ROMA - Dal 22 dicembre 1996 a domenica 13 dicembre 2015: tanto hanno dovuto aspettare i tifosi di Modena per vedere la loro squadra in testa alla classifica del girone di andata nel massimo campionato di volley. In quella squadra giocava l'attuale direttore generale Andrea Sartoretti e, proprio come quest'anno, chiudeva il giro di boa con una sola sconfitta al tie break. A parlare di presente e futuro della società il presidente Catia Pedrini. Un fiume in piena che non risparmia nessuno.
Presidente Pedrini, Modena si sveglia campione d'inverno, che effetto fa?
"Quando fatichi tanto un risultato del genere fa bene al morale sia dei ragazzi che della società. Però non abbiamo fatto niente, il bello deve ancora venire. E' meglio non esagerare con i complimenti e restare con i piedi per terra".
Nel mirino di Modena c'è già il prossimo obiettivo.
"Certo, spero che la squadra sia al top per la prossima coppa Italia. Vogliamo ripetere il trionfo dell'anno scorso".
Quale traguardo farebbe felice il presidente Pedrini a fine stagione?
"Non riesco a fare differenze, qualunque risultato è importante per rendere preziosa una stagione agonistica. Mi rifaccio alle parole dell'allenatore Lorenzetti, ormai diventato il mio mantra (scherza, ndr), che dice andiamo a caccia di finali, più ne giochiamo e più abbiamo possibilità di fare risultato".
Che sensazioni e segnali arrivano dal gruppo?
"Quest'anno, ho paura a dirlo, mi pare che Modena abbia un pizzico di fortuna in più, almeno fino a questo momento. Forse perché ce lo siamo guadagnati e nello sport è sempre d'aiuto".
Una formazione che fa sempre spettacolo. Le fa piacere?
"Sono molto soddisfatta di quanto fatto finora. Noi siamo questi, non possiamo snaturarci. Una squadra giovane che mette in campo tutto il bello e il meno bello dell'età".
Come vede la squadra rispetto a un anno fa?
"Ci sono dei rapporti che con il tempo si consolidano. Ci conosciamo meglio, dalla passata stagione è iniziato un percorso insieme e alcuni fatti ci hanno fortificato e messo a dura prova. Però sono state prese le giuste decisioni".
Si riferisce alla vicenda Ngapeth?
"Non solo per quanto accaduto a Earvin, per carità una vicenda seria e su cui ci sono dei procedimenti in corso. La nostra scelta, come società, vista anche la gravità della cosa è stata quella dell'accoglienza e non dell'allontanamento. Ma anche in molte altre situazioni della pallavolo quello che succede a Modena viene amplificato".
Vale a dire?
"Faccio un esempio. Tre anni fa quando andò via Bruno Da Re in città scoppiò una rivoluzione. Mentre la settimana scorsa Perugia ha cambiato allenatore, tra l'altro una persona in gamba e preparata, al termine di una partita vinta e la questione viene liquidata con poche parole. Insomma mi sento, anzi ci sentiamo, sempre sotto la lente di ingrandimento. Soprattutto creiamo una curiosità nel male, si parla poco delle cose buone che produciamo e dell'impegno delle persone che sono all'interno di questo progetto".
Un progetto con grandi ambizioni e molto impegnativo economicamente.
"Tanto impegnativo da averci lasciato soli. Modena è una squadra che ha dato tanto a tutto il territorio, oltre che alla pallavolo in generale perché di Modena nel volley si parla nel mondo. E la squadra ha come sponsor due multinazionali come Dhl, che per la prima volta si avvicina a una squadra di club, e Randstad e una società italiana Eurorepar ma di marche francesi come Citroen e Peugeot. Invece sponsor del territorio nemmeno l'ombra. Spesso mi chiedo come sia possibile che in tutto il comprensorio dove ci sono aziende importanti nessuno abbia voglia di avvicinarsi a una cosa così bella e pulita che funziona e porta risultati?".
Allora che futuro prevede?
"Noi proseguiamo per la nostra strada, abbiamo una società solida che ogni anno mette un tassello in più e diventa un orgoglio. Proprio oggi dalla Regione ho ricevuto una bella targa, un segnale che ci hanno pensato e hanno capito il cuore che stiamo mettendo nel riportare Modena in alto. E' chiaro che arriverà il momento in cui qualcuno mi dirà che cosa vuoi fare. Poi vedremo".
Quest'anno con il ritorno in Champions qualcosa è cambiato?
"L'anno scorso ci siamo ammazzati, sportivamente parlando, per centrare l'obiettivo ma non è servito a far avvicinare nessuno. Anzi stiamo affrontando una manifestazione che ci costa circa trecentomila euro che possiamo recuperare solo in parte con gli incassi. La Cev gestisce i rapporti con le televisioni e nei palazzetti ci sono delle regole ben precise per esporre pubblicità. Mi sembra un'istituzione anacronistica. In pratica i club mantengono il sistema ma non hanno indotto".
Che ne pensa dei prossimi mondiali in Italia?
"Investire venti milioni di euro per la pallavolo è un fattore positivo, ma sarebbe altrettanto positivo coinvolgere le società. Mi sembra strano che un club come il mio che ha atleti provenienti da tante nazionali, compresa quella azzurra, rimanga fuori da tutto. Noi dobbiamo solo dare, sia in termini di giocatori che economici".
Che cosa potrebbe aiutare i club?
"Ad esempio cambiare il sistema televisivo. Ci sono società come Trento, Lube, Modena e altre che potrebbero vendersi i diritti televisivi e invece niente. Per carità non siamo il calcio, ma ci farebbe incassare qualche euro".
Torniamo a parlare del campionato. Quest'anno è più affascinante.
"In giro ci sono novità importanti. Resto sbigottita da quello che sta facendo Stoytchev a Trento, è eccezionale. Contro la Lube sembrava una partita finita nel peggiore dei modi e invece ha tirato fuori una prestazione super. Ma c'è anche altro. Molfetta è una bella sorpresa. Però non tralasciamo i nostri ragazzi amati dentro e oltre Modena. Sono belli e generosi".
Presidente Pedrini, Modena si sveglia campione d'inverno, che effetto fa?
"Quando fatichi tanto un risultato del genere fa bene al morale sia dei ragazzi che della società. Però non abbiamo fatto niente, il bello deve ancora venire. E' meglio non esagerare con i complimenti e restare con i piedi per terra".
Nel mirino di Modena c'è già il prossimo obiettivo.
"Certo, spero che la squadra sia al top per la prossima coppa Italia. Vogliamo ripetere il trionfo dell'anno scorso".
Quale traguardo farebbe felice il presidente Pedrini a fine stagione?
"Non riesco a fare differenze, qualunque risultato è importante per rendere preziosa una stagione agonistica. Mi rifaccio alle parole dell'allenatore Lorenzetti, ormai diventato il mio mantra (scherza, ndr), che dice andiamo a caccia di finali, più ne giochiamo e più abbiamo possibilità di fare risultato".
Che sensazioni e segnali arrivano dal gruppo?
"Quest'anno, ho paura a dirlo, mi pare che Modena abbia un pizzico di fortuna in più, almeno fino a questo momento. Forse perché ce lo siamo guadagnati e nello sport è sempre d'aiuto".
Una formazione che fa sempre spettacolo. Le fa piacere?
"Sono molto soddisfatta di quanto fatto finora. Noi siamo questi, non possiamo snaturarci. Una squadra giovane che mette in campo tutto il bello e il meno bello dell'età".
Come vede la squadra rispetto a un anno fa?
"Ci sono dei rapporti che con il tempo si consolidano. Ci conosciamo meglio, dalla passata stagione è iniziato un percorso insieme e alcuni fatti ci hanno fortificato e messo a dura prova. Però sono state prese le giuste decisioni".
Si riferisce alla vicenda Ngapeth?
"Non solo per quanto accaduto a Earvin, per carità una vicenda seria e su cui ci sono dei procedimenti in corso. La nostra scelta, come società, vista anche la gravità della cosa è stata quella dell'accoglienza e non dell'allontanamento. Ma anche in molte altre situazioni della pallavolo quello che succede a Modena viene amplificato".
Vale a dire?
"Faccio un esempio. Tre anni fa quando andò via Bruno Da Re in città scoppiò una rivoluzione. Mentre la settimana scorsa Perugia ha cambiato allenatore, tra l'altro una persona in gamba e preparata, al termine di una partita vinta e la questione viene liquidata con poche parole. Insomma mi sento, anzi ci sentiamo, sempre sotto la lente di ingrandimento. Soprattutto creiamo una curiosità nel male, si parla poco delle cose buone che produciamo e dell'impegno delle persone che sono all'interno di questo progetto".
Un progetto con grandi ambizioni e molto impegnativo economicamente.
"Tanto impegnativo da averci lasciato soli. Modena è una squadra che ha dato tanto a tutto il territorio, oltre che alla pallavolo in generale perché di Modena nel volley si parla nel mondo. E la squadra ha come sponsor due multinazionali come Dhl, che per la prima volta si avvicina a una squadra di club, e Randstad e una società italiana Eurorepar ma di marche francesi come Citroen e Peugeot. Invece sponsor del territorio nemmeno l'ombra. Spesso mi chiedo come sia possibile che in tutto il comprensorio dove ci sono aziende importanti nessuno abbia voglia di avvicinarsi a una cosa così bella e pulita che funziona e porta risultati?".
Allora che futuro prevede?
"Noi proseguiamo per la nostra strada, abbiamo una società solida che ogni anno mette un tassello in più e diventa un orgoglio. Proprio oggi dalla Regione ho ricevuto una bella targa, un segnale che ci hanno pensato e hanno capito il cuore che stiamo mettendo nel riportare Modena in alto. E' chiaro che arriverà il momento in cui qualcuno mi dirà che cosa vuoi fare. Poi vedremo".
Quest'anno con il ritorno in Champions qualcosa è cambiato?
"L'anno scorso ci siamo ammazzati, sportivamente parlando, per centrare l'obiettivo ma non è servito a far avvicinare nessuno. Anzi stiamo affrontando una manifestazione che ci costa circa trecentomila euro che possiamo recuperare solo in parte con gli incassi. La Cev gestisce i rapporti con le televisioni e nei palazzetti ci sono delle regole ben precise per esporre pubblicità. Mi sembra un'istituzione anacronistica. In pratica i club mantengono il sistema ma non hanno indotto".
Che ne pensa dei prossimi mondiali in Italia?
"Investire venti milioni di euro per la pallavolo è un fattore positivo, ma sarebbe altrettanto positivo coinvolgere le società. Mi sembra strano che un club come il mio che ha atleti provenienti da tante nazionali, compresa quella azzurra, rimanga fuori da tutto. Noi dobbiamo solo dare, sia in termini di giocatori che economici".
Che cosa potrebbe aiutare i club?
"Ad esempio cambiare il sistema televisivo. Ci sono società come Trento, Lube, Modena e altre che potrebbero vendersi i diritti televisivi e invece niente. Per carità non siamo il calcio, ma ci farebbe incassare qualche euro".
Torniamo a parlare del campionato. Quest'anno è più affascinante.
"In giro ci sono novità importanti. Resto sbigottita da quello che sta facendo Stoytchev a Trento, è eccezionale. Contro la Lube sembrava una partita finita nel peggiore dei modi e invece ha tirato fuori una prestazione super. Ma c'è anche altro. Molfetta è una bella sorpresa. Però non tralasciamo i nostri ragazzi amati dentro e oltre Modena. Sono belli e generosi".