Volley, Moki De Gennaro: "Italia fortissima e matura, in testa abbiamo solo l'oro"
dal nostro inviato Mattia Chiusano , dal nostro inviato Mattia ChiusanoAPELDOORN. Dove c'è una palla che scende ad alta velocità nella metà campo azzurra, in una frazione di secondo spunterà lei, che fermerà quella traiettoria e riscriverà la sentenza di un punto perso. Lei è Monica De Gennaro detta Moki, miglior libero del mondo dal 2014 (dopo il 3-1 alla Cina che proietta l'Italia nella semifinale mondiale contro il Brasile è arrivata a 137 recuperi nel torneo). Da lei passano palloni impossibili e confidenze di un gruppo che la ritiene leader, ma anche amica.
Monica De Gennaro, le va bene essere definita "il libero"? Non c'è un'alternativa al femminile?
"No, mi piace così, il libero, come mi piace che sia usata la stessa parola in tutto il mondo".
Spesso ci si chiede come fa a realizzare certi recuperi.
"Ma tutte le ragazze giocano veramente bene, e se io riesco a difendere è perché c'è un buon posizioname…
APELDOORN. Dove c'è una palla che scende ad alta velocità nella metà campo azzurra, in una frazione di secondo spunterà lei, che fermerà quella traiettoria e riscriverà la sentenza di un punto perso. Lei è Monica De Gennaro detta Moki, miglior libero del mondo dal 2014 (dopo il 3-1 alla Cina che proietta l'Italia nella semifinale mondiale contro il Brasile è arrivata a 137 recuperi nel torneo). Da lei passano palloni impossibili e confidenze di un gruppo che la ritiene leader, ma anche amica.
Monica De Gennaro, le va bene essere definita "il libero"? Non c'è un'alternativa al femminile?
"No, mi piace così, il libero, come mi piace che sia usata la stessa parola in tutto il mondo".
Spesso ci si chiede come fa a realizzare certi recuperi.
"Ma tutte le ragazze giocano veramente bene, e se io riesco a difendere è perché c'è un buon posizionamento a muro, è un lavoro di squadra".
Le fanno piacere i riconoscimenti individuali che continua a ricevere?
"Preferisco la medaglia più bella, col colore giusto".
È per quella che siete in risalita rispetto all'inizio del Mondiale?
"In questo torneo stiamo crescendo tanto, all'inizio abbiamo fatto tanta fatica, per essere pronte fisicamente proprio per questa fase".
Com'è cresciuta la nazionale rispetto all'argento del 2018?
"C'è una maturità diversa nel gruppo, anche se quel Mondiale è stato perfetto. Vedo giocatrici cresciute, restano giovani anche se hanno giocato partite importanti. Sono la più "vecchia", esperta diciamo, ma le altre vanno via tranquille senza bisogno di me".
Partendo dal mare di Sorrento com'è arrivata in cima al mondo?
"Ho cominciato alla Libertas Sorrento, poi a 15 anni i supervisori mi hanno visto alle finali giovanili nazionali e mi sono trasferita a Vicenza. Eravamo in tre sorelle a giocare a pallavolo, la mia gemella Maria mi ha seguito in Veneto l'anno dopo. Giusi invece ha smesso e si è laureata in psicologia. Adesso mi seguono da casa, sono mamme".
Un'unione molto forte.
"Ci lega anche un tatuaggio, identico. Una stella che rappresenta noi, anche se siamo lontane siamo sempre sotto lo stesso cielo. Ma da piccole, quante ltigate, nonostante le Barbie e il pallone".
Ha un marito che lavora nel suo stesso mondo: Daniele Santarelli, allenatore della Serbia.
"Quest'estate l'ho visto pochissimo, e il Mondiale la Serbia lo sta giocando in Polonia. Per fortuna lui allena la mia squadra, la Imoco Conegliano, ma so di coppie che veramente non si vedono mai. I lavori belli e speciali sono così".
Quando Paola Egonu scende dal pullman, la aspetta poi la abbraccia, e insieme entrate nell'arena.
"Abbiamo un legame speciale, è un modo di stare insieme, solo con noi stesse. Mi piace, è un modo di sentirla molto vicina a me".
Egonu viene considerata un'icona, avere la sua confidenza non deve essere facile.
"Paola è una ragazza normalissima. Da fuori può sembrare un'icona, non vuole farsi scoprire, giustamente. Ma è eccezionale".