ROMA - Al terzo giorno di raduno a Cavalese (la prima fase si chiuderà domenica), nelle montagne del Trentino in pieno territorio dei campioni d’Italia di Trento per intenderci, il lavoro della nuova Italia entra nel vivo. Messi da parte i problemi e incamerate le novità è tempo di voltare pagina. Vedere per la prima volta con la maglia azzurra Osmany Juantorena uno dei più forti giocatori in circolazione, dopo anni di tentennamenti e dibattiti, fa un certo effetto. L’ultima volta ha indossato la maglia della nazionale cubana nel 2006, oggi si tuffa con emozione nell’avventura azzurra con il sogno olimpico nel cassetto. E gli appassionati di pallavolo non vedono l’ora di ammirare il campione italo-cubano (motore dei successi di Trento e dalla prossima stagione in maglia Lube) sotto rete alla conquista di un pass per le olimpiadi di Rio 2016. Il suo ingresso porta una ventata di ottimismo ed entusiasmo, utili in certi momenti difficili, misto a tanta curiosità. E’ chiaro che lo schiacciatore di origine caraibica da solo non può fare molto, ma in maglia azzurra è circondato da buoni talenti e giovani promesse. A proposito dei prossimi Giochi (si comincia esattamente tra un anno il 5 agosto del 2016), manca circa un mese alla World cup, torneo che mette in palio due pass olimpici, in programma in Giappone dall’8 al 23 settembre e in casa azzurra non si parla d’altro. Lo stesso neo ct Blengini nella conferenza stampa di ieri ha tenuto a precisare che durante questo mese tutto verrà fatto in funzione dell’importante appuntamento.
Si rivedono a lavoro Zaytsev (con un look diverso senza cresta e rasato) e Sabbi, due degli atleti mandati a casa da Rio alla vigilia della final six di World league dall’ex ct Mauro Berruto. Situazione che ha aperto una voragine. All’epoca dei fatti l’attuale commissario tecnico era vice di Berruto, quindi in una posizione differente dall’attuale. Per questo l’allenatore di Lube e nazionale ha preferito, durante l’incontro con la stampa di martedì scorso, non entrare nel merito della vicenda. Anzi dopo aver ribadito (diversamente da quanto riportato erroneamente nell’articolo del 4 agosto)) di aver lavorato bene e in piena sintonia con Berruto, ha gettato lo sguardo al futuro, ormai quasi presente. In effetti il ct torinese ha poco tempo per preparare un appuntamento così importante ed evita distrazioni e chiacchiere inutili. Per fortuna conosce bene l’ambiente e i ragazzi: un passo in avanti che permette di svolgere un doppio lavoro giornaliero diviso in due parti e con una buona dose di soluzioni tecniche alla ricerca dell’intesa. E in effetti le soluzioni a questa nazionale non mancano, si tratta di riordinare le idee, cancellare le polemiche e giocarsi le chance di un posto a Rio nella prossima estate. Per rendersi conto del percorso serrato che aspetta l’Italia nel paese nipponico basta dare un’occhiata al calendario.
L’Italia comincia a Hiroshima l'8 settembre contro il Canada, poi il giorno dopo affronta l'Australia, il 10 opposta alla seconda classificata del torneo africano, il 12 contro gli Stati Uniti, il 13 contro il Giappone, il 16 se la vedrà con l'Iran, il 17 contro la prima classificata del torneo africano, il 18 contro il Venezuela, il 21 contro la Russia, il 22 contro l'Argentina, infine il 23 contro i campioni del mondo della Polonia. Inutile dire che con tante partite ravvicinate nessun avversario può essere preso sotto gamba, anche quelli sulla carta abbordabili. Come dicevamo la World cup mette in palio i primi due posti per Rio (Brasile già qualificato come paese ospitante). In due settimane sono in programma ben sessantasei partite, ogni nazionale ne giocherà undici. Le squadre al via sono dodici e la competizione è divisa in tre fasi. La prima fase è in programma a Hiroshima e Hamamatsu: due gruppi da sei squadre. La seconda fase a Osaka e Toyama: ogni squadra gioca con tre delle sei squadre che non ha affrontato nella prima fase. Infine la terza a Tokyo: ogni squadra gioca con le altre tre squadre contro cui non ha giocato nella prima e nella seconda fase.
A Tokyo, poi, le partite sono ospitate in due impianti: Yoyogi National Gymnasium e Tokyo Metropolitan Gymnasium. Il regolamento prevede che durante la competizione verrà stilata una classifica unica e le prime due classificate accederanno direttamente alle Olimpiadi senza disputare altri tornei di qualificazione. Una volta rientrata dal Giappone la comitiva azzurra dovrà subito concentrarsi sui Campionati europei che sono in programma dal 9 al 18 ottobre in Italia e Bulgaria. La manifestazione continentale non assegna biglietti per Rio, ma rimane comunque un torneo di primo piano per la leadership europea. La nazionale italiana arriva agli Europei reduce da due argenti conquistati nelle ultime due manifestazioni (nel 2011 alle spalle della Serbia e due anni dopo dietro alla Russia) e con l’idea di poter restare tra le prime del Vecchio Continente. E per il neo ct Blengini sarà l’occasione di sedere sulla panchina azzurra nella “sua” Torino. Al termine della stagione agonistica dell’Italia, poi, arriva il tempo delle opportune valutazioni tra federazione e ct, come previsto dagli accordi, sempre in sintonia con la Lube Civitanova, club che sarà guidato da Blengini nel prossimo campionato.
Si rivedono a lavoro Zaytsev (con un look diverso senza cresta e rasato) e Sabbi, due degli atleti mandati a casa da Rio alla vigilia della final six di World league dall’ex ct Mauro Berruto. Situazione che ha aperto una voragine. All’epoca dei fatti l’attuale commissario tecnico era vice di Berruto, quindi in una posizione differente dall’attuale. Per questo l’allenatore di Lube e nazionale ha preferito, durante l’incontro con la stampa di martedì scorso, non entrare nel merito della vicenda. Anzi dopo aver ribadito (diversamente da quanto riportato erroneamente nell’articolo del 4 agosto)) di aver lavorato bene e in piena sintonia con Berruto, ha gettato lo sguardo al futuro, ormai quasi presente. In effetti il ct torinese ha poco tempo per preparare un appuntamento così importante ed evita distrazioni e chiacchiere inutili. Per fortuna conosce bene l’ambiente e i ragazzi: un passo in avanti che permette di svolgere un doppio lavoro giornaliero diviso in due parti e con una buona dose di soluzioni tecniche alla ricerca dell’intesa. E in effetti le soluzioni a questa nazionale non mancano, si tratta di riordinare le idee, cancellare le polemiche e giocarsi le chance di un posto a Rio nella prossima estate. Per rendersi conto del percorso serrato che aspetta l’Italia nel paese nipponico basta dare un’occhiata al calendario.
L’Italia comincia a Hiroshima l'8 settembre contro il Canada, poi il giorno dopo affronta l'Australia, il 10 opposta alla seconda classificata del torneo africano, il 12 contro gli Stati Uniti, il 13 contro il Giappone, il 16 se la vedrà con l'Iran, il 17 contro la prima classificata del torneo africano, il 18 contro il Venezuela, il 21 contro la Russia, il 22 contro l'Argentina, infine il 23 contro i campioni del mondo della Polonia. Inutile dire che con tante partite ravvicinate nessun avversario può essere preso sotto gamba, anche quelli sulla carta abbordabili. Come dicevamo la World cup mette in palio i primi due posti per Rio (Brasile già qualificato come paese ospitante). In due settimane sono in programma ben sessantasei partite, ogni nazionale ne giocherà undici. Le squadre al via sono dodici e la competizione è divisa in tre fasi. La prima fase è in programma a Hiroshima e Hamamatsu: due gruppi da sei squadre. La seconda fase a Osaka e Toyama: ogni squadra gioca con tre delle sei squadre che non ha affrontato nella prima fase. Infine la terza a Tokyo: ogni squadra gioca con le altre tre squadre contro cui non ha giocato nella prima e nella seconda fase.
A Tokyo, poi, le partite sono ospitate in due impianti: Yoyogi National Gymnasium e Tokyo Metropolitan Gymnasium. Il regolamento prevede che durante la competizione verrà stilata una classifica unica e le prime due classificate accederanno direttamente alle Olimpiadi senza disputare altri tornei di qualificazione. Una volta rientrata dal Giappone la comitiva azzurra dovrà subito concentrarsi sui Campionati europei che sono in programma dal 9 al 18 ottobre in Italia e Bulgaria. La manifestazione continentale non assegna biglietti per Rio, ma rimane comunque un torneo di primo piano per la leadership europea. La nazionale italiana arriva agli Europei reduce da due argenti conquistati nelle ultime due manifestazioni (nel 2011 alle spalle della Serbia e due anni dopo dietro alla Russia) e con l’idea di poter restare tra le prime del Vecchio Continente. E per il neo ct Blengini sarà l’occasione di sedere sulla panchina azzurra nella “sua” Torino. Al termine della stagione agonistica dell’Italia, poi, arriva il tempo delle opportune valutazioni tra federazione e ct, come previsto dagli accordi, sempre in sintonia con la Lube Civitanova, club che sarà guidato da Blengini nel prossimo campionato.