ROMA - Finisce 3-0 (25-19, 26-24, 25-19) per il Brasile la prima sfida contro l'Italia dell'ultimo weekend della fase a gironi della World league. Si replica venerdì alle 19 (ora italiana), poi dal 15 al 19 in programma la final six a Rio de Janeiro. Gli azzurri ci saranno, ma servirà un altro atteggiamento rispetto a quello visto nella partita persa nettamente contro i vice campioni del mondo. La quarta sconfitta consecutiva lascia il segno dal punto di vista morale, con una squadra poco bella escluso un piccolo sprazzo nel secondo set. Per il resto poca voglia di combattere, anche se i ragazzi hanno l'attenuante del fuso orario ancora da assorbire completamente.
Il match è stato nel complesso sempre nelle mani di Bruno e compagni che, se da una parte hanno fatto di tutto per non deludere le aspettative del proprio pubblico, dall'altra hanno approfittato delle moltissime disattenzioni commesse dagli azzurri. Le note liete di questo periodo si chiamano Lanza e il libero Colaci. La coppia trentina funziona, ha già raggiunto una buona condizione e come si dice in questi casi "vende cara la pelle". Per il resto Zaytsev passa il tempo a spronare i compagni e cercare risposte concrete sul campo, mentre Vettori sembra in una fase di involuzione. Di certo bastano un paio di vittorie per far tornare il sorriso alla truppa azzurra che non riesce a scacciare i fantasmi del deludente mondiale dell'anno scorso. Il ct Berruto cambia uomini, prova soluzioni e per il futuro si aggrappa agli assenti. Campioni come Juantorena e il duttile Parodi sono nomi di grande impatto che possono far tornare il buon umore. Ma ora c'è da ritrovare un gioco di squadra. Le fiammate dell'Italia vivono sulle invenzioni dei singoli e non sono figlie della programmazione. Ancora una volta Travica e compagni hanno disputato un match al di sotto delle loro reali possibilità, gara tra l'altro fortemente condizionata dai moltissimi errori, soprattutto in battuta. In cima alla lista dei migliori realizzatori con nove punti a testa troviamo Birarelli (che chiude con un ottimo sei su sette in attacco), Zaytsev e Lanza. Le cifre complessive dicono cinque ace a due e otto muri a cinque sempre per i padroni di casa. Il Brasile c'è, anche se con l'Italia a volte è apparso tutto fin troppo facile. A trascinare i verdeoro Lucarelli con 12 punti, Wallace 11 punti e il centrale Lucas, neo acquisto di Modena, 10 punti. Insomma la fantasia del palleggiatore Bruno può sbizzarrirsi e trovare sempre un punto di riferimento affidabile.
Nel primo set il Brasile ha controllato l'andamento della gara sin dalle primissime battute gestendo un costante vantaggio che gli ha consentito di chiudere la frazione a proprio favore senza particolari problemi dopo un primo set ball annullato dagli azzurri. Il secondo set è iniziato con Sabbi in campo al posto di Vettori (in realtà cambio già effettuato nel corso del primo), l'Italia è partita bene accumulando un discreto vantaggio, ma con il passare dei minuti i ragazzi di Bruno Rezende hanno agguantato la parità. Da quel momento in poi i verdeoro riprendono in mano le redini del match che in realtà è stato combattuto fino alla fine (22-22, 24-24) quando un muro di Murilo su Sabbi ha permesso al Brasile di chiudere in proprio favore ai vantaggi. Anche nel terzo Bruno e compagni sono stati quasi sempre in controllo e hanno chiuso agevolmente la gara.
Il match è stato nel complesso sempre nelle mani di Bruno e compagni che, se da una parte hanno fatto di tutto per non deludere le aspettative del proprio pubblico, dall'altra hanno approfittato delle moltissime disattenzioni commesse dagli azzurri. Le note liete di questo periodo si chiamano Lanza e il libero Colaci. La coppia trentina funziona, ha già raggiunto una buona condizione e come si dice in questi casi "vende cara la pelle". Per il resto Zaytsev passa il tempo a spronare i compagni e cercare risposte concrete sul campo, mentre Vettori sembra in una fase di involuzione. Di certo bastano un paio di vittorie per far tornare il sorriso alla truppa azzurra che non riesce a scacciare i fantasmi del deludente mondiale dell'anno scorso. Il ct Berruto cambia uomini, prova soluzioni e per il futuro si aggrappa agli assenti. Campioni come Juantorena e il duttile Parodi sono nomi di grande impatto che possono far tornare il buon umore. Ma ora c'è da ritrovare un gioco di squadra. Le fiammate dell'Italia vivono sulle invenzioni dei singoli e non sono figlie della programmazione. Ancora una volta Travica e compagni hanno disputato un match al di sotto delle loro reali possibilità, gara tra l'altro fortemente condizionata dai moltissimi errori, soprattutto in battuta. In cima alla lista dei migliori realizzatori con nove punti a testa troviamo Birarelli (che chiude con un ottimo sei su sette in attacco), Zaytsev e Lanza. Le cifre complessive dicono cinque ace a due e otto muri a cinque sempre per i padroni di casa. Il Brasile c'è, anche se con l'Italia a volte è apparso tutto fin troppo facile. A trascinare i verdeoro Lucarelli con 12 punti, Wallace 11 punti e il centrale Lucas, neo acquisto di Modena, 10 punti. Insomma la fantasia del palleggiatore Bruno può sbizzarrirsi e trovare sempre un punto di riferimento affidabile.
Nel primo set il Brasile ha controllato l'andamento della gara sin dalle primissime battute gestendo un costante vantaggio che gli ha consentito di chiudere la frazione a proprio favore senza particolari problemi dopo un primo set ball annullato dagli azzurri. Il secondo set è iniziato con Sabbi in campo al posto di Vettori (in realtà cambio già effettuato nel corso del primo), l'Italia è partita bene accumulando un discreto vantaggio, ma con il passare dei minuti i ragazzi di Bruno Rezende hanno agguantato la parità. Da quel momento in poi i verdeoro riprendono in mano le redini del match che in realtà è stato combattuto fino alla fine (22-22, 24-24) quando un muro di Murilo su Sabbi ha permesso al Brasile di chiudere in proprio favore ai vantaggi. Anche nel terzo Bruno e compagni sono stati quasi sempre in controllo e hanno chiuso agevolmente la gara.