Sport

Paola Egonu: “L’Europeo in panchina un dolore. Non sono scomoda, solo che la giornata no di una giocatrice forte si nota di più”

Paola Egonu, 24 anni

Paola Egonu, 24 anni

 (fotogramma)

L’opposta della Vero Volley Milano, a “Federico Buffa Talks”, racconta per la prima volta quanto successo la scorsa estate con il ct Mazzanti. E si dice pronta per le Olimpiadi di Parigi

2 minuti di lettura

Per la prima volta dopo il grande freddo con l’ex ct Davide Mazzanti all’Europeo di volley e la rinuncia al torneo preolimpico con l’Italia, Paola Egonu ha raccontato le sue emozioni e le sue delusioni dell’estate appena trascorsa. L’opposta della Vero Volley Milano è stata intervistata da Federico Buffa e Federico Ferri in Federico Buffa Talks, la produzione originale targata Sky Sport.

Gli inizi di Paola Egonu

La giocatrice, 25 anni a dicembre, ha parlato dei suoi inizi: “Avevo 11 anni, andavo bene a scuola, ma una volta finiti i compiti passavo tutto il tempo a guardare i cartoni, soprattutto Mila e Shiro. Un giorno mio padre mi ha spinta a iniziare con la pallavolo. La prima settimana l’ho odiata, detestavo il fatto di dover ricevere ordini da qualcuno. Poi però ho scoperto la squadra, il condividere le emozioni, e anche se ero piccola me ne sono innamorata”. Tre anni dopo si trasferisce a Milano per entrare nel Club Italia, progetto tecnico voluto da Julio Velasco, il nuovo ct delle azzurre. Parallelamente al percorso con i club, c’è quello con la Nazionale, un amore anche questo nato durante le qualificazioni ai Giochi di Rio 2016. “Ho avuto la possibilità di entrare, giocare e vincere quelle qualificazioni. Le emozioni di vincere dal campo: che cosa fantastica. È stato il momento in cui ho detto: ok, comincio ad amare questa maglia e mi piace far parte di tutto questo”.

Egonu e l’esclusione dall’Europeo

L’ultimo Europeo da riserva di Antropova è stato però il momento più difficile di Egonu giocatrice: “La cosa che mi ha fatto più male, è stata quella di non poter giocare, perché eravamo in Italia. Sarebbe stata la prima volta, per me, indossare la maglia della Nazionale e giocare in Italia, l'Europeo, dopo averlo vinto. Poi ho imparato qualcos'altro: stare dietro, fare tifo, lavorare su me stessa e che le decisioni degli altri non dovrebbero cambiare ciò che penso di me stessa”.

Egonu: "Non sono scomoda”

Ma Paola rifiuta l’etichetta di scomoda: “Credo che la diversità di carattere di ogni atleta sia una cosa fantastica. E sei forte quando accetti tutte le tue compagne, per tutti i loro difetti e tutti i loro pregi. La giornata no, che può capitare a una compagna di squadra, di solito non si nota nemmeno, ma una giornata no di un giocatore forte si nota e se ne fa un dramma. C'è il timore che normalmente non c'è con un altro giocatore. Io poi sento quella tensione e vorrei che non ci fosse e per non creare più timore, mi isolo e mi chiudo”.

Egonu e il razzismo

“Io parlo per la Paola di Cittadella, per tutte le ragazzine e i ragazzini che vivono in situazioni” ha spiegato Egonu a una domanda sul razzismo, “non solo per il colore della pelle, di diversità. Ovviamente, quello di cui io posso parlare è il colore della pelle, ma il motivo per cui mi batto tanto è perché vorrei tantissimo che i ragazzi, le ragazze, i bambini e le bambine crescessero semplicemente nell'amore e non nel dolore”.

Egonu, vincere a Milano puntando Parigi

Il presente e il futuro dicono ora Milano e Italia: “Con la Vero Volley credo che abbiamo la possibilità di fare grandi cose insieme, comincia a crearsi l'alchimia tra di noi e piano piano crederemo che siamo in grado di raggiungere gli obiettivi che ci porremo. Per quanto riguarda la Nazionale, auguro a tutte noi di fare una stagione strepitosa, di spingere e dare il massimo per poi ritrovarci insieme e andare a lottare per il nostro obiettivo”, i Giochi di Parigi 2024.

I commenti dei lettori