APELDOORN — Giovedì ad Apeldoorn contro il Brasile (ore 20), l’Italia cercherà la sua seconda finale mondiale consecutiva dopo l’argento del 2018. Anche il secondo match con la Cina in quattro giorni, stavolta valido per i quarti di finale dopo il 3-0 del girone, è andato via con una netta sensazione di superiorità, tranne in un quarto set in cui le azzurre hanno chiaramente preso una pausa mentale. 3-1 (25-16 25-22 13-25 25-17) il punteggio finale, in una partita chiusa simbolicamente da Paola Egonu autrice di 29 punti, di cui 27 in attacco e 2 a muro. Ora ad attendere le azzurre c'è l'unica squadra che finora le ha battute (al tie-break) al Mondiale: il Brasile, che ha rimontato due set al Giappone piegandolo 3-2 (18-25, 18-25, 25-22, 27-25, 15-13) al termine di un match infuocato.
Mazzanti: "Orgoglioso delle ragazze"
“E’ una bellissima sensazione" racconta a fine partita il ct Davide Mazzanti. "Ci troviamo dovevamo volevamo essere quando abbiamo iniziato il nostro lungo percorso. Adesso non ci resta che viverci tutto d’un fiato questo bellissimo momento. Questo mondiale è stata una lunghissima attesa durante la quale abbiamo avuto la possibilità di vivere nuovamente le sensazioni ed emozioni già provate in una VNL che per noi è stata davvero fantastica. Arrivati a questo punto noi dobbiamo solo essere noi stessi; la squadra ha una capacità di esprimersi al meglio quando gioca al suo ritmo; nelle nostre prossime due partite dobbiamo fare ciò che sappiamo e con le nostre modalità. Sono orgoglioso e felice per le ragazze e lo staff per l’eccezionale lavoro che abbiamo fatto in questi mesi”.
La conferma di Lubian dopo i problemi muscolari di Chirichella
Le condizioni di Chirichella (fastidio muscolare all’addome) spingono Mazzanti a confermare la formazione che ha battuto la Cina 3-0 nel girone: dentro quindi Lubian, che prosegue il suo buon momento anche nel secondo tempo contro Li Yingying e compagne. Nella sua prestazione iniziale si divide tra punti in attacco (3) e a muro, e in avvio di secondo set partirà con due ace consecutivi. Più facile entrare e confermarsi in una squadra in fiducia, che continua da dove era rimasta, trovando punti e gioco su qualsiasi coordinata del campo, con ogni giocatrice chiamata ad esprimersi. Una crescita collettiva, rispetto alle prime partite del Mondiale, con il chiaro intento di essere al massimo per le partite decisive. Durante il primo set Paola Egonu sembra quasi volersi sfidare a fare punto solo su pallonetto, e gliene riescono parecchi, prima di sfoderare il solito campionario di martellate: alla fine della prima frazione 6 punti, di cui 1 a muro. Il primo set non ha quasi storia, e si chiude a 25-16 con tanta Danesi (1 solo dei suoi celebri muri contro 4 attacchi), con Sylla che chiude la contesa con un “monster block” e Bosetti che centra un ace.
Egonu in cattedra, 8 punti nel secondo set
Il secondo set porta la firma di Paola Egonu, sempre pericolosa durante fasi, se non proprio di difficoltà, di maggiore equilibrio con la Cina trascinata dall’opposto Gong Xiangyu. Paola si permette anche il lusso di sbagliare 2 volte su attacco, ma in totale va a segno 8 volte e il suo contributo fa la differenza, costruisce il 25-22 finale, schiacciando sul 14-13, poi nel finale centrando la linea di fondo, colpendo Wang di potenza, poi trovando il mani out per il set point che la Cina concretizzerà sbagliando il servizio.
La pausa del terzo set, quanti errori
Al quinto set consecutivo con le cinesi, le azzurre fanno conoscenza con l’intruso del loro lungo dominio: l’errore. In attacco ne fanno 2 Egonu, 1 Bosetti, Danesi, Sylla e Lubian, a muro ce ne sono solo 2 ma incredibilmente non arriva neanche un punto in questo fondamentale in cui eccelle Danesi. Come non arrivano ace, ma 2 errori di Egonu (più altri 2) al servizio restano senza attenuanti. A un certo punto Mazzanti fa entrare Pietrini, poi Gennari, ma ormai i punteggi (16-8, 19-9, 21-10) richiedono uno sforzo che le azzurre in evidente pausa mentale non sono in grado di produrre.
Egonu arriva a 29 punti e chiude la partita
La normalità torna al potere nel quarto set, con l’Italia che allunga e non verrà più ripresa, Danesi che fa punti a muro (2), Sylla che si districa tra attacco e difesa con piglio da capitana, Bosetti che cala un altro ace. Egonu, ovviamente, che segnerà il punto decisivo con una parallela da incorniciare, preceduta da diagonali, palle schiantate a terra, contrattacchi, il tutto per la bellezza di 29 punti di cui 27 in attacco e 2 a muro. Quattro anni dopo, c'è un'altra storia mondiale da scrivere.
Quarti di finale
Apeldoorn, Italia-Cina 3-1 (25-16 25-22 13-25 25-17)
Gliwice, USA-Turchia 3-0 (25-22 25-15 25-20)
Apeldoorn, Brasile-Giappone 3-2 (18-25 18-25 25-22 27-25 15-13)
Gliwice, Serbia-Polonia 3-2 (21-25 25-21 25-19 24-26 16-14)
Semifinali
Mercoledì Gliwice ore 20,30, USA-Serbia
Giovedì Apeldoorn ore 20, Italia-Brasile
Finali
Sabato Apeldoorn, ore 16 finale per il bronzo
Sabato Apeldoorn, ore 20 finale medaglia d'oro