Per la prima volta dopo il grande freddo con l’ex ct Davide Mazzanti all’Europeo di volley e la rinuncia al torneo preolimpico con l’Italia, Paola Egonu ha raccontato le sue emozioni e le sue delusioni dell’estate appena trascorsa. L’opposta della Vero Volley Milano è stata intervistata da Federico Buffa e Federico Ferri in Federico Buffa Talks, la produzione originale targata Sky Sport.
Gli inizi di Paola Egonu
La giocatrice, 25 anni a dicembre, ha parlato dei suoi inizi: “Avevo 11 anni, andavo bene a scuola, ma una volta finiti i compiti passavo tutto il tempo a guardare i cartoni, soprattutto Mila e Shiro. Un giorno mio padre mi ha spinta a iniziare con la pallavolo. La prima settimana l’ho odiata, detestavo il fatto di dover ricevere ordini da qualcuno. Poi però ho scoperto la squadra, il condividere le emozioni, e anche se ero piccola me ne sono innamorata”. Tre anni dopo si trasferisce a Milano per entrare nel Club Italia, progetto tecnico voluto da Julio Velasco, il nuovo ct delle azzurre. Parallelamente al percorso con i club, c’è quello con la Nazionale, un amore anche questo nato durante le qualificazioni ai Giochi di Rio 2016. “Ho avuto la possibilità di entrare, giocare e vincere quelle qualificazioni. Le emozioni di vincere dal campo: che cosa fantastica. È stato il momento in cui ho detto: ok, comincio ad amare questa maglia e mi piace far parte di tutto questo”.
Egonu e l’esclusione dall’Europeo
L’ultimo Europeo da riserva di Antropova è stato però il momento più difficile di Egonu giocatrice: “La cosa che mi ha fatto più male, è stata quella di non poter giocare, perché eravamo in Italia. Sarebbe stata la prima volta, per me, indossare la maglia della Nazionale e giocare in Italia, l'Europeo, dopo averlo vinto. Poi ho imparato qualcos'altro: stare dietro, fare tifo, lavorare su me stessa e che le decisioni degli altri non dovrebbero cambiare ciò che penso di me stessa”.
Egonu: "Non sono scomoda”
Ma Paola rifiuta l’etichetta di scomoda: “Credo che la diversità di carattere di ogni atleta sia una cosa fantastica. E sei forte quando accetti tutte le tue compagne, per tutti i loro difetti e tutti i loro pregi. La giornata no, che può capitare a una compagna di squadra, di solito non si nota nemmeno, ma una giornata no di un giocatore forte si nota e se ne fa un dramma. C'è il timore che normalmente non c'è con un altro giocatore. Io poi sento quella tensione e vorrei che non ci fosse e per non creare più timore, mi isolo e mi chiudo”.
Egonu e il razzismo
“Io parlo per la Paola di Cittadella, per tutte le ragazzine e i ragazzini che vivono in situazioni” ha spiegato Egonu a una domanda sul razzismo, “non solo per il colore della pelle, di diversità. Ovviamente, quello di cui io posso parlare è il colore della pelle, ma il motivo per cui mi batto tanto è perché vorrei tantissimo che i ragazzi, le ragazze, i bambini e le bambine crescessero semplicemente nell'amore e non nel dolore”.
Egonu, vincere a Milano puntando Parigi
Il presente e il futuro dicono ora Milano e Italia: “Con la Vero Volley credo che abbiamo la possibilità di fare grandi cose insieme, comincia a crearsi l'alchimia tra di noi e piano piano crederemo che siamo in grado di raggiungere gli obiettivi che ci porremo. Per quanto riguarda la Nazionale, auguro a tutte noi di fare una stagione strepitosa, di spingere e dare il massimo per poi ritrovarci insieme e andare a lottare per il nostro obiettivo”, i Giochi di Parigi 2024.