Volley, Mazzanti silurato: “Commessi errori”. In pole Julio Velasco, torna Egonu
di Mattia ChiusanoDavide Mazzanti, ct del volley femminile
Nell’élite della pallavolo internazionale, la squadra più svalutata del mondo è una sola: l’Italia. Costretta dopo un deludente Europeo ad aspettare la prossima estate per la certezza di andare a Parigi, aggrappata a un ranking che per il momento la piazza come miglior ripescata. Alla fine si è arreso anche chi aveva difeso il ct Davide Mazzanti: "Sono stati commessi degli errori, ripartiremo su nuove basi” annuncia dopo la sconfitta con la Polonia nel preolimpico il presidente federale Giuseppe Manfredi. Il ciclo di Mazzanti con la nazionale femminile è finito. La Nations League 2024 che definirà le ultime squadre qualificate a Parigi sarà condotta da un nuovo ct, tra i pochi candidati c’è Julio Velasco, attualmente allenatore di Busto Arsizio in A1 donne.
Nell’élite della pallavolo internazionale, la squadra più svalutata del mondo è una sola: l’Italia. Costretta dopo un deludente Europeo ad aspettare la prossima estate per la certezza di andare a Parigi, aggrappata a un ranking che per il momento la piazza come miglior ripescata. Alla fine si è arreso anche chi aveva difeso il ct Davide Mazzanti: "Sono stati commessi degli errori, ripartiremo su nuove basi” annuncia dopo la sconfitta con la Polonia nel preolimpico il presidente federale Giuseppe Manfredi. Il ciclo di Mazzanti con la nazionale femminile è finito. La Nations League 2024 che definirà le ultime squadre qualificate a Parigi sarà condotta da un nuovo ct, tra i pochi candidati c’è Julio Velasco, attualmente allenatore di Busto Arsizio in A1 donne.
Manfredi: “Un bilancio negativo”
“C’è grande amarezza per non aver sfruttato l’occasione di qualificarci direttamente ai Giochi Olimpici” ha commentato il n.1 della Fipav Manfredi. “Il bilancio stagionale della nazionale femminile è senz’altro negativo e di questo dobbiamo prendere atto. È innegabile che quest’anno diverse cose non abbiano funzionato. Se nelle scorse stagioni abbiamo ottenuto diversi successi e quindi tanti elogi, adesso è giusto accettare le critiche: questa è la legge del mondo dello sport. Nel 2022 a conclusione del Mondiale affermai che ritenevo la stagione positiva, in virtù del bronzo iridato e della vittoria della Nations League, quest’anno invece devo ammettere, altrettanto chiaramente, che sono stati commessi degli errori. Fin dai prossimi giorni, insieme al Consiglio Federale, analizzeremo nel dettaglio quanto accaduto e lavoreremo con lo scopo di trovare in tempi brevi la soluzione migliore per superare questo momento complicato. La qualificazione per i Giochi di Parigi 2024 è ampiamente alla nostra portata e per la nuova stagione l’obiettivo della Fipav sarà certamente quello di riprogrammare su nuove basi e con accuratezza tutta l’attività azzurra, per permettere alla nazionale femminile di tornare ai vertici del volley mondiale”.
Il presidente della Fipav Giuseppe Manfredi con Mazzanti
Quando Mazzanti perse il controllo del gruppo
Solo un anno fa fu accolta quasi con sufficienza la medaglia di bronzo conquistata nella finale del bronzo ai Mondiali olandesi. Era una squadra provata dalla sconfitta in semifinale col Brasile, un gruppo di cui l’allenatore aveva “perso il controllo”, come ha ammesso nelle scorse settimane Davide Mazzanti. L’allenamento prima della finalina fu consumato in un clima di forte tensione, Paola Egonu aveva dentro la rabbia che avrebbe fatto esplodere il giorno dopo con il famoso sfogo sul razzismo. Eppure, quella squadra vinse senza problemi per 3-0 contro gli Stati Uniti, campioni olimpici solo un anno prima a Tokyo. E ancora prima dei Mondiali, il 17 luglio, quella stessa Italia trionfò nella Nations League schiantando il Brasile 3-0. Senza dimenticare l’estate precedente, quando dopo l’eliminazione nei quarti a Tokyo arrivò la vittoria agli Europei, contro la Serbia a Belgrado.
Elena Pietrini e Anna Danesi durante la partita con la Polonia
Una nazionale perduta
Dal perdere il controllo, siamo passati direttamente al perdere una nazionale. Non c’è più quel gruppo che in un anno sbagliò una sola partita, la semifinale col Brasile. Sostituito da un “progetto” voluto da Mazzanti in nome dello spirito di squadra e di non si sa cosa: tagliando campionesse, caricando di responsabilità giovani ancora poco rodate. In Nations League dopo sconfitte con Turchia, Brasile, Usa, Polonia è arrivata all’ultimo la qualificazione alle Finals, concluse con una sonora batosta (3-0) contro le turche allenate da Daniele Santarelli. Pronte a castigare le azzurre anche nella semifinale degli Europei (3-2), prima della disfatta nella finale del bronzo con l’Olanda (3-0). Una doppia retrocessione, mondiale ed europea, dal 1° al 4° posto quest’ultima. Nel frattempo è stata umiliata Paola Egonu, in panchina durante l’Europeo dopo essere stata convocata come terzo opposto, per poi allontanarsi dalla nazionale in accordo col vertice federale. Sono state fatte fuori protagoniste dell’ultimo Mondiale (lo dicono le statistiche): Monica De Gennaro, migliore in difesa con 168 recuperi; Caterina Bosetti, migliore al servizio con 18 ace e terza in difesa con 98 recuperi; a suo modo, con un demansionamento evidente, anche Paola Egonu, best scorer con 275 punti e migliore attaccante con 244 punti. Senza dimenticare Cristina Chirichella, carismatica, esperta ed ancora 29enne.
Nessuno ha stravolto il gruppo come l’Italia
Nessuna nazionale ha cambiato così tanto. Le squadre già qualificate per Parigi – Turchia, Usa, Brasile, Serbia, Polonia, Repubblica Dominicana – hanno conservato l’intelaiatura del Mondiale. Si sono rafforzate, come la Turchia con Vargas, o hanno recuperato campionesse olimpiche come hanno fatto gli Usa con Hancock e Thompson (3-1 alle azzurre venerdì). L’Italia di Mazzanti ha caricato di responsabilità una ventenne che ha preso il passaporto italiano pochi giorni prima dell'Europeo: è un fenomeno Katerina Antropova, ma a set devastanti per le avversarie l’opposto di origine russa alterna cali di rendimento che la sua età giustifica. L’esperienza e l’anima di Sylla e Danesi non sono bastate a evitare la discontinuità che ha affossato l’Italia a 5 punti dalla vittoria sulla Turchia nella semifinale europea, e in una partita ampiamente alla portata come quella che ha promosso alle Olimpiadi una Polonia che ha concesso 27 errori. I vuoti lasciati dalle illustri assenti non sono stati colmati, con problemi in ricezione ed attacco.
Il momento di separarsi
Mazzanti ha riportato in alto la nazionale femminile, memorabile il Mondiale 2018 con quel gruppo di ragazze terribili che sfiorarono il titolo. Ma la svolta che ha voluto stavolta è stata disastrosa, e imperdonabile sarà attendere la prossima estate per sapere se l’Italia sarà alle Olimpiadi. Continuare non è più possibile, dopo anni di gioie sempre più lontane e con un presente da dimenticare al più presto.