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Volley donne, Bergamo è tornata: "Non eravamo favoriti, ora pensiamo ai play-off"

Dopo alcuni anni anonimi la Foppapedretti è tornata protagonista conquistando la Coppa Italia, battendo prima Casalmaggiore e poi Piacenza. Coach Lavarini: "Abbiamo avuto troppi alti e bassi finora, ma in questa final four si è vista un'altra squadra"

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ROMA - Riecco la Foppapedretti Bergamo. In pochi avrebbero scommesso sul successo delle lombarde in Coppa Italia, soprattutto quando nella semifinale contro le campionesse d'Italia di Casalmaggiore la squadra allenata da Stefano Lavarini era sotto due set a zero e sembrava "che la dritta via era smarrita", proprio come nel canto di apertura della Divina Commedia. E invece, chiamiamola forza del gruppo, carattere, determinazione, voglia di ribaltare una stagione troppo controversa per finire qui, ecco la reazione vincente che in quarantotto ore ha trasformato la Foppapedretti Bergamo in una delle pretendenti anche allo scudetto, le avversarie sono avvertite. Sì, perché il settimo posto in classifica (mancano due turni alla fine della regular season) è bugiardo, ripetono gli esperti: questa squadra può e deve stare più in alto. Non c'è dubbio il mix di giovani e meno giovani appare ben bilanciato. Le giocatrici sono di un certo livello, basta dire di Lo Bianco in regia e Cardullo nel ruolo di libero. Potenti come l'opposto olandese Plak, migliore giocatrice della final four, e la Barun, fino ad arrivare alla freschezza e completezza di Gennari e l'esperienza di Paggi. Per la cronaca questa stessa formazione aveva sovvertito già un pronostico battendo Novara nei quarti e centrando l'atto finale della coppa Italia, solo un "campanello d'allarme" per le avversarie trasformato in festa al Pala De André di Ravenna. La stagione della Foppapedretti prende ora tutto un altro significato, dopo qualche mese di alti e bassi. Al timone, ormai dal 2012, Stefano Lavarini originario di Omegna, compagno di classe di Eleonora Lo Bianco e vicino di casa di Paola Cardullo: un pesante biglietto da vista per chi mangia pane e pallavolo. Si tratta del primo trofeo per il 37enne coach grande cultore del lavoro in palestra utilizzato per costruire il gruppo dal quale si spera arrivino le vittorie.

Lavarini, per Bergamo un trionfo inatteso, forse il più bello.
"Non direi inatteso, diciamo che non eravamo favoriti. Di fronte avevamo formazioni che finora avevano fatto vedere qualcosa in più. Mentre a noi è mancata continuità nel rendimento e nei risultati".
Poi in due giorni l'apoteosi.
"Dall'inizio stagione sono convinto che la Foppapedretti è una squadra interessante, con la giusta miscela di giovani alternate a giocatrici molto esperte. E quando hai a disposizione campionesse del nostro calibro perdi qualche punto nel corso della stagione regolare ma acquisti grande esperienza e solidità nelle cosiddette partite secche. E così è stato. Alla prima occasione abbiamo dimostrato che siamo un osso duro e possiamo battere chiunque".
Comunque sotto due a zero nella semifinale, in molti hanno pensato alla resa.
"Anche in albergo avevano preparato i tavoli per la cena e le chiavi per le camere con su scritto Pomì Casalmaggiore. La Foppapedretti era data in partenza. Non è una battuta, ma è successo veramente. Poi in poco tempo hanno dovuto cambiare tutto. Proprio come Bergamo che non ha accettava di uscire fuori da questa competizione con una sconfitta secca e con una netta inferiorità tecnica".
Reazione mentale o fisica?
"Non lo so, abbiamo cominciato a piccoli passi a far girare il nostro gioco e risalire senza pensare alla lunga ma un punto alla volta. Forse prima non mettevamo in campo tutto quello che avevamo. Di certo si è vista un'altra squadra la stessa ammirata pure in finale".
Anche in finale grande determinazione nel secondo set.
"E' stato il parziale che ha deciso la coppa, se Piacenza riusciva a pareggiare non so come sarebbe andata la gara. Bravi noi, visto che le emiliane faticavano, a metterci una pietra sopra".

Allora Bergamo aspetta i playoff per tirare fuori altri colpi a sorpresa.
"Non lo so che cosa saremo in grado di fare, perché nei playoff non si tratta di partite secche, ma due su tre. Per giunta vista la nostra posizione di classifica ci toccherà giocare l'eventuale bella fuori casa. A leggere la classifica potremo ritrovare sulla nostra strada Piacenza o Casalmaggiore, una delle due avversarie della final four. Però questa volta le avversarie possono contare su una partita in casa in più. Comunque sono convinto che questo gruppo è più competitivo nelle sfide importanti, meno sulla continuità e nel mantenere il passo ogni settimana".
In effetti per tutta la stagione ci sono stati alti e bassi.
"La squadra è stata rinnovata e assemblata con criterio. Certo quando metti insieme delle giovani alle prime esperienze e campionesse più esperte può capitare che quest'ultime non siano al top ogni weekend. Ci aspettavamo una stagione così altalenante. Però possiamo sfruttare i nostri pregi quando il livello delle partite cresce e diventa decisivo. Bergamo ci sarà".
Quest'anno la situazione economica sembra aver trovato un buon equilibrio.
"Rispetto a qualche stagione fa, il club è partito con un budget più concreto. E' chiaro che non ci sono le possibilità degli anni d'oro, ma cominciano a esserci delle certezze che aiutano le ragazze sotto rete dal punto di vista mentale".
Tra Lavarini, Lo Bianco e Cardullo c'è una vecchia amicizia...
"Il nostro rapporto extrasportivo va oltre a quello che facciamo in campo e durante la settimana in allenamento. Ricordiamo che stiamo parlando, così come Paola Paggi, di atlete di esperienza internazionale che sui campi ne hanno passate e visto di tutti i colori. E' chiaro che la loro spinta in certi momenti diventa fondamentale, non perdono mai la testa e sanno quello che devono fare".
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