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Volley donne, mondiale club: finale amara per Casalmaggiore, il titolo sfuma al tie break. Trento conquista il bronzo

La Pomì si arrende 3-2 all'Eczacibasi Istanbul guidato da Massimo Barbolini. In campo maschile terzo posto per i trentini

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MANILA (Filippine) - Una medaglia d'argento con Casalmaggiore nel torneo femminile e una di bronzo son Trento in quello maschile: questi gli esiti finali del Mondiale per club di volley. Casalmaggiore sfiora l'impresa e cede al tie break nella finale del Mondiale di volley femminile disputato a Manila, nelle Filippine. La formazione italiana si sveglia bruscamente nella parte finale del quinto set e si accorge di avere di fronte il gigante (anche economico) dell'Eczacibasi di Istanbul. Le turche allenate dall'ex Barbolini (pochi mesi fa aveva vinto il titolo europeo con Casalmaggiore) salgono per la seconda volta consecutiva lassù, dove nessuno può osare. Almeno fino alla prossima rassegna iridata. L'altalena del punteggio ricalca in pieno l'andamento della gara, vinta dall'Eczacibasi 3-2 (25-19; 20-25; 25-19; 22-25; 15-11), con Casalmaggiore che alla vigilia era data come vittima predestinata, soprattutto per quanto visto nella gara di esordio quando l'internazionale turca aveva dato una sonora batosta alle ragazze allenate da Caprara. E, invece, memore di quella brutta figura Casalmaggiore costruisce un piccolo capolavoro a cui è mancato solo il tassello finale. Un comune di 15mila anime circa, in provincia di Brescia, sfiora l'impresa epocale. Un periodo comunque d'oro, il trofeo sfuggito sommato agli altri degli ultimi periodo (scudetto e Champions league), avrebbe reso ancora più prezioso un cammino già costellato da successi e grandi soddisfazioni. Al cospetto della Pomì la multinazionale e ricca squadra turca (società che festeggia quest'anno i suoi cinquant'anni) ha tremato: si è vista sempre rimontare il set di vantaggio fino alla diaspora conclusiva.

A dare carica e morale per lo sprint finale alle campionesse del mondo è stato un video check nel momento clou in cui si ravvisava un millimetrico tocco a muro della compagine italiana. Da quel break di vantaggio nasce il successo finale dell'Eczacibasi. Benedetta tecnologia, forse un giorno le telecamere in campo restituiranno a Casalmaggiore qualche ingiustizia subita, ma per un club che solo qualche anno fa militava nelle serie inferiore c'è tanto rammarico: certe occasioni capitano una volta in una carriera sportiva. In compenso ci deve essere tanta soddisfazione per aver giocato alla pari con una squadra obiettivamente più forte. Caparbietà, grinta, ottimo gruppo e forza di volontà tra le componenti delle casalasche che hanno permesso di regalare al pubblico neutrale di Manila una finale spettacolare ed emozionante. Le rosa hanno saputo soffrire e rinascere più volte nel corso della partita, sprintando all'inizio del secondo set dopo aver perso il primo, esplodendo nel finale del quarto parziale con il bolide di Samanta Fabris. E guidando, infine, il set decisivo fino al cambio di campo. Pomì ha continuato a tirare a tutto braccio con un'Anastasia Guerra già in grado di competere ai più alti livelli, con una Lucia Bosetti rientrata apposta nella fase decisiva del match al posto di Valentina Tirozzi.

Semplicemente l'Eczacibasi ha vinto tutti gli scambi prolungati, ha recuperato e vinto con merito. A leggere le cifre della sfida si capisce l'equilibrio che c'è stato: Casalmaggiore meglio a muro con quattordici block vincenti contro i dieci delle campionesse del mondo. Mentre le turche spingono di più dalla linea dei nove metri con nove ace a cinque. L'opposto in maglia rosa, Samanta Fabris chiude con 22 punti, uno in meno di Tatiana Kosheleva (23 punti), la fuoriclasse russa che ha sopperito alla giornata non particolarmente felice in attacco della serba Boskovic (17 punti con 16 su 45 di realizzazione) e della statunitense Larson (10 punti con dieci su trenta sotto rete). In casa italiana spicca la prestazione a muro di Gibbemeyer e Stevanovic rispettivamente con quattro e cinque block vincenti. Nel sestetto ideale della rassegna è stata inserita la palleggiatrice di Casalmaggiore Carli Lloyd, tra l'altro autrice di 9 punti nella sfida decisiva. Una curiosità. Il Messaggero Teodora Ravenna rimane l'ultima e unica squadra italiana ad aver vinto il trofeo nel lontano 1992 (dal 1994 al 2010 la competizione è stata sospesa).

Soddisfazione in casa trentina per il bronzo iridato. I dolomitici salgono sul podio grazie al successo al tie break 2-3 (22-25, 25-23, 23-25, 31-29, 15-17) nella cosiddetta finalina conto gli argentini del Bolivar. Nel match odierno la Diatec Trentino ha dimostrato di aver saputo voltare pagina dopo la sconfitta del giorno prima in semifinale col Kazan, per lunghi tratti del match (come nel primo, terzo e quinto parziale) ha giocato una pallavolo convincente, fatta di tecnica e tattica, ma anche di tanto cuore e agonismo, e quando tutto le è riuscito meno facilmente (come nel secondo e quarto set e all'inizio del tie break), non ha perso la calma dimostrando grande tenuta mentale. Nelle oltre due ore ed un quarto di gioco bene soprattutto il muro e la difesa. Con dodici block diretti, sei solo di Urnaut, miglior marcatore trentino con 19 punti, e quattro di Giannelli. Convincente prove a rete di Nelli (48 per cento, in campo da titolare per tre set), Lanza (entrato in corso d'opera e autore di 12 palloni vincenti col 52 per cento) e dell'unico argentino nella metà campo gialloblù, Solé (11 col 67 per cento).
 
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