Yuri Romanò: “Il Mondiale può essere nostro se giochiamo così”
di Mattia ChiusanoYuri Romanò, il braccio sinistro che ha abbattuto l’Albiceleste. Manila, ottavi di finale, Italia-Argentina 21-20 nel terzo set, l’opposto va alla battuta: primo ace a 119 km/h che il libero Danani piega nella tribuna alle sue spalle; secondo ace che si spegne a metà campo mentre Danani si sdraia; terzo ace, mazzata che rimbalza sulle mani di Palonsky, match point azzurro e vittoria che arriva subito dopo. Nei quarti del Mondiale contro il Belgio di domani l’Italia conterà sull’azzurro che De Giorgi pescò in serie A2 nell’estate 2021, chiamato Yuri non in onore di Gagarin ma per un vezzo della madre Morena.
Romanò, quanto è calcolo e quanto istinto nei suoi micidiali ace?
"Cerco di non pensarci troppo. La palla corta sul secondo ace, per esempio, l’ho decisa una frazione di secondo prima di colpire. Ovviamente parto con un’idea di quel…
Yuri Romanò, il braccio sinistro che ha abbattuto l’Albiceleste. Manila, ottavi di finale, Italia-Argentina 21-20 nel terzo set, l’opposto va alla battuta: primo ace a 119 km/h che il libero Danani piega nella tribuna alle sue spalle; secondo ace che si spegne a metà campo mentre Danani si sdraia; terzo ace, mazzata che rimbalza sulle mani di Palonsky, match point azzurro e vittoria che arriva subito dopo. Nei quarti del Mondiale contro il Belgio di domani l’Italia conterà sull’azzurro che De Giorgi pescò in serie A2 nell’estate 2021, chiamato Yuri non in onore di Gagarin ma per un vezzo della madre Morena.
Romanò, quanto è calcolo e quanto istinto nei suoi micidiali ace?
"Cerco di non pensarci troppo. La palla corta sul secondo ace, per esempio, l’ho decisa una frazione di secondo prima di colpire. Ovviamente parto con un’idea di quel che voglio fare ma non sempre la metto in pratica. Guardi la palla e vai, è istinto puro, ma anche bellezza, perché in quei momenti mi piace veramente andare in battuta e creare qualcosa di bello".
L’istinto non si allena?
"I gesti, le routine sono personali, non te le insegna nessuno. Ma nella pallavolo moderna la battuta è importantissima e la si allena tanto: se la ripeti più volte poi ti viene anche in partita".
L’Argentina è stata un punto di svolta per il Mondiale dell’Italia?
"Speriamo, in questi anni abbiamo dimostrato che le grandi partite ci accendono. Da adesso in poi ci saranno solo partite di questo livello e se riusciremo a entrare in campo come domenica, con questa testa, potremo fare grandi cose. Ci aspetta il Belgio con cui abbiamo perso, meglio che sia successo nel girone, da quella sconfitta abbiamo imparato".
De Giorgi a inizio stagione ha detto che i ragazzi che ha cominciato ad allenare nel 2021 si sono trasformati in un gruppo di uomini, fidanzati, sposati, padri.
"Sembra il mio ritratto. Se penso che quando è arrivata la prima convocazione di Fefè ero single, oggi sono addirittura sposato e con una figlia. È incredibile, sembra che sia stato tutto così veloce, e invece questo periodo è stato pieno di tantissime cose".
Alle Olimpiadi di Parigi disse che era il periodo più felice della sua vita ma le mancava sua figlia Bianca.
"E va sempre peggio, perché lei adesso ha un anno e mezzo, interagisce più di allora, è dura. Però ci sentiamo tutti i giorni in videochiamata con mia moglie Marta, così Bianca non si dimentica che ci sono anch’io in famiglia… (ride)".
Ha accettato un ingaggio nel campionato russo, come farà adesso?
"Verrà tutta la famiglia con me. Perché Bianca è piccola, non va ancora a scuola. Quando sarà più grande ci penseremo".
Dopo l’addio a Piacenza giocherà nel Fakel Novy Urengoy, nella Russia siberiana occidentale, a una sessantina di chilometri dal Circolo polare artico.
"Il freddo lo sentiremo, ma ci abitueremo. Lo sponsor principale del club è Gazprom, e in quella città vivono i lavoratori della multinazionale. Vogliono fare una buona squadra, non per vincere perché in Russia ci sono squadre corazzata come in Italia, ma in grado di dare fastidio quello sì".
C’è la guerra.
"Ovviamente ci si pensa, ma siamo stati rassicurati da gente che conosce quella realtà. Speriamo che sia effettivamente così".
Si sente come un calciatore che accetta un super ingaggio, per esempio in Arabia Saudita?
"Sarebbe bello essere un calciatore… però l’Arabia Saudita del calcio non è paragonabile alla Russia del volley: ho avuto altre offerte da campionati meno validi, ma sono giovane, sono un professionista e ho bisogno di mantenere alto il mio livello in un torneo di valore come quello russo".
A proposito di calcio, è ancora nella chat degli interisti con Michieletto?
"Certo, c’è anche Leandro Mosca che in questo momento non è in azzurro. Guardo la mia Inter da atleta, capendo certe situazioni da sportivo: per questo sono fiducioso, anche con la Juve è stata una bella partita. Ci vorrà tempo e pazienza, e Chivu ha il cuore interista: in questi casi serve".