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Volley, Modena; scoppia il caso Piano: "Ma Blengini non mi ha chiamato"

Dopo le accuse del presidente emiliano, Catia Pedrini al ct azzurro ("vuole portare i giocatori alla Lube"), il centrale dei campioni d'Italia si difende. Azzurri da domani al lavoro a Cavalese. In programma due test match contro la Serbia

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ROMA - Che intrigo. Metti un presidente di una tra le più prestigiose società di volley, il commissario tecnico della nazionale (con il doppio incarico) e un giocatore di primo piano tesserato per lo stesso club del massimo dirigente in questione, mescola bene e per riscaldare una tiepida estate non c'è bisogno nemmeno di agitare forte. Perché il clima ormai è surriscaldato. Andiamo per ordine. La vicenda scoppia in poche ore e si allarga a macchia d'olio. A miscelare il cocktail il numero uno di Modena Catia Pedrini, alle prese con la volontà di salvare un club storico. Per la società che nella stagione appena conclusa ha vinto tutto non c'è pace. Il triplete, come viene detto di chi vince Supercoppa, coppa Italia e scudetto, sembra già lontano sostituito da un presente ingombrante. Nel giorno della scissione del contratto con lo sponsor principale, la Dhl, Catia Pedrini attacca il ct della nazionale Gianlorenzo Blengini (tra l'altro allenatore della Lube Civitanova formazione rivale al vertice della pallavolo) in un'intervista sul sito volleyball.it: "Trovo ignobile che venga fatto pressing su tutti i giocatori della nazionale per cercare di portarli a Civitanova e considero inaccettabile quello che si sta facendo con Matteo Piano". E poi conclude dicendo: "I miei ragazzi non sono carne da macello. Deve però finire l'ingerenza di Blengini con i giocatori azzurri in chiave Lube".

Il giocatore chiamato in causa, tra l'altro reduce da un intervento alla schiena e in cerca del pieno recupero per i prossimi giochi di Rio, affida la risposta chiara e netta al suo profilo di Facebook. In poche parole smentisce le voci mercato che lo danno verso la Lube e dichiara di non essere mai stato sedotto da Blengini. Un messaggio lungo, ma che non lascia dubbi: "Avevo staccato da tutto e tutti. Da ieri sera mi continuano a chiamare e scrivere persone che mi vogliono bene e non capiscono il perché di tutto questo.Advertisement Mi stupisce ancora come la bellezza non faccia lo stesso rumore delle chiacchere fine a se stesse. Oggi è l'ultimo giorno della prima metà del 2016, una prima metà che chi ha vissuto e condiviso con me quotidianamente sa quanto sia stata dura, quanto ogni giorno la salita rimaneva e rimane lunga. In tutto questo putiferio, in tutte queste chiacchiere maligne quello che più di tutti ci finisce in mezzo sono io. Sono una persona, non sono solo Matteo Piano il giocatore, sono una persona. Le uniche verità che ho nel cuore fino ad ora sono che mi sono fatto un culo enorme e devo continuare a farmelo per essere dove sono, con la maglia azzurra. Che ho un sogno che ha cinque cerchi, che tutti gli allenamenti in maglia azzurra con questo putiferio fuori mi spingono a dare il massimo con quella maglia perché sono consapevole che se facessi l'errore di cadere nelle false verità l'unico che veramente ci rimetterebbe tutto sono io".

Per chiudere parole libere senza i cosiddetti se e ma, limpide e cristalline: "Ad ora non sono Mai stato contattato personalmente da nessuna società, Nessuna. Nessuno allenatore ha mai avuto il bisogno di sedurmi o convincermi né ora né mai, né tantomeno dirigenti, presidenti e chi più ne ha ne metta. Mi spiace che una cosa che per me è diventata bellissima e che mi riempia così tanto come la nazionale oltre ai club in cui ho avuto l'onore di giocare, sia stata messa in cattiva luce. Mi dispiace che noi giocatori durante un'estate così importante non siamo tutelati e veniamo spiattellati con squallore in ogni minimo casino. Io so che questa è la verità perché l'unico che nel bene e nel male sta vivendo tutto questo sono io". A poco meno di due mesi dai Giochi il centrale Matteo Piano ha un solo desiderio: andare a Rio. Mentre per l'Italia si profilano i primi problemi legati al "doppio incarico", figura poco avvezza nel mondo del volley. Un capitolo da non riaprire proprio alla vigilia delle Olimpiadi, la più importante manifestazione del quadriennio della nazionale azzurra. Forse da valutare in futuro tra la Federazione e la società di appartenenza del tecnico. Blengini, infatti, è arrivato a ricoprire il ruolo di ct dell'Italia ai primi di agosto dell'anno scorso. Dopo la bufera caduta sulle spalle dell'ex ct Berruto culminata con la famosa cacciata dei quattro atleti dal ritiro in Brasile durante la fase finale della World legaue.

Solo l'ultimo episodio di una stagione difficile. Poi la scelta di promuovere l'allenatore della Lube da secondo a primo e il conseguente cammino fino a raggiungere la qualificazione olimpica. Da allora tutti i discorsi sono stati accantonati e non è il caso di tirarli fuori dal cassetto adesso durante il lavoro di preparazione. A proposito di preparazione l'Italia domani torna in palestra, si ritroverà a Cavalese intorno alle ore 13. Gli azzurri si alleneranno fino a giovedì 9, periodo durante il quale disputeranno anche due test match contro la Serbia (mercoledì 8 ore 20.30 Trieste, giovedì 9 ore 20 Cividale del Friuli). Martedì 7 il gruppo lascerà la località della Val di Fiemme per trasferirsi a Gradisca d'Isonzo, in provincia di Trieste. Questi gli atleti convocati da Blengini: i palleggiatori Pasquale Sottile e Simone Giannelli, i centrali Simone Anzani, Matteo Piano, Simone Buti, Enrico Cester ed Emanuele Birarelli, gli attaccanti Gabriele Maruotti, Michele Fedrizzi, Oleg Antonov, Osmany Juantorena, Filippo Lanza, Ivan Zaytsev e Luca Vettori; i liberi Massimo Colaci e Salvatore Rossini.
 
 
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