Guiggi-Arrighetti. Il libero è De Gennaro. Dal punto di vista personale grandi miglioramenti dell'opposto Diouf che nelle ultime giornate di gara diventa il punto di riferimento della squadra. Contro la Serbia l'attaccante realizza 26 punti, due muri e un ace. Si rivede il gioco al centro con Martina Guiggi, 14 punti, cinque muri e un ace molto presente e Arrighetti tornata ai suoi livelli con 16 punti, quattro muri e due ace. Ancora a fasi alterne Carolina Costagrande con 14 punti.
In casa serba Mihajlovic e Brakocevic, entrambe 26 punti con la prima capace di cinque muri, fanno la differenza. Bene Rasic 14 punti, efficace soprattutto nei block vincenti con cinque murate. Nel complesso i diciannove muri di squadra della Serbia, rispetto ai dodici azzurri, tengono a galla nei momenti difficili le ragazze dell'est Europa.
Nel primo set le due squadre rimangono per lunghi tratti a contatto. Da una parte si vedono Bossetti e Diouf, mentre dall'altra sale in cattedra Brakocevic. A spezzare l'equilibrio ci pensa Costagrande, ma non si trata dell'allungo decisivo. La Serbia è ancora in partita: reagisce, riportando le cose in parità. Nel finale l'Italia sale di livello in difesa e trova lo sprint giusto per andare in vantaggio. Un secondo set a dir poco folle in cui c'è tutta l'Italia di questo periodo. Prima azzurre padrone della rete: grande facilità di gioco e atlete brave a costruire un vantaggio importante. La palleggiatrice Camera gestisce alla perfezione il gioco, chiamando spesso in causa Guiggi e Arrighetti, mentre la Serbia sbaglia parecchio. Poi quando mancano solo quattro punti per mettere la parola fine al parziale e con ben sette di vantaggio si rivedono i "vecchi fantasmi azzurri". Bene la Serbia a crederci spingendo al servizio, complice una ricezione italiana indecisa. Sopra la rete le ragazze allenate da Terzic con sette muri contengono in attacco Diouf e compagne e nemmeno la scelta di puntare su Arrighetti cambia la musica. Si scatena Mihajlovic e arriva il pareggio serbo.
Nel terzo periodo l'Italia torna a macinare pallavolo di buon livello. Parte subito bene e appare più concentrata. Ancora una volta Mihajlovic accorcia le distanze, ma questa volta Diouf e Costagrande fanno la differenza. Importante poi il contributo di Arrighetti, mentre il muro serbo perde colpi non trovando le giuste contromisure. L'Italia conserva il vantaggio messo da parte in avvio di partita, fa vedere le cose migliori e chiude il parziale con autorità. Crollo mentale e squadra azzurra in confusione per tutto il quarto set. Si assiste a un'altra partita. Il parziale è all'insegna della Serbia che spinta da Brakocevic prende in mano il pallino del gioco. Guiggi e Diouf provano a spronare le compagne, ma il muro serbo guidato dalla Rasic torna a farsi sentire e le azzurre, nonostante l'ingresso di Sorokaite per Bosetti, non riescono più a rientrare. Il tie break è il proseguimento di una gara che per le azzurre va sempre a corrente alterna. Ancora l'Italia che spreca un buon vantaggio e subisce rimonta e sorpasso dalle serbe. Diouf parte forte, ma l'attacco serbo replica immediatamente. Le azzurre provano a rimanere a contatto, ma diversi errori commessi permettono alle serbe di involarsi verso la conquista della medaglia di bronzo.
L'analisi del ct Marco Mencarelli: "Dispiace un po' per come è andato il secondo set, perché stavamo giocando molto bene e poi con alcuni errori, che a questo livello non puoi commettere, abbiamo permesso alla Serbia di rimontarci. Valutando in generale questo Grand prix penso che ad eccezione del terzo set con il Brasile si sia visto un percorso di crescita, lo conferma la gara importante che abbiamo disputato oggi contro un avversario molto forte. Adesso dovremo sfruttare tutte le cose buone raccolte in questa manifestazione e metterle in campo nel corso dell'Europeo".
Classifica: Brasile 15 punti, Cina 10, Serbia 8, Giappone, Italia 4, Stati Uniti 1.
Per le azzurre una final six con una sola vittoria, ottenuta al tie break, e quattro sconfitte piuttosto pesanti anche se contro avversarie di prestigio. Un torneo utile alle più giovani per mettere in cascina un po' di esperienza e proseguire il processo di crescita stilato dal ct Marco Mencarelli. Contro la Serbia si vede la solita Italia capace di momenti di ottima pallavolo miscelati con degli inspiegabili passaggi a vuoto. In questo andamento tipico delle montagne russe, fatto di sali e scendi, il gruppo ne risente e diventa insicuro. Basta rivedere il secondo set buttato via con Guiggi e compagne che sprecano un enorme vantaggio e finiscono ko. Un copione che nelle partite in Giappone si ripete con frequenza e diventa indispensabile cambiare nella rassegna continentale. Dal World grand prix agli Europei il passaggio è breve: solo pochi giorni, con il fuso orario da assorbire, i muscoli da sciogliere e qualche rifinitura in palestra.
Nel sestetto di partenza dell'ultima gara rimane fuori in via precauzionale Noemi Signorile, ma il problema alla caviglia destra, rimediato nella gara contro gli Stati Uniti, si è rivelato meno preoccupante del previsto. In regia tocca, quindi, a Letizia Camera che rispetto a ventiquattr'ore prima sembra aver acquisito maggiore sicurezza e distribuisce bene il gioco azzurro. La palleggiatrice gioca in diagonale con Valentina Diouf, schiacciatrici Bosetti e Costagrande, centrali Guiggi-Arrighetti. Il libero è De Gennaro. Dal punto di vista personale grandi miglioramenti dell'opposto Diouf che nelle ultime giornate di gara diventa il punto di riferimento della squadra. Contro la Serbia l'attaccante realizza 26 punti, due muri e un ace. Si rivede il gioco al centro con Martina Guiggi, 14 punti, cinque muri e un ace molto presente e Arrighetti tornata ai suoi livelli con 16 punti, quattro muri e due ace. Ancora a fasi alterne Carolina Costagrande con 14 punti.
In casa serba Mihajlovic e Brakocevic, entrambe 26 punti con la prima capace di cinque muri, fanno la differenza. Bene Rasic 14 punti, efficace soprattutto nei block vincenti con cinque murate. Nel complesso i diciannove muri di squadra della Serbia, rispetto ai dodici azzurri, tengono a galla nei momenti difficili le ragazze dell'est Europa.
Nel primo set le due squadre rimangono per lunghi tratti a contatto. Da una parte si vedono Bossetti e Diouf, mentre dall'altra sale in cattedra Brakocevic. A spezzare l'equilibrio ci pensa Costagrande, ma non si trata dell'allungo decisivo. La Serbia è ancora in partita: reagisce, riportando le cose in parità. Nel finale l'Italia sale di livello in difesa e trova lo sprint giusto per andare in vantaggio. Un secondo set a dir poco folle in cui c'è tutta l'Italia di questo periodo. Prima azzurre padrone della rete: grande facilità di gioco e atlete brave a costruire un vantaggio importante. La palleggiatrice Camera gestisce alla perfezione il gioco, chiamando spesso in causa Guiggi e Arrighetti, mentre la Serbia sbaglia parecchio. Poi quando mancano solo quattro punti per mettere la parola fine al parziale e con ben sette di vantaggio si rivedono i "vecchi fantasmi azzurri". Bene la Serbia a crederci spingendo al servizio, complice una ricezione italiana indecisa. Sopra la rete le ragazze allenate da Terzic con sette muri contengono in attacco Diouf e compagne e nemmeno la scelta di puntare su Arrighetti cambia la musica. Si scatena Mihajlovic e arriva il pareggio serbo.
Nel terzo periodo l'Italia torna a macinare pallavolo di buon livello. Parte subito bene e appare più concentrata. Ancora una volta Mihajlovic accorcia le distanze, ma questa volta Diouf e Costagrande fanno la differenza. Importante poi il contributo di Arrighetti, mentre il muro serbo perde colpi non trovando le giuste contromisure. L'Italia conserva il vantaggio messo da parte in avvio di partita, fa vedere le cose migliori e chiude il parziale con autorità. Crollo mentale e squadra azzurra in confusione per tutto il quarto set. Si assiste a un'altra partita. Il parziale è all'insegna della Serbia che spinta da Brakocevic prende in mano il pallino del gioco. Guiggi e Diouf provano a spronare le compagne, ma il muro serbo guidato dalla Rasic torna a farsi sentire e le azzurre, nonostante l'ingresso di Sorokaite per Bosetti, non riescono più a rientrare. Il tie break è il proseguimento di una gara che per le azzurre va sempre a corrente alterna. Ancora l'Italia che spreca un buon vantaggio e subisce rimonta e sorpasso dalle serbe. Diouf parte forte, ma l'attacco serbo replica immediatamente. Le azzurre provano a rimanere a contatto, ma diversi errori commessi permettono alle serbe di involarsi verso la conquista della medaglia di bronzo.
L'analisi del ct Marco Mencarelli: "Dispiace un po' per come è andato il secondo set, perché stavamo giocando molto bene e poi con alcuni errori, che a questo livello non puoi commettere, abbiamo permesso alla Serbia di rimontarci. Valutando in generale questo Grand prix penso che ad eccezione del terzo set con il Brasile si sia visto un percorso di crescita, lo conferma la gara importante che abbiamo disputato oggi contro un avversario molto forte. Adesso dovremo sfruttare tutte le cose buone raccolte in questa manifestazione e metterle in campo nel corso dell'Europeo".
Classifica: Brasile 15 punti, Cina 10, Serbia 8, Giappone, Italia 4, Stati Uniti 1.