Sport

Mondiali volley, l'Italia travolge la Cina e vince il girone, super Egonu

Le azzurre contro la Cina (Galbiati /FIPAV)
Le azzurre contro la Cina (Galbiati /FIPAV) 
3-0 (26-24, 25-16, 25-20) alle asiatiche, che a Tokyo inguaiarono le azzurre battendole ma a Rotterdam non sono mai state veramente in partita. La vittoria proietta le azzurre al primo posto del tabellone dei quarti di finale in programma martedì. 27 punti per l'opposto. Il ct Mazzanti: "Ritrovate le sensazioni giuste"
3 minuti di lettura

Un’ora e 22 minuti per liquidare la Cina 3-0 (26-24, 25-16, 25-20): l’Italia si candida come squadra forte del Mondiale di volley donne. Una partita che vale la vittoria del girone, e proietta le azzurre al primo posto del tabellone dei quarti di finale in programma martedì ad Apeldoorn (Olanda). Protagonista Paola Egonu con 27 punti, in una squadra che ha toccato finora il suo livello più alto di gioco. Per De Gennaro & C. è stata anche una rivincita nei confronti della Cina che alle Olimpiadi di Tokyo, ormai destinata all'eliminazione, battè l'Italia complicandone il girone fino all'abbinamento fatale con la Serbia nei quarti. Stavolta le asiatiche, bronzo agli ultimi Mondiali nel 2018, non sono mai state veramente in partita, dopo aver battuto tra le altre Olanda e Giappone nulla hanno potuto contro una squadra in cui quasi tutto ha funzionato. Per il team di Mazzanti è la nona vittoria su 10 al Mondiale, con la sola eccezione del tie-break perso col Brasile.

Mazzanti: "Ritrovate le sensazioni giuste"

"Sono contento perché avevamo bisogno di sentire le sensazioni giuste" analizza il ct Davide Mazzanti. "Queste sensazioni fanno la differenza per giocare la pallavolo che ci piace: finora non le avevamo ancora sentite del tutto in questo Mondiale. Sono queste le cose che ci servono per affrontare i quarti di finale. Con la Cina siamo andati in crescendo, nel primo set eravamo più conservativi e per assurdo diventiamo più fallosi. Poi abbiamo iniziato a fare sempre meglio, aggressivi al servizio, con muro e difesa che funzionavano molto meglio. Ora nei quarti potremmo incontrare di nuovo la Cina, è una formula strana, ma sarà sopratutto importante andare in campo con le sensazioni che ci hanno accompagnato in questi mesi”.

L'ingresso vincente di Lubian

Mazzanti arriva alla partita con un problema, i dolori addominali di Chirichella che consigliano prudenza in vista del quarti di finale. In campo vanno Orro, Sylla, Bosetti, Danesi, Egonu, il libero De Gennaro, ma la sostituta di Chirichella, Marina Lubian, di solita chiamata a entrare a freddo per forzare la battuta, è davvero in giornata, e diventa decisiva nella fase in cui l’Italia stacca la Cina, poco dopo un allarmato time-out chiamato da Mazzanti sul 17-19, e precedenti situazioni difficili come un break di 4 punti delle rivali. Una serie di cinque giocate della piemontese semina scompiglio, con un ace e altre palle ad alta velocità che creano le condizioni per trovare il punto (tra gli altri, un diagonale di Sylla). Per Lubian 5 punti a fine set, seconda miglior marcatrice dell’Italia. Perché la numero uno è una Paola Egonu ancora più consistente delle precedenti uscite, 10 punti comprendono anche un muro, una prestazione costante e implacabile che prevede varietà di giocate come la schiacciata profonda del 23-21, simbolico il punto del 26-24 con cui si chiude un set in cui Sylla va a segno 3 volte, De Gennaro recupera di tutto e Orro genera 9 punti con le sue alzate.

Le azzurre in posa dopo la vittoria sulla Cina (Galbiati/FIPAV)
Le azzurre in posa dopo la vittoria sulla Cina (Galbiati/FIPAV) 

 

Un secondo set pieno di ace

Se l’Italia ha dovuto trovare la sua dimensione nel primo set, nel secondo si candida come favorita del Mondiale. Una prestazione superba, in cui tutte cercano tutte, c’è qualità e mutua assistenza, una Egonu spesso impressionante non svetta solitaria come prima, ma trova degne partner in Anna Danesi, la Signora del Muro azzurro, che si propone con 4 attacchi più 2 muri vincenti, Caterina Bosetti che piazza due ace (in certe partite l’Italia faticava a trovarne uno). Alessia Orro sbaglia solo un palleggio su 10, e visto che c’è tocca pure due palloni-punto in attacco. Lubian conferma la sua solidità con altri 4 punti. Certo, Paola Egonu: a un certo punto scatena un doppio ace, decolla dalla seconda linea per il 23-15, il suo dato nudo e crudo di 7 punti è limitativo rispetto all’impressione di potenza che dà quando è “on fire”.

Paola Egonu durante il match con la Cina (Galbiati/FIPAV)
Paola Egonu durante il match con la Cina (Galbiati/FIPAV) 

Bosetti d'acciaio, Orro e De Gennaro brillano

Nel terzo set si completa una partita (quasi) senza storia che alla fine emetterà un bilancio di 53 attacchi vincenti dell'Italia contro i 35 della Cina, di 7 ace a 3. Stupiscono quasi i 18 errori (a 10) dell'Italia in una partita così liscia contro un avversario di rango. Egonu, per esempio, commette qualche imprecisione (3 nel terzo), che però passa in secondo piano di fronte a palloni di precisione, dalla seconda linea, pallonetti, diagonali deviati dal muro o proprio non toccati come sul 24-19. Sylla sbaglierà una volta in ricezione, ma nella memoria restano più quei palloni che attraversano il muro, gli attacchi, le parallele che comporranno un bilancio di 7 punti totali. Come Caterina Bosetti completa una prestazione d'acciaio con 5 ricezioni riuscite nel terzo set e un totale di 8 punti (con 3 ace). Per Danesi il 30% degli interventi a muro significa punto, ed è un riconoscimento che l'ultimo punto del 3-0 (in attacco) sia il suo. I palloni levigati da Orro portano 22 punti, i recuperi di De Gennaro sono un successo al 77 %. Una squadra unita, e di infinito talento che finalmente si manifesta.

I commenti dei lettori