MILANO - L'Italia fa sognare ma pesca un girone di ferro nella fase del Mondiale che deciderà le quattro semifinaliste. A Milano, forum di Assago, da mercoledì a venerdì le azzurre dovranno affrontare gli Stati Uniti e la Russia. Si comincia mercoledì alle ore 20 contro le americane e chiusura venerdì, sempre alle ore 20, con le russe campionesse in carica. Dall'altra parte le olimpioniche brasiliane pescano nel sorteggio Cina e Repubblica Dominicana. Sabato in programma le semifinali incrociate alle quali accederanno le prime due classificate di ciascuna pool. Le finali sono in programma domenica. Per il sestetto di Bonitta due ostacoli difficili sulla strada delle semifinali. Anche se la Russia non ha impressionato per continuità, riesce a qualificarsi solo al termine dell'ultima gara battendo la Serbia. Migliore il cammino delle americane che non sono testa di serie, ma solo per aver preso lo scontro diretto con il Brasile.
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L'Italia arriva al rush finale con il morale alle stelle per un cammino a dir poco positivo fatto di sette vittorie (su otto gare disputate) e una sola sconfitta al tie break contro la rivelazione Repubblica Dominicana. Se nella prima fase qualcuno aveva storto il naso per una serie di vittorie sulla carta contro squadre più abbordabili (Tunisia, Argentina, Croazia, Germania), nella fase successiva ecco due successi di prestigio e netti contro Giappone e Cina. Insomma non due squadre qualsiasi, a cui va aggiunta quella contro il Belgio. Le azzurre impongono il loro gioco e non si lasciano impressionare dalle avversarie. Ma al di là della sfortuna per essere capitati in un girone ostico, ci sono tanti fattori positivi di questa nazionale che fanno sorridere. Il primo fondamentale, fuori dal campo, che rende unica l'Italia è il gruppo. Sono quattordici giocatrici interscambiabili, pronte a dare tutto in campo anche solo per pochi minuti. Infatti Bonitta sfrutta al meglio le caratteristiche di ognuna e riesce a cambiare spesso formazione di partenza e addirittura virare in corsa se c'è da intervenire.
Da tenere d'occhio il livello di gioco: cresciuto con il passare delle partite, proprio come auspicato dalla staff azzurro in fase di preparazione. Così facendo non c'è una sola protagonista, ma a turno ogni atleta si ritaglia il suo spazio e la fetta di notorietà. Dal punto di vista tecnico il servizio e il muro danno una grossa mano, mentre la difesa è entrata in palla nelle ultime uscite con De Gennaro prima e Cardullo dopo a fare la differenza. In attacco, a turno, si ottengono sempre buone soluzioni e il gioco diventa imprevedibili. L'esperienza di Nadia Centoni e la freschezza di Valentina Diouf sono le variabili per il ct Bonitta. Il parco schiacciatrici lascia solo l'imbarazzo della scelta. Al centro, oltre ad Arrighetti e Chirichella, contro la Cina l'effetto Folie si fa notare. In regia bene Lo Bianco (insieme a Piccinini e Cardullo reduci dal mondial vinto sempre con Bonitta ne 2002) e Signorile, nell'ultimo match Francesca Ferretti incanta tutti compreso il ct.
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E in questo cammino c'è tanto del timoniere Marco Bonitta perfetto a gestire cambi, rivoluzionare la squadra e inventarsi soluzioni. Il suo lavoro riesce a caricare e responsabilizzare tutte le ragazze. Una nazionale simpatica, fuori dagli schemi che in campo spesso sorride e coinvolge. Infatti la passione verso i colori azzurri è in crescita lungo tutto lo stivale. L'ultima partita a Bari di domenica sera contro la Cina seguita su RaiSport 1 da 816 mila spettatori con uno share del 3.04. Numeri importanti per la pallavolo e in particolare per il volley femminile. Cifre positive pure al PalaFlorio che saluta le azzurre con l'ultimo pienone e con oltre seimila spettatori. Dati positivi in arrivo anche da Milano, per la finale di domenica i biglietti sono stati già tutti venduti.
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L'Italia arriva al rush finale con il morale alle stelle per un cammino a dir poco positivo fatto di sette vittorie (su otto gare disputate) e una sola sconfitta al tie break contro la rivelazione Repubblica Dominicana. Se nella prima fase qualcuno aveva storto il naso per una serie di vittorie sulla carta contro squadre più abbordabili (Tunisia, Argentina, Croazia, Germania), nella fase successiva ecco due successi di prestigio e netti contro Giappone e Cina. Insomma non due squadre qualsiasi, a cui va aggiunta quella contro il Belgio. Le azzurre impongono il loro gioco e non si lasciano impressionare dalle avversarie. Ma al di là della sfortuna per essere capitati in un girone ostico, ci sono tanti fattori positivi di questa nazionale che fanno sorridere. Il primo fondamentale, fuori dal campo, che rende unica l'Italia è il gruppo. Sono quattordici giocatrici interscambiabili, pronte a dare tutto in campo anche solo per pochi minuti. Infatti Bonitta sfrutta al meglio le caratteristiche di ognuna e riesce a cambiare spesso formazione di partenza e addirittura virare in corsa se c'è da intervenire.
Da tenere d'occhio il livello di gioco: cresciuto con il passare delle partite, proprio come auspicato dalla staff azzurro in fase di preparazione. Così facendo non c'è una sola protagonista, ma a turno ogni atleta si ritaglia il suo spazio e la fetta di notorietà. Dal punto di vista tecnico il servizio e il muro danno una grossa mano, mentre la difesa è entrata in palla nelle ultime uscite con De Gennaro prima e Cardullo dopo a fare la differenza. In attacco, a turno, si ottengono sempre buone soluzioni e il gioco diventa imprevedibili. L'esperienza di Nadia Centoni e la freschezza di Valentina Diouf sono le variabili per il ct Bonitta. Il parco schiacciatrici lascia solo l'imbarazzo della scelta. Al centro, oltre ad Arrighetti e Chirichella, contro la Cina l'effetto Folie si fa notare. In regia bene Lo Bianco (insieme a Piccinini e Cardullo reduci dal mondial vinto sempre con Bonitta ne 2002) e Signorile, nell'ultimo match Francesca Ferretti incanta tutti compreso il ct.
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E in questo cammino c'è tanto del timoniere Marco Bonitta perfetto a gestire cambi, rivoluzionare la squadra e inventarsi soluzioni. Il suo lavoro riesce a caricare e responsabilizzare tutte le ragazze. Una nazionale simpatica, fuori dagli schemi che in campo spesso sorride e coinvolge. Infatti la passione verso i colori azzurri è in crescita lungo tutto lo stivale. L'ultima partita a Bari di domenica sera contro la Cina seguita su RaiSport 1 da 816 mila spettatori con uno share del 3.04. Numeri importanti per la pallavolo e in particolare per il volley femminile. Cifre positive pure al PalaFlorio che saluta le azzurre con l'ultimo pienone e con oltre seimila spettatori. Dati positivi in arrivo anche da Milano, per la finale di domenica i biglietti sono stati già tutti venduti.