Volley, Casalmaggiore piccola ma già immensa: ''Siamo un club con tanti sogni''
di ALESSANDRA RETICO
Nata nel 2008, la società della provincia di Cremona dopo lo scudetto dello scorso anno ha riportato in Italia la Champions femminile. Guidata in panchina dall'ex ct azzurro Barbolini e sul campo dalla sempreverde Piccinini: ''Ho dimostrato di non essere bollita''
2 minuti di lettura
CASALMAGGIORE - Così piccola, così immensa. Casalmaggiore, poco più di 15mila abitanti in provincia di Cremona, cereali e pomodori accanto al Po maestoso, ha vinto col suo volley la Champions League femminile sei anni dopo l'ultima italiana (Bergamo, 2010). Sale sul tetto delle grandi battendo 3-0 una grande, la Vafibank Istanbul foraggiata da ricchi capitali, 5 milioni di euro contro l'1,6 delle lombarde, il cui main sponsor è la Pomì (dal 2009), la passata di pomodoro che in questa provincia raccoglie il frutto delle braccia di 370 aziende agricole tra Parma, Piacenza, Cremona e Mantova. La food valley italiana. Che ridisegna i confini d'Europa. Poco meno di un centinaio gli altri imprenditori piccoli e medi impegnati nel club, la fabbrica Italia che funziona. "Imagination is not a crime" scrivevano in inglese sugli striscioni i tifosi l'anno scorso, quando il miracolo è cominciato col primo scudetto di un club nato soltanto otto anni fa dai resti di altra pallavolo.
Massimo Boselli Botturi e Giovanni Ghini, presidente e direttore generale, nell'estate del 2008 acquistano dalla Pallavolo Zevio (Verona) il titolo per partecipare alla stagione 2008-2009 al campionato di B2. No che l'immaginazione non è un crimine, anzi da allora è tutta una promozione: in A2 (2011) e nella massima serie nel 2013 dove in soli tre anni oplà, seconda in regular season nel 2015 e poi scudetto (battendo Novara). Bruciando tutte le tappe: quest'anno anche la Supercoppa (sempre contro Novara) e adesso l'Europa.
Volley, festa Casalmaggiore: il punto del trionfo europeo
E dire che la pallavolo delle ragazze a Casalmaggiore non ha fissa dimora. L'anno scorso è crollato il PalaFarina di Viadana dove giocavano, mentre al PalaRadi di Cremona non si sentivano e non erano ospiti granché gradite: ci gioca la Vanoli, A1 di pallacanestro maschile. Sono state costrette a vincere da emigranti. A Montichiari, 50 chilometri da casa. Il popolo rosa, dal colore della società, anche ieri e nella notte ha fatto la sua processione per festeggiare sul suo Listone, quella piazza Garibaldi che è il centro di Casalmaggiore. Il lastricato di marmo del XVII secolo vede i grandi eventi: il mercato settimanale (il sabato), la Fiera di San Carlo (primi giorni di novembre), le feste del remo: 4 medaglie nel 4 di coppia con Gianluca Farina e Simone Raineri. Adesso, la sua regina pallavolo.
"E' uno straordinario risultato. Un club italiano torna finalmente sulla vetta d'Europa, a dimostrazione che il nostro campionato è in grado di esprimere livelli tecnici altissimi" ha commentato Mauro Fabris, presidente della Lega pallavolo serie A femminile. "Dopo essere arrivati secondi l'anno scorso con Busto Arsizio, la Serie A riesce a colmare il gap dai top team mondiali, quelli russi e turchi in particolare, che godono di finanziamenti infinitamente maggiori. Ora puntiamo a un'ulteriore crescita del nostro Consorzio, sostenendo e difendendo gli sforzi dei proprietari e degli sponsor dei club, il vero motore della pallavolo di vertice italiana".
Volley, la festa delle campionesse di Casalmaggiore è su Instagram
"Non servono parole, solo fatti, grazie alle 13 leonesse!". Francesca Piccinini ringrazia le sue compagne una a una dopo la notte magica: Pomì Casalmaggiore è campione d'Europa nel volley femminile. Un'impresa che dopo la vittoria dell'ultimo scudetto e della Supercoppa italiana porta le ragazze "in rosa" sul tetto d'Europa. Sui social è un tripudio di gioia: dall'americana Lauren Gibbemeyer alla tedesca Margareta Kozuch, dalla giovanissima Marianna Ferrara a Imma Siressi, per tutte è tempo di festeggiare con selfie, foto della storica vittoria e anche con un po' di champagne. Al rientro poi, festa grande in Piazza Garibaldi a Casalmaggiore, illuminata di rosa per l'occasione, dove i fan hanno accolto a suon di cori le neo campionesse.
Che lavora nel piccolo, per fare cose grandi. Col suo pink power, che a Casalmaggiore è bandiera anche con l'icona del volley azzurro, Francesca Piccinini. Che a 37 anni, e alla sua prima stagione qui, si prende la sua sesta Champions. E piange, si porta sul podio la nipotina, riceve il premio di most valuable player del torneo. "Ho dimostrato di non essere bollita. Questo trofeo lo volevo tantissimo, più di ogni cosa. Era dal 2010 che non giocavo la Coppa Campioni, per scelta. Sì che è difficile giocare una finale così, e non penso che nella mia carriera continuerò a giocare altre coppe, chissà. Intanto mi godo questa". Vinta non come le altre con una stella (Bergamo), ma con la Cenerentola del volley. "Questa è una società con tanti sogni. E questo sesto trofeo ha un sapore particolare alla mia età. L'esperienza e la lucidità me l'hanno permesso". 14 punti, 46% in attacco, 82% in ricezione, una lezione di pallavolo. Nell'anno più duro, dopo un infortunio che l'ha bloccata per più di un mese quest'inverno. Il ct azzurro Marco Bonitta, ieri a Montichiari, l'ha chiamata per il torneo di qualificazione olimpica a Tokyo a maggio. Vuole la sua quinta Olimpiade a Rio, dopo la delusione del quinto posto a Londra 2012 e i successivi litigi con l'ex ct Massimo Barbolini, 51 anni, ora suo coach a Casalmaggiore anche lui da questa stagione e terza Champions per lui in 20 anni. L'anno scorso niente nazionale per lei, ma adesso è un'altra storia. La storia di una nascita, e una rinascita.