ROMA - Milano caput mundi. E' lì che punta l'Italia della pallavolo, alle finali del mondiale che inizia stasera e che attraversa in 20 giorni sei città (Roma, Trieste, Bari, Verona, Modena e appunto Milano, dall'8 al 12 ottobre). Non è un campionato come gli altri, anzi, è il primo che le donne giocano in casa. Con tutte le conseguenze del caso: tensione, senso di responsabilità, voglia di farsi nazionale. Di diventare la squadra di un intero paese. Al PalaLottomatica di Roma stasera (alle 20) l'esordio delle azzurre contro la Tunisia (due successi su due precedenti). A seguire Argentina, Croazia, Germania, Repubblica Dominicana.
No che non è un mondiale come gli altri, non lo sarà dai primi palloni schiacciati sul parquet: arriva subito dopo la brutta prova dei maschi in Polonia, dove invece un popolo ha portato la propria squadra al titolo contro il superbravo e favorito Brasile. E non è neanche un mondiale come quello del 2002 in Germania, dove le ragazze vinsero il primo e unico titolo al femminile. Allora c'era lo stesso ct di adesso, Marco Bonitta, 51 anni, di Ravenna, quattro anni dopo dimissionato dalle sue stesse atlete, un ammutinamento storico di cui però non è rimasta traccia. Nel gruppo un solo pensiero: siamo tutti cresciuti, cambiati, tranne che nella voglia di fare bene e se ci riusciremo, il pubblico sarà con noi. E noi abbiamo bisogno della nostra gente. Anche se tre delle pivelle di allora sono le colonne della squadra di oggi: la regista Eleonora Lo Bianco, 34 anni, la più azzurra che c'è con le sue 524 presenze, richiamata nel gruppo all'ultimo minuto causa infortuni e necessari rimescolamenti; la stella Francesca Piccinini, 35 anni, fuori dal giro della nazionale da dopo le Olimpiadi di Londra 2012 e Paola Cardullo, 32 anni, la libero disoccupata (quest'anno è ancora senza contratto).
[[ge:rep-locali:repubblica:96427809]]
Memorie di Berlino, e sogni per il futuro: la più giovane è Cristina Chirichella, esordiente con altre sei compagne, 195 centimetri di centrale, 20 anni; 8 giorni più anziana di lei è Caterina Bosetti, sorella di Lucia, la schiacciatrice di riferimento di Bonitta che si è sfasciata un menisco durante il Gran Prix. Una famiglia molto allargata, e molto mischiata questa Italia che ha 28 anni e più di media. Esperienza sì, ma mischiata a quello che l'allenatore chiama "il lato sbarazzino" delle poco più che maggiorenni. Un gruppo dalle molte radici e storie: delle 14, la maggioranza (7) gioca all'estero. Due nuove italiane: Carolina Costagrande, 34 anni, che nel 2002 giocava con la maglia dell'Argentina e Valentina Diouf, 21 anni, nata a Milano da padre senegalese. "Non vediamo l'ora di cantare l'inno".
Ci sarà molto Mameli, il viaggio è lungo. Ma il nome del porto nessuno fa fatica a pronunciarlo: "Arriviamo a Milano, poi vediamo una cosa per volta", fa saggia la Cardullo. "Abito a 15 minuti dal Forum" specifica la Diouf da padrona di casa lombarda, che si dice "emozionata, la carica che c'è nell'aria è forte, contiamo tantissimo nel pubblico perché per le avversarie venire a giocare in un palazzetto pieno che tifa per noi è impegnativo e per noi è una spinta in più". Il settimo uomo in campo, anzi la settima famiglia, come hanno fatto i polacchi coi loro figli.
[[ge:rep-locali:repubblica:96409076]]
Sono 24 le migliori squadre alla partenza, la Russia campione in carica e vincitrice dei due ultimi titoli, il Brasile bicampione olimpico, gli Stati Uniti e la Cina sempre più brillante le favorite. Ma non c'è una vera Cenerentola: Serbia, Turchia, Giappone, Belgio e Germania vogliono e possono aspirare da outsider a un posto in alto, ben illuminato. Il format è complesso, prevede quattro gironi (all'italiana) da sei squadre ciascuno per il primo turno, in altrettanti sedi (Roma, Trieste, Bari e Verona). Le prime quattro squadre di ogni girone si qualificheranno al secondo turno portandosi dietro i risultati ottenuti contro le altre formazioni qualificate (Bari, Trieste, Verona e Modena). Le 16 squadre saranno divise in due gironi da otto (si giocherà a Bari, Trieste, Verona e Modena) con le prime tre di ogni gruppo che avanzeranno alla fase finale tutta a Milano. Lì dove l'Italia mira. Il presidente della federazione pallavolo Carlo Magri: "Andare fra le prime sarebbe un successo che da un po' l'Italia non ottiene. Non mi nascondo, questa squadra ha un grosso avvenire: speriamo che cominci da adesso". Da stasera a Roma, verso la capitale del mondo.
No che non è un mondiale come gli altri, non lo sarà dai primi palloni schiacciati sul parquet: arriva subito dopo la brutta prova dei maschi in Polonia, dove invece un popolo ha portato la propria squadra al titolo contro il superbravo e favorito Brasile. E non è neanche un mondiale come quello del 2002 in Germania, dove le ragazze vinsero il primo e unico titolo al femminile. Allora c'era lo stesso ct di adesso, Marco Bonitta, 51 anni, di Ravenna, quattro anni dopo dimissionato dalle sue stesse atlete, un ammutinamento storico di cui però non è rimasta traccia. Nel gruppo un solo pensiero: siamo tutti cresciuti, cambiati, tranne che nella voglia di fare bene e se ci riusciremo, il pubblico sarà con noi. E noi abbiamo bisogno della nostra gente. Anche se tre delle pivelle di allora sono le colonne della squadra di oggi: la regista Eleonora Lo Bianco, 34 anni, la più azzurra che c'è con le sue 524 presenze, richiamata nel gruppo all'ultimo minuto causa infortuni e necessari rimescolamenti; la stella Francesca Piccinini, 35 anni, fuori dal giro della nazionale da dopo le Olimpiadi di Londra 2012 e Paola Cardullo, 32 anni, la libero disoccupata (quest'anno è ancora senza contratto).
[[ge:rep-locali:repubblica:96427809]]
Memorie di Berlino, e sogni per il futuro: la più giovane è Cristina Chirichella, esordiente con altre sei compagne, 195 centimetri di centrale, 20 anni; 8 giorni più anziana di lei è Caterina Bosetti, sorella di Lucia, la schiacciatrice di riferimento di Bonitta che si è sfasciata un menisco durante il Gran Prix. Una famiglia molto allargata, e molto mischiata questa Italia che ha 28 anni e più di media. Esperienza sì, ma mischiata a quello che l'allenatore chiama "il lato sbarazzino" delle poco più che maggiorenni. Un gruppo dalle molte radici e storie: delle 14, la maggioranza (7) gioca all'estero. Due nuove italiane: Carolina Costagrande, 34 anni, che nel 2002 giocava con la maglia dell'Argentina e Valentina Diouf, 21 anni, nata a Milano da padre senegalese. "Non vediamo l'ora di cantare l'inno".
Ci sarà molto Mameli, il viaggio è lungo. Ma il nome del porto nessuno fa fatica a pronunciarlo: "Arriviamo a Milano, poi vediamo una cosa per volta", fa saggia la Cardullo. "Abito a 15 minuti dal Forum" specifica la Diouf da padrona di casa lombarda, che si dice "emozionata, la carica che c'è nell'aria è forte, contiamo tantissimo nel pubblico perché per le avversarie venire a giocare in un palazzetto pieno che tifa per noi è impegnativo e per noi è una spinta in più". Il settimo uomo in campo, anzi la settima famiglia, come hanno fatto i polacchi coi loro figli.
[[ge:rep-locali:repubblica:96409076]]
Sono 24 le migliori squadre alla partenza, la Russia campione in carica e vincitrice dei due ultimi titoli, il Brasile bicampione olimpico, gli Stati Uniti e la Cina sempre più brillante le favorite. Ma non c'è una vera Cenerentola: Serbia, Turchia, Giappone, Belgio e Germania vogliono e possono aspirare da outsider a un posto in alto, ben illuminato. Il format è complesso, prevede quattro gironi (all'italiana) da sei squadre ciascuno per il primo turno, in altrettanti sedi (Roma, Trieste, Bari e Verona). Le prime quattro squadre di ogni girone si qualificheranno al secondo turno portandosi dietro i risultati ottenuti contro le altre formazioni qualificate (Bari, Trieste, Verona e Modena). Le 16 squadre saranno divise in due gironi da otto (si giocherà a Bari, Trieste, Verona e Modena) con le prime tre di ogni gruppo che avanzeranno alla fase finale tutta a Milano. Lì dove l'Italia mira. Il presidente della federazione pallavolo Carlo Magri: "Andare fra le prime sarebbe un successo che da un po' l'Italia non ottiene. Non mi nascondo, questa squadra ha un grosso avvenire: speriamo che cominci da adesso". Da stasera a Roma, verso la capitale del mondo.