ROMA - E' il capocannoniere della SuperLega con 384 punti totali, migliore anche nella media tra punti e set giocati, quarto nella classifica generale degli ace con 35 battute vincenti (al comando c'è il cubano di Piacenza Hernandez con 40), insieme al compagno di squadra Polo è pure il migliore a muro dell'Exprivia Molfetta con 36 stampate sopra la rete: stiamo parlando di Giulio Sabbi opposto della formazione pugliese. Per l'atleta di origini romane (nato a Palestrina vicino a Roma) una stagione da incorniciare. Un ritorno in Italia, dopo i viaggi in Cina e Francia, da protagonista e guarda caso sempre in terra di Puglia. Infatti le sue ultime squadre, Lube a parte, sono state Castellana Grotte e per la seconda stagione della sua carriera si ritrova a Molfetta. Non un giocatore qualsiasi, da anni nel giro della nazionale il ventisettenne attaccante continua a lasciare il suo marchio di fabbrica: da solo ha realizzato più di un terzo dei punti messi a segno dall'Exprivia. Molfetta è reduce da un confronto diretto vincente contro Padova (per Sabbi 17 punti), ora la squadra è salita fino al decimo posto in graduatoria, ha cancellato le due precedenti sconfitte e fa sognare i tifosi. Anche se la stagione non è stata facile: dal cinque novembre sulla panchina siede Flavio Gulinelli e in totale il gruppo ha collezionato cinque vittorie. Ma il cammino del suo leader, invece, è da stropicciarsi gli occhi. Basti pensare che dietro di lui nei primi dieci posti della classifica presenti solo dei bomber stranieri, tranne Vettori sesto e Fei nono.
Sabbi, a livello personale una stagione positiva.
"Certo, non posso lamentarmi sto giocando bene e riesco a mantenere buone medie. Però a livello personale conta poco, mi farebbe piacere vedere anche Molfetta più in alto in classifica".
All'Exprivia è mancato qualcosa?
"Finora direi di sì. Abbiamo qualche vittoria in meno e ci sono stati troppi alti e bassi. Il nostro obiettivo all'inizio della stagione era di centrare i playoff scudetto, adesso con otto partite da giocare e sei punti da recuperare è diventata dura. Ma noi ci proveremo, abbiamo degli scontri diretti che se vinti potrebbero rilanciarci".
Che cosa ti ha lasciato l'esperienza in Cina?
"Dopo aver chiuso il rapporto non bene con la Lube, ho colto l'occasione di provare la mia prima volta lontano dall'Italia e devo dire tanto lontano. Penso di aver accumulato tanta esperienza utile anche per il futuro".
Da quelle parti si gioca una pallavolo diversa?
"Senza dubbio molto diversa. Il livello tecnico non è paragonabile con quello italiano. Sono molto lontani rispetto a noi, oltre alle sfide clou mi sono divertito durante i playoff quando si è visto un volley più competitivo. Team forti sono Shangai, Pechino e qualche altra squadra, per il resto ancora devono lavorare. A fare la differenza sono, comunque, le squadre con gli stranieri che portano il loro bagaglio tecnico e soprattutto la loro capacità di stare in campo".
Alla Lube hai avuto la tua grossa occasione...
"Ho giocato nelle Marche con Giuliani allenatore ed ho fatto un buon campionato, almeno credo. Poi nella stagione successiva sono cominciati i problemi e con l'arrivo di Miljkovic mi sono trovato, nonostante le rassicurazioni, fuori. Un'esperienza che mi ha segnato. Un brutto colpo".
Tornato in Italia stai facendo vedere cose egregie.
"E' nelle mie caratteristiche dare sempre il massimo e anche qualcosa in più. Poi a Molfetta ho trovato una situazione ambientale perfetta".
Quali sono i tuoi programmi tra nazionale e futuro?
"Sia le delusioni che le cose buona fatte durante il percorso della mia carriera mi hanno abituato a non guardare troppo lontano. Per adesso sono un giocatore di Molfetta e punto a portare avanti il discorso cominciato in avvio di stagione. Poi si vedrà. E' chiaro che la nazionale rimane un sogno e ci penso sempre. In estate vedremo che succede. Il mio compito è fare bene con la squadra di club".
La Puglia ormai è casa tua, ti ha adottato.
"E' vero in Puglia ho sempre fatto grandi cose. Ho giocato a Castellana Grotte ed è stata una stagione ottima. Ora sono alla seconda volta a Molfetta e sembra che il feeling non si sia mai interrotto. Mi trovo bene, la gente segue la pallavolo con passione e quando giochiamo in casa il palazzetto è sempre pieno".
A novembre in panchina è arrivato Gulinelli.
"C'era bisogno di una scossa. Siamo una squadra giovane e con l'inizio negativo si era persa un po'di tranquillità. Penso che il cambio sia stato positivo anche potevamo fare di più. Abbiamo lasciato per strada troppi punti e perso partite contro avversarie alla nostra portata. Viceversa contro le grandi spesso si è vista un'altra Molfetta".
Troppa pressione nei confronti diretti?
"Non lo so, secondo me ci adattiamo al gioco degli avversari e quando dobbiamo dettare i ritmi rischiamo di commettere troppi errori. Viceversa se giochiamo spensierati e non abbiamo niente da perdere è tutto più facile".
Sabbi, a livello personale una stagione positiva.
"Certo, non posso lamentarmi sto giocando bene e riesco a mantenere buone medie. Però a livello personale conta poco, mi farebbe piacere vedere anche Molfetta più in alto in classifica".
All'Exprivia è mancato qualcosa?
"Finora direi di sì. Abbiamo qualche vittoria in meno e ci sono stati troppi alti e bassi. Il nostro obiettivo all'inizio della stagione era di centrare i playoff scudetto, adesso con otto partite da giocare e sei punti da recuperare è diventata dura. Ma noi ci proveremo, abbiamo degli scontri diretti che se vinti potrebbero rilanciarci".
Che cosa ti ha lasciato l'esperienza in Cina?
"Dopo aver chiuso il rapporto non bene con la Lube, ho colto l'occasione di provare la mia prima volta lontano dall'Italia e devo dire tanto lontano. Penso di aver accumulato tanta esperienza utile anche per il futuro".
Da quelle parti si gioca una pallavolo diversa?
"Senza dubbio molto diversa. Il livello tecnico non è paragonabile con quello italiano. Sono molto lontani rispetto a noi, oltre alle sfide clou mi sono divertito durante i playoff quando si è visto un volley più competitivo. Team forti sono Shangai, Pechino e qualche altra squadra, per il resto ancora devono lavorare. A fare la differenza sono, comunque, le squadre con gli stranieri che portano il loro bagaglio tecnico e soprattutto la loro capacità di stare in campo".
Alla Lube hai avuto la tua grossa occasione...
"Ho giocato nelle Marche con Giuliani allenatore ed ho fatto un buon campionato, almeno credo. Poi nella stagione successiva sono cominciati i problemi e con l'arrivo di Miljkovic mi sono trovato, nonostante le rassicurazioni, fuori. Un'esperienza che mi ha segnato. Un brutto colpo".
Tornato in Italia stai facendo vedere cose egregie.
"E' nelle mie caratteristiche dare sempre il massimo e anche qualcosa in più. Poi a Molfetta ho trovato una situazione ambientale perfetta".
Quali sono i tuoi programmi tra nazionale e futuro?
"Sia le delusioni che le cose buona fatte durante il percorso della mia carriera mi hanno abituato a non guardare troppo lontano. Per adesso sono un giocatore di Molfetta e punto a portare avanti il discorso cominciato in avvio di stagione. Poi si vedrà. E' chiaro che la nazionale rimane un sogno e ci penso sempre. In estate vedremo che succede. Il mio compito è fare bene con la squadra di club".
La Puglia ormai è casa tua, ti ha adottato.
"E' vero in Puglia ho sempre fatto grandi cose. Ho giocato a Castellana Grotte ed è stata una stagione ottima. Ora sono alla seconda volta a Molfetta e sembra che il feeling non si sia mai interrotto. Mi trovo bene, la gente segue la pallavolo con passione e quando giochiamo in casa il palazzetto è sempre pieno".
A novembre in panchina è arrivato Gulinelli.
"C'era bisogno di una scossa. Siamo una squadra giovane e con l'inizio negativo si era persa un po'di tranquillità. Penso che il cambio sia stato positivo anche potevamo fare di più. Abbiamo lasciato per strada troppi punti e perso partite contro avversarie alla nostra portata. Viceversa contro le grandi spesso si è vista un'altra Molfetta".
Troppa pressione nei confronti diretti?
"Non lo so, secondo me ci adattiamo al gioco degli avversari e quando dobbiamo dettare i ritmi rischiamo di commettere troppi errori. Viceversa se giochiamo spensierati e non abbiamo niente da perdere è tutto più facile".