ROMA - Trento si avvicina alla finale di Cev cup (gara di andata al PalaTrento mercoledì alle 20.30 e ritorno sabato) contro i francesi del Tours Vb nel migliore dei modi. Il successo in casa contro Perugia in gara tre della semifinale scudetto apre scenari positivi, tutti, però, ancora da completare. Si torna in campo per gara quattro mercoledì 19 (ore 20.30) al PalaEvangelisti. Il morale, per la settimana decisiva in Europa, è buono. Tra alti e bassi la prestazione di domenica scorsa ha messo in evidenza una squadra viva che trova nella grinta e nella qualità dei suoi giovani leader, Giannelli e Lanza su tutti, e nelle scelte di coach Angelo Lorenzetti le risposte ai momenti difficili. Si tratta della sesta finale europea di sempre, la decima internazionale negli ultimi otto anni. L'atto conclusivo della manifestazione rappresenta l'ennesimo appuntamento con la storia per un sodalizio già capace di conquistare quattro volte il titolo mondiale per Club e tre volte la Champions league. A queste vanno sommate le finali in campo nazionale: la somma totale sale a trenta.
Lorenzetti, Trento continua a vincere in casa. Per Perugia poco da fare.
"Gara tre è stata probabilmente una gara meno bella dal punto di vista tecnico delle precedenti perché abbiamo commesso troppi errori, ma devo dire che anche loro hanno fatto lo stesso. Però volevamo avere la certezza di poter giocare nei playoff scudetto almeno un'altra gara al PalaTrento e ora l'abbiamo".
La solita squadra coriacea e mai doma.
"Ci siamo conquistati il vantaggio dell'eventuale bella lottando su tutti i palloni e invertendo la tendenza che nel primo e nel quarto set sembrava favorire Perugia. Direi che si è vista più una pallavolo emotiva che giocata ad alti livelli. Ma ci sta è la storia delle semifinali, siamo a un passo dalla finale scudetto del campionato italiano e questo ci rende orgogliosi".
Grazie anche alle soluzioni del tecnico Lorenzetti.
"Oramai siamo alla fine della stagione e sono tutte soluzioni che abbiamo sempre adottato. La panchina e la duttilità dei giocatori ci permette di poter variare e contare su una buona rosa".
Quindi tutto previsto.
"Previsto non proprio, ma sono quegli accorgimenti tattici che si usano per mescolare le carte. Sono combinazioni che si ripetono e ci danno delle garanzie".
Che cosa ha funzionato meno in gara tre?
"Ci sono stati tanti errori, ma guardando solo dalla nostra parte del campo credo che soprattutto il cambio palla non sia stato ai nostri livelli. Sappiamo che Trento di solito fa molto meglio. In battuta nel primo set avevamo cominciato male poi siamo migliorati. I ragazzi dalla linea dei nove metri lavorano tanto e ci danno sotto, poi in campo spesso gli esiti sono diversi. In partita subentrano fattori emotivi e ambientali. Ma nella pallavolo moderna senza battuta non si va da nessuna parte. Quindi bisogna provarci sempre come abbiamo fatto e invertire la tendenza anche nella stessa partita. Nel complesso so che questa squadra può dare di più".
Adesso la serie sorride a Trento?
"Non sono d'accordo. Nei playoff italiani fare dei calcoli e ragionamenti troppo alla lunga non aiuta. In una semifinale l'alternanza delle situazioni si vede già durante una sola gara, figurarsi da una partita all'altra. I numeri ci dicono che Perugia spesso fa meglio di noi e serve una Trento in crescita per chiudere il conto. Certo vincere gara tre è stati importante, ma non decisivo. Da quando iniziano i playoff tutti vorrebbero accorciare la propria serie e non è così facile e scontato".
Trento ha dimostrato di giocare meglio nelle fasi decisive dei set. E vero?
"Noi siamo una squadra che per tutta la stagione ha disputato partite equilibrate e per arrivare fino a questo punto è servita tanta volontà e pazienza, forse c'è maggiore abitudine. Anche Perugia è brava nel farci soffrire, in gara due hanno effettuato una rimonta importante. E' chiaro che in partite del genere è impensabile di vincere un set con quattro o cinque punti di vantaggio, sappiamo che non possiamo sprecare nessun pallone. Perché alla fine è proprio quello sprecato che farà la differenza".
A fine gara tanto entusiasmo. Era una partita che poteva cambiare la serie?
"Quando giochi una semifinale non puoi prevedere quando finisce. La vittoria ci mette al sicuro e ci lascia giocare la finale di coppa Cev con un pizzico di tranquillità in più".
A proposito, mercoledì gara di andata in casa e sabato ritorno in Francia.
"Da adesso iniziamo a pensare all'impegno europeo e al doppio confronto con il Tours, convinti che giocando così potremo sicuramente dire la nostra e lottare sino in fondo per portare a casa un trofeo in questa stagione".
Non è il più prezioso, ma comunque è importante.
"Certo non si può sempre giocare in Champions e poi mi sembra che la Cev cup non viene vinta di continuo dalle squadre italiane. Quindi non rilassiamoci proprio adesso che siamo arrivati in fondo. La coppa è alla nostra portata".
Che squadra affronterete.
"Una formazione tipicamente francese, anzi rispetto alla media del campionato transalpino batta molto meglio e sono molto aggressivi in questo fondamentale. E noi dobbiamo arginare il loro servizio. Hanno un buon cambio palla e sfruttano delle combinazioni non sempre facili da leggere".
Lorenzetti, Trento continua a vincere in casa. Per Perugia poco da fare.
"Gara tre è stata probabilmente una gara meno bella dal punto di vista tecnico delle precedenti perché abbiamo commesso troppi errori, ma devo dire che anche loro hanno fatto lo stesso. Però volevamo avere la certezza di poter giocare nei playoff scudetto almeno un'altra gara al PalaTrento e ora l'abbiamo".
La solita squadra coriacea e mai doma.
"Ci siamo conquistati il vantaggio dell'eventuale bella lottando su tutti i palloni e invertendo la tendenza che nel primo e nel quarto set sembrava favorire Perugia. Direi che si è vista più una pallavolo emotiva che giocata ad alti livelli. Ma ci sta è la storia delle semifinali, siamo a un passo dalla finale scudetto del campionato italiano e questo ci rende orgogliosi".
Grazie anche alle soluzioni del tecnico Lorenzetti.
"Oramai siamo alla fine della stagione e sono tutte soluzioni che abbiamo sempre adottato. La panchina e la duttilità dei giocatori ci permette di poter variare e contare su una buona rosa".
Quindi tutto previsto.
"Previsto non proprio, ma sono quegli accorgimenti tattici che si usano per mescolare le carte. Sono combinazioni che si ripetono e ci danno delle garanzie".
Che cosa ha funzionato meno in gara tre?
"Ci sono stati tanti errori, ma guardando solo dalla nostra parte del campo credo che soprattutto il cambio palla non sia stato ai nostri livelli. Sappiamo che Trento di solito fa molto meglio. In battuta nel primo set avevamo cominciato male poi siamo migliorati. I ragazzi dalla linea dei nove metri lavorano tanto e ci danno sotto, poi in campo spesso gli esiti sono diversi. In partita subentrano fattori emotivi e ambientali. Ma nella pallavolo moderna senza battuta non si va da nessuna parte. Quindi bisogna provarci sempre come abbiamo fatto e invertire la tendenza anche nella stessa partita. Nel complesso so che questa squadra può dare di più".
Adesso la serie sorride a Trento?
"Non sono d'accordo. Nei playoff italiani fare dei calcoli e ragionamenti troppo alla lunga non aiuta. In una semifinale l'alternanza delle situazioni si vede già durante una sola gara, figurarsi da una partita all'altra. I numeri ci dicono che Perugia spesso fa meglio di noi e serve una Trento in crescita per chiudere il conto. Certo vincere gara tre è stati importante, ma non decisivo. Da quando iniziano i playoff tutti vorrebbero accorciare la propria serie e non è così facile e scontato".
Trento ha dimostrato di giocare meglio nelle fasi decisive dei set. E vero?
"Noi siamo una squadra che per tutta la stagione ha disputato partite equilibrate e per arrivare fino a questo punto è servita tanta volontà e pazienza, forse c'è maggiore abitudine. Anche Perugia è brava nel farci soffrire, in gara due hanno effettuato una rimonta importante. E' chiaro che in partite del genere è impensabile di vincere un set con quattro o cinque punti di vantaggio, sappiamo che non possiamo sprecare nessun pallone. Perché alla fine è proprio quello sprecato che farà la differenza".
A fine gara tanto entusiasmo. Era una partita che poteva cambiare la serie?
"Quando giochi una semifinale non puoi prevedere quando finisce. La vittoria ci mette al sicuro e ci lascia giocare la finale di coppa Cev con un pizzico di tranquillità in più".
A proposito, mercoledì gara di andata in casa e sabato ritorno in Francia.
"Da adesso iniziamo a pensare all'impegno europeo e al doppio confronto con il Tours, convinti che giocando così potremo sicuramente dire la nostra e lottare sino in fondo per portare a casa un trofeo in questa stagione".
Non è il più prezioso, ma comunque è importante.
"Certo non si può sempre giocare in Champions e poi mi sembra che la Cev cup non viene vinta di continuo dalle squadre italiane. Quindi non rilassiamoci proprio adesso che siamo arrivati in fondo. La coppa è alla nostra portata".
Che squadra affronterete.
"Una formazione tipicamente francese, anzi rispetto alla media del campionato transalpino batta molto meglio e sono molto aggressivi in questo fondamentale. E noi dobbiamo arginare il loro servizio. Hanno un buon cambio palla e sfruttano delle combinazioni non sempre facili da leggere".