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Il sogno mondiale fa tendenza: volley secondo solo al calcio

Una bagno di folla per Francesca Piccinini 
I numeri impressionanti sull'affluenza di pubblico confermano quelli generali di un movimento che, con 367.419 tesserati, è secondo solo allo sport più popolare. Intanto le azzurre che si preparano alle fasi finali, sono già diventate personaggi da copertina
di ALESSANDRA RETICO
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MILANO - Tendenza pallavolo. I mondiali di volley femminile hanno chiamato sul palcoscenico lo sport delle scuole, delle palestre, delle province. Lo sport più praticato dagli italiani, dopo il calcio: 367.419 gli atleti tesserati, ma molti di più quelli che lo giocano da amatori o lo hanno nella vita giocato. Un pubblico di affezionati: famiglie e figli. E anche di esperti e frequentatori, specie nel nord Italia, con la Lombardia
che svetta nella classifica per quantità di sportivi sottorete. Ovvio che poi vedi i palazzetti pieni. Nonostante la crisi dei campionati che dura da qualche anno per via delle difficoltà economiche delle società e il conseguente impoverimento generale del "prodotto" pallavolo. Disciplina "minore" come d'altra parte tutte quelle che non si chiamano calcio nel nostro paese. Eppure un pubblico e una massa di consumatori di qualità c'è a giudicare dai numeri provocati dal torneo che sta attraversando dal 23 settembre l'Italia da nord a sud e ha trascinato la nazionale di ct Marco Bonitta alle fasi finali di Milano, al via mercoledì con le migliori sei.

Nella prima fase del campionato sono stati 134.100 gli spettatori che hanno riempito gli impianti, nella seconda 101.500 per un totale dunque di 235.600 seggiolini occupati in sei città. Le azzurre che hanno cominciato il loro percorso a Roma hanno chiamato al PalaLottomatica il pienone, in particolare per la prima gara contro la Tunisia (più di 8mila tagliandi venduti), contro la Germania (10.600) e la Dominicana (8.600). Ma anche a Bari, per il secondo turno, hanno reso il ben più piccolo PalaFlorio (4500 seggiolini) sold out, specie per gli ultimi due match dello scorso weekend. Un mondiale in casa aiuta, certo, e anche i risultati: l'Italia si presenta domani sera al Forum di Assago contro gli Stati Uniti per la sua decima gara avendone vinte 8. Con una squadra strana, nuova, che rappresenta tutte le diversità del paese: sulle 14 della rosa, 7 debuttanti, 3 stranote per i loro trascorsi in azzurro e per l'oro vinto nel 2002 con Bonitta lo stesso ct di adesso (Piccinini, Lo Bianco, Cardullo), 6 giocano in Italia e 7 all'estero. Tre napoletane (Chirichella, De Gennaro, Del Core), un'italo argentina (Costagrande), una milanese di padre senegalese (Valentina Diouf). Le vecchie glorie tra cui va citata la straordinaria Nadia Centoni, 33 anni, tornata in azzurro dal 2008, una delle migliori fin qui.

E le facce nuove sono già da copertina: oltre la Diouf, 21 anni, la centrale Chirichella, 20 anni, che studia pallavolo da Valentina Arrighetti, 29, da Genova e dalla prossima stagione a Baku; Caterina Bosetti, 8 giorni più vecchia di Cristina, sorella di Lucia la schiacciatrice di punta della nazionale che però è rimasta fuori dal gruppo per un infortunio; Noemi Signorile, 24 anni, che si alterna in regia con il monumento Leo Lo Bianco e Francesca Ferretti, 30, reduce da un'operazione al menisco poco tempo fa. Una squadra complessa, articolata, che l'allenatore fa giocare tutta. Nessuna prima donna nessuna riserva. Anche per questo piace, e funziona. L'hanno chiamata l'onda azzurra: l'ultima gara a Bari contro la Cina che ha decretato l'Italia testa di serie per le finali ha tenuto incollati alla tv (Raisport1) 780mila spettatori con uno share del 3.35. La twittano anche i vip, la nazionale: il selfie di Fiorello con il pallone ufficiale firmato Francesca Piccinini, l'augurio di Gianna Nannini all'Arrighetti (una con gli account Twitter più caldi), Alberto Tomba al PalaFlorio a fare lo slalom tra i fan. Sarà minore, ma la pallavolo è enorme.

 
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