ROMA – “Il presidente Mattarella ha fatto i complimenti per la squadra, per quel che stiamo facendo, ha detto che la semifinale con la Francia è stata bellissima. L’ho anticipato e gli ho detto “sì ma oggi un po’ di meno”, prima che me lo dicesse lui”. Fefé De Giorgi cerca di sdrammatizzare la sconfitta per 3-0 con la Polonia, nella finale degli Europei a Roma. Ma conferma che l’Italia del volley ha ricevuto l’investitura più alta, proprio in una serata amara. “Il presidente ci ha spronato a continuare, per fortuna lui guarda le situazioni nel loro complesso, non solo la finale di questa sera”. La conferma arriva anche dal capitano Simone Giannelli: “Il presidente ci ha fatto i complimenti, ci ha fatto capire quel che stiamo realizzando. Vederlo mi emoziona sempre, dispiace che non abbia potuto assistere al trionfo”.
L’analisi della sconfitta sarà fatta a freddo, ma intanto emergono elementi nelle parole di De Giorgi: “Eravamo entrati in tensione, potevamo gestire meglio tante cose: certe volte ti indebolisce la voglia di fare, che va dosata con lucidità. Sul rapporto tra battuta loro e ricezione nostra non siamo riusciti a cambiare l’inerzia della partita. La pressione? C’era anche con la Francia, non voglio trovare nessun alibi tranne che potevamo fare meglio durante la partita. Bisogna dare merito agli avversari, la Polonia ha giocato una grande partita. Ma il nostro resta un percorso virtuoso. Dobbiamo guardare come sempre alla strada che stiamo facendo e questi ragazzi hanno ancora i margini di miglioramento. Vogliamo ancora dare fastidio”.
La delusione di Gianluca Galassi e Roberto Russo
(afp)Giannelli sfida la visione italiana spesso pessimista quando si perde una partita: “Questa è una sconfitta che aggiunge valore, le medaglie vanno festeggiate. È un argento positivo, forse in Italia lo valorizziamo poco ma bisogna farlo. Sono partite che servono, ne faremo tesoro”. “Questo è un gruppo giovane che ha fatto tre finali in tre anni” ricorda Alessandro Michieletto, che a 21 anni ha già nel mirino la seconda Olimpiade. “Peccato, sarebbe stato bello davanti al nostro pubblico. Fa male, ma tutto questo servirà, guardiamo avanti. Non buttiamo giù la testa, siamo giovani e ne abbiamo tante davanti”.
Anche Daniele Lavia, compagno di Michieletto a Trento, dosa l’amarezza (“Peccato, c’è mancato poco, un po’ di lucidità, qualcosa in più”) con la voglia di rifarsi presto: “Dispiace, ma questo resta un argento conquistato. Abbiamo tanti margini per migliorare, siamo una squadra giovane, che ha voglia lavorare. Puntiamo sempre al massimo, curiamo ogni dettaglio, abbiamo avuto un percorso di crescita sopra ogni aspettativa. Siamo comunque belli, felici di esprimere questo gioco. Ora dobbiamo ripartire per cercare di strappare il pass per le Olimpiadi”.
Appuntamento dal 30 settembre all’8 ottobre a Rio de Janeiro: l’Italia debutterà con la Repubblica Ceca, in un girone in cui si qualificheranno in due e le altre avversarie saranno Brasile, Germania, Cuba, Iran, Ucraina.