Per due set un passeggiata, per il terzo e decisivo una maratona terminata 39-37. L'Italia dei giovani del ct Ferdinando De Giorgi debutta vincendo ai Mondiali: 3-0 al Canada (25-13, 25-18, 39-37) a Lubiana. Ma un match che sembrava in discesa dopo due set di superiorità quasi totale, si è trasformato in una prova di resistenza che, paradossalmente, potrebbe essere utile come rodaggio verso le partite più dure. Un test anche per la resistenza nervosa e la concentrazione, quando il rinato Canada ha annullato uno dopo l'altro undici match point, per poi averne a disposizione cinque che gli azzurri hanno saputo gestire rovesciando nuovamente la situazione per chiudere la partita.
Più lungo l'interminabile terzo set (46 minuti) che i due che lo hanno preceduto (40). Alla fine 18 i punti di Lavia che ha saputo far tesoro anche dei muri (4 punti), mentre Michieletto è cresciuto proprio nel più complicato terzo set trovando il colpo decisivo per chiudere il match.
"Nei primi set si è visto un bel livello di gioco" analizza il ct De Giorgi. "Il finale è stato un thrilling, nel quale abbiamo concesso qualcosa e avremmo potuto gestire meglio alcune situazioni come la battuta. Ma abbiamo messo in campo qualcosa di importante: parlo di saper giocare bene un'azione alla volta, anche dopo aver commesso degli errori. Questo ci ha permesso di portare a casa un set importante, allenarci allo stimolo delle difficoltà che arriveranno e alla reazione quando le cose non vanno bene. Ora l'obiettivo è mantenere il nostro livello di gioco per due ore e mezzo-tre".
De Giorgi attorno alla regia di Simone Giannelli ha schierato Gianluca Galassi e Roberto Russo al centro, come schiacciatori Daniele Lavia e Alessandro Michieletto, e Yuri Romanò opposto con Fabio Balaso nel ruolo di libero. Dopo una breve fase di equilibrio, i canadesi hanno cominciato a sbagliare, con infrazioni ravvicinate che hanno facilitato il decollo degli azzurri. Trascinatore all’inizio Galassi, giocatore ovunque con un ace, muri (nel secondo set addirittura un recupero di piede) per un totale di 4 punti in un frazione in cui l’Italia si è trovata agevolmente ad accumulare 13 set point. In una prestazione corale che esaltava Lavia (3 punti di cui 2 a muro con un solo errore e buona ricezione), Russo (3 punti) e teneva sempre acceso il motore di Michieletto (2 servizi sbagliati ma un recupero in tuffo riuscito) e Romanò.
Sul velluto ripartiva il secondo set in cui prendeva quota Romanò con 6 punti compreso uno a muro, mentre Lavia restava a livelli alti (5 punti) come Galassi (2 punti a muro). Giannelli oltre ad annodare i fili invisibili della squadra piazzava l’unico ace azzurro fino a quel momento in un secondo set che si chiudeva 25-18. Per Michieletto la soddisfazione di un attacco riuscito da seconda linea (pipe) per il 22-14.
Più combattuto il terzo set, in cui il calo di concentrazione dopo due frazioni dominate è stato evidente. Lucas Van Berkel e Stephen Maar guidavano la reazione canadese, pronta ad approfittare di alcune leggerezze alternate e sprazzi di vera Italia. Come Michieletto che finalmente scaricava il suo primo ace (12-11), Lavia (10 punti nel terzo set) che impediva il doppio vantaggio con una schiacciata seguita da un muro azzurro, Giannelli che trovava un vincente ma l’equilibrio non si sbloccava. Incideva un cambio chiamata da De Giorgi, l’ingresso di Sbertoli che calava servizi pesanti, ma brillava anche su un recupero che apriva la strada per l’attacco di Lavia (23-20). Il doppio match point nasceva da un attacco di Galassi, ma il Canada trovava la forza per pareggiare. Nel convulso finale, tra errori e prodezze non seguite dalla precisione per chiudere la partita, si distinguevano Romanò, Lavia, Michieletto, due mano out e una pipe prima del punto decisivo in una prestazione comunque non brillantissima.
Michieletto: "Mai temuto di perdere il terzo set"
"Eterno il terzo set, ma ce l'abbiamo fatta" è soddisfatto Alessandro Michieletto. "Abbiamo rotto il ghiaccio, sapevamo che qualcosa poteva non essere perfetto ma contiamo che tutto sia a posto per la seconda partita. Non abbiamo mai avuto l'impressione che ci potesse scappare via il terzo set". Per Yuri Romanò è un "ottimo esordio, eravamo quasi tutti debuttanti al Mondiale. Nell'ultimo set abbiamo dimostrato di essere tosti nel punto e punto, siamo stati bravi a non farci sorprendere troppo".
Lunedì l’Italia torna in campo (21,15 sempre a Lubiana) contro la Turchia che non solo ha battuto 3-0 (25-15, 25-19, 25-14) ma anche ridimensionato la Cina, che sembra molto abbordabile per il match di mercoledì che chiuderà il girone. In attesa della composizione del tabellone e della definizione delle località in cui le squadre saranno spostate: si può passare dalla Slovenia alla Polonia e viceversa, e si può soprattutto incontrare una big già negli ottavi di finale.