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Volley, Giani e l'exploit di Verona: "Siamo ambiziosi, dobbiamo trovare continuità"

Il risultato più sorprendente dell'ultimo turno di Superlega è la vittoria della Calzedonia per 3-0 con Trento in poco più di un'ora: "Ma possiamo ancora crescere e maturare", dice il coach dei veneti
di ROBERTO MARCELLETTI

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ROMA - Il cammino della Calzedonia Verona, nella SuperLega di volley, è senza dubbio impreziosito dalla netta affermazione ai danni di Trento. Una vittoria maturata addirittura in meno di un'ora e un quarto di gioco. Il gruppo allenato da Andrea Giani, alla seconda stagione sulla panchina gialloblù, nella sfide interne viaggia senza delusioni, diverso il discorso in trasferta dove sono arrivati due ko in altrettanti match. Ma con l'attenuante di aver affrontato sempre corazzate (Macerata e Piacenza). E domenica prossima ancora un viaggio tosto a Perugia, contro la Sir Safety finalista scudetto l'anno scorso. I veneti, attualmente all'ottavo posto in classifica, sono un sestetto che gli addetti ai lavori reputano interessante, in grado di giocare alla pari contro tutti e si candidano a diventare la mina vagante della SuperLega.

Coach Giani, battere Trento è stata una prova di maturità.
"Sono soddisfatto di come è andata la gara, siamo stati efficaci chiudendo tutti i punti, ma possiamo e dobbiamo ancora crescere e maturare. Un risultato del genere porta vantaggi alla squadra in termini di fiducia".
Servono altri esami.
"Una squadra giovane come la nostra adesso deve trovare la continuità. Dobbiamo imparare a gestire l'emotività. Infatti la differenza tra un giocatore esperto e uno che si affaccia da poco a ribalte importanti sta proprio nella gestione dell'emotività e nella voglia di fare sempre punto ogni volta che tocca un pallone".
Trasferta di Piacenza a parte, può essere considerato un buon avvio.
"Direi di sì, c'è stato solo l'incidente di percorso in Emilia, e spero non si ripeta più. Non per la sconfitta, ma per come è maturata. Anche in quella occasione nei singoli parziali qualcosa si è visto. Per il resto a Macerata abbiamo sfiorato il tie break e in casa con Milano e Trento abbiamo fatto il nostro dovere".
Questo gruppo può fare tanta strada...
"La squadra mi piace molto, se sfruttiamo tutto il nostro potenziale possiamo toglierci delle grosse soddisfazioni. Battuta, attacco e muro sono i fondamentali che ci contraddistinguono".
Dove può arrivare la Calzedonia?
"Gli obiettivi sono ambiziosi, dipende da noi. La squadra c'è, dobbiamo essere in grado di fare sempre passi in avanti".

Per quanto riguarda i singoli forse manca ancora l'apporto del miglior Gasparini.
"Mitja ha avuto un problema fisico e non è ancora al top. Deve e può fare molto di più soprattutto nella fase offensiva dove è un punto di riferimento".
Ottima, invece, la partenza di Sam Deroo.
"E' un giocatore che ha nel suo Dna tanti fondamentali. Un classe '92 con grande prospettive, può diventare un talento molto interessante. Riesce a dare equilibrio alla squadra, commette pochi errori e lavora bene in ricezione, battuta e muro. Importante pure l'apporto in attacco".
Durante l'estate è esploso Taylor Sander. Un vantaggio averlo acquistato in anticipo.
"Seguivo Sander da un po' di tempo e appena libero abbiamo subito perfezionato l'accordo. Non essendo una società che può spendere come una big dobbiamo puntare su giovani di qualità. Lo schiacciatore americano ha doti fisiche e tecniche eccezionali".
Insomma nel fare mercato serve il cosiddetto "occhio lungo".
"Siamo una sorta di boy scout che scoviamo talenti, li facciamo crescere e ci lavoriamo tanto. Mentre il futuro, poi, dipenderà da loro".
Nella prossima sfida a Perugia quale altro passo in avanti vorresti vedere?
"Affrontiamo un'altra big del torneo e mi piacerebbe vedere lo stesso approccio avuto a Macerata contro la Lube nella gara di apertura. Vorrei giocarmi la partita e arrivare fino in fondo ai set. E' importante stabilizzarci e chiudere ogni punto. Se dovessimo perdere vorrei che fosse perché i nostri avversari hanno fatto cose eccezionali e non per banali errori".
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