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Volley, le azzurre alle Olimpiadi di Parigi: funziona il piano di Velasco per Egonu e la nuova Italia

Prima ancora di scendere in campo con la Corea del Sud in Nations League, arriva la qualificazione matematica per una squadra a cui il ct sta cambiando volto. Cambi: “Julio ha dato a ognuna un ruolo ben preciso, sappiamo cosa fare in ogni momento del match”
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Julio Velasco sta rifacendo grande l’Italia? Non c’è stato nemmeno bisogno di scendere in campo a Fukuoka con la Corea del Sud: la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi è arrivata matematicamente ancora prima di giocare, grazie alla vittoria dell’Olanda sul Canada (le azzurre hanno poi vinto 3-0). Ma in realtà il pass era già conquistato nei fatti, addirittura nella prima settimana di Nations League quando non era ancora a disposizione gran parte delle titolari. Ma se tre indizi fanno una prova, tanti indizi cosa fanno? Perché finora c’è materiale per credere che a Parigi, dopo la qualificazione degli uomini, si possa finalmente dare l’assalto alla medaglia mai conquistata dalle donne. E per provarci servono tante cose, ma in quest’epoca del volley italiano si parte sempre da un nome: Paola Egonu.

Julio Velasco sta rifacendo grande l’Italia? Non c’è stato nemmeno bisogno di scendere in campo a Fukuoka con la Corea del Sud: la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi è arrivata matematicamente ancora prima di giocare, grazie alla vittoria dell’Olanda sul Canada (le azzurre hanno poi vinto 3-0). Ma in realtà il pass era già conquistato nei fatti, addirittura nella prima settimana di Nations League quando non era ancora a disposizione gran parte delle titolari. Ma se tre indizi fanno una prova, tanti indizi cosa fanno? Perché finora c’è materiale per credere che a Parigi, dopo la qualificazione degli uomini, si possa finalmente dare l’assalto alla medaglia mai conquistata dalle donne. E per provarci servono tante cose, ma in quest’epoca del volley italiano si parte sempre da un nome: Paola Egonu.

Cambi: “Ognuna è importante”

Per capire quel che succede tra l’opposto più trendy del mondo e il tecnico della Generazione dei Fenomeni si può anche partire dalle parole di una novizia. La vice-palleggiatrice Carlotta Cambi che in Giappone ha spiegato: “Ognuna di noi ha un ruolo ben preciso, chiarito da Julio, questo ci permette di essere importanti e sapere soprattutto cosa fare in ogni momento del match”. Quel che ha fatto Egonu è già parte delle statistiche: top scorer contro la Cina (16 punti con 7 ace e 2 muri), il Brasile (29), la Repubblica Dominicana (20), la Francia (13).

Il sestetto titolare

Paola centro di gravità permanente? No, e questa è una novità. Velasco vuole alleggerire il peso immane sulle sue spalle, cambiando gioco, distribuendo palloni su varie latitudini, dotarsi di più soluzioni offensive. Cercare il colpo killer al centro, e non solo verso il posto 2 dove è appostata Paola. Per ottenere il meglio da lei e da tutte le altre, ripartire in parti uguali quindi responsabilizzare. Dando compiti precisi che si intravedono per esempio nel sestetto schierato più volte: in palleggio Orro, opposto Egonu, schiacciatrici Bosetti e Sylla, centrali Danesi e Lubian, libero De Gennaro. Ma anche nel time out, essere chiari e diretti: non essere motivatore, ma stratega, con indicazioni limpide che il carisma di Velasco rende ancora più credibili.

La tentazione Antropova

Se poi non basta, può entrare in campo anche il linguaggio di strada, come l’invito a “tirar fuori gli attributi” intercettato durante la partita con la Turchia nella prima settimana. Non è stato decisivo solo quello, certo, ma la vittoria contro le campionesse d’Europa ha dato una dose di fiducia alla seconda squadra, che ancora attendeva l’arrivo di Egonu, Sylla & C. Ora è frequente vedere entrare Cambi per Orro, e Degradi per Bosetti. Fahr tornata in azzurro dopo tre anni di infortuni si alterna spesso con Lubian, mentre Antropova ha finalmente chiarito il suo dualismo con Egonu: la titolare è l’altra, ma lei non è la riserva quanto la risorsa, e Velasco in certe fasi è stato stuzzicato dal vedere le due insieme nello stesso momento.

L’importante è giocare

Per il ct più nuovo e antico che ci sia bisogna giocare. Fare esperienza. Le finali della VNL in programma a Bangkok dal 20 al 23 giugno non sono una seccatura verso le Olimpiadi ma un’opportunità. Ha contato ancora molti errori: 27 contro la Repubblica Dominicana, 38 contro il Brasile. Proprio contro la Seleçao ha visto le azzurre incapaci di chiudere un match che poteva essere vinto. È convinto che il poco tempo impiegato insieme possa essere recuperato giocando nelle prossime settimane. Parigi si avvicina, e ogni minuto vale oro.

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