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L’Italia del volley è sempre Mondiale, Bulgaria battuta in finale. De Giorgi: “Ragazzi speciali”

Gli azzurri festeggiano sul podio (reuters)

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Gli azzurri si confermano campioni vincendo 3-1 la finale. Michieletto Mvp del torneo, il ct diventa l’unico ad aver vinto cinque mondiali
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Italia superpotenza del volley. Dopo l’oro delle donne a Bangkok, arriva il trionfo degli uomini a Manila. Dopo Alessia Orro Mvp del Mondiale, il premio del migliore del torneo ad Alessandro Michieletto. Dopo la Turchia battuta nella finale femminile, la sorprendente Bulgaria che non ha fatto da vittima sacrificale (3-1) ma ha giocato benissimo il terzo set, scatenando la reazione di un gruppo che inconsciamente poteva pensare di aver vinto il mondiale eliminando la favorita Polonia in semifinale. Invece sono usciti dalla notte della vigilia col giusto atteggiamento gli azzurri guidati da Fefé De Giorgi, che diventa l’unico al mondo ad aver vinto cinque Mondiali, tre da giocatore e due da allenatore. Un momento storico, non solo per il ct, i compagni di squadra, ma anche per la scuola italiana del volley: il doppio successo tra uomini e donne è riuscito solo all'Urss nel 1952 e nel 1960.

Italia superpotenza del volley. Dopo l’oro delle donne a Bangkok, arriva il trionfo degli uomini a Manila. Dopo Alessia Orro Mvp del Mondiale, il premio del migliore del torneo ad Alessandro Michieletto. Dopo la Turchia battuta nella finale femminile, la sorprendente Bulgaria che non ha fatto da vittima sacrificale (3-1) ma ha giocato benissimo il terzo set, scatenando la reazione di un gruppo che inconsciamente poteva pensare di aver vinto il mondiale eliminando la favorita Polonia in semifinale. Invece sono usciti dalla notte della vigilia col giusto atteggiamento gli azzurri guidati da Fefé De Giorgi, che diventa l’unico al mondo ad aver vinto cinque Mondiali, tre da giocatore e due da allenatore. Un momento storico, non solo per il ct, i compagni di squadra, ma anche per la scuola italiana del volley: il doppio successo tra uomini e donne è riuscito solo all'Urss nel 1952 e nel 1960.

Romanò trascinatore

Tre a uno (25-21 25-17 17-25 25-10) il punteggio finale, diventato schiacciante nel momento stesso in cui la Bulgaria ha accarezzato il sogno di ripetere l’impresa con gli Usa, che erano in vantaggio di due set a zero nei quarti prima di perdere al tie-break. Il sogno è stato alimentato da Aleksandar Nikolov, gioiello della Lube Civitanova, capace di mettere a terra 23 punti, ma l’Italia è stata più squadra, trascinata da un fantastico Yurio Romanò, 22 punti e 5 ace: nel finale di secondo set è stato devastante piazzandone quattro che hanno portato l’Italia sul +7, ora partirà per la Russia insieme a moglie e figlia.

I punti di Bottolo

I 19 punti di Mattia Bottolo sono sorprendenti considerando che lo schiacciatore è stato richiamato dopo un momento di flessione: ma dalla panchina è uscito in condizione smagliante, con la testa e il braccio da campione: nel quarto decisivo set è andato a segno in diagonale, a muro su Antov, ha trovato tre ace, lasciando al primo tempo di Simone Anzani il colpo della medaglia d’oro. “Ma chi cavolo se lo aspettava?” sintetizza lo schiacciatore.

La dedica a Lavia

Ma l’Italia è stata un blocco compatto, di compagni e amici, di gente che ha alzato alla premiazione la maglia dell’infortunato Daniele Lavia, “Dani questa è per te, non sai quanto ci sei mancato” è commosso Simone Anzani, che ha rischiato di smettere di giocare e ha perso le Olimpiadi di Parigi per problemi cardiaci. È stato il Mondiale in cui Simone Giannelli è stato magnifico ma anche fragile per un breve istante, quando nella sconfitta col Belgio è stato richiamato in panchina lasciando il posto a Riccardo Sbertoli. È stato il Mondiale dell’Mvp Michieletto, 11 punti alla Bulgaria, ma soprattutto una presenza imponente che ha intimorito gli avversari da tre metri e mezzo di altezza fino ai recuperi sul taraflex. È stato il Mondiale dei nuovi arrivati come Giovanni Gargiulo, che ha giocato molte partite da titolare, o Francesco Sani che ha piazzato due ace pesantissimi contro la Polonia. “Non siamo gente che molla” sintetizza Simone Giannelli, due volte campione del mondo. In lacrime, perché questo è un giorno di emozioni forti.

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