C'E' UN MONDO in cui ogni cosa è sempre quella, indipendentemente da chi la condivide. E un altro in cui la stessa racconta le emozioni di chi l'ha vista. Questi due mondi, nella visione del 25enne David Karp, sono Facebook e Tumblr, il "social network nato per caso" da lui fondato nel 2006 per superare il blocco dello scrittore che gli produceva la pagina bianca di Wordpress. Tumblr è una piattaforma di microblogging, un misto di Twitter e Blogger, in cui "puoi metterci le stesse cose che posti su Facebook" dando però una forma unica e personalizzata ai contenuti pubblicati.
LE FOTO
"Conosci qualcuno che sia orgoglioso del proprio Facebook? Chi usa Tumblr è orgoglioso del proprio blog - sostiene David - La differenza? Su Facebook vedi le cose che ho visto io, su Tumblr vedi attraverso i miei occhi". Qui non si parla più di blog, ma di tumblelog. L'origine del fenomeno si fa risalire ad anarchaia.org, sito su cui nel 2005 un diciassettenne tedesco iniziò a raccogliere link a foto, testi o video pescati nel web, accompagnandoli con brevi commenti. Jason Kottke, pioniere del blogging, definì il tumblelog "uno stream of consciousness (flusso di coscienza) rapido e un po' raffazzonato". Attorno al fenomeno è nato il network quando gli utenti hanno iniziato a copiare e incollare elenchi di tumblelog nei propri post. Oggi Tumblr conta oltre di 16 miliardi di pagine viste al mese. Più di quelle di Twitter. com e più di tutte quelle generate dall'universo Wikimedia, Wikipedia. org compresa. Ogni post su Tumblr viene re-bloggato in media nove volte.
Ha inventato il re-blog un anno prima che Twitter introdusse il re-twitt. Così in pratica chiunque è libero di prendere un post di un'altra persona e riprodurlo. Perché?
"Re-blog significa duplicare il tuo post sul mio blog attribuendotelo. Quando riposti un mio post però puoi aggiungere un commento, sottolineare una frase o evidenziare un'immagine, spiegare cosa ti ha colpito e perché lo stai diffondendo. Ogni post così è introdotto in un meccanismo che produce viralità all'interno del network. Senza bisogno di copiare e incollare alcun codice, che sia testo, audio, video o foto. Ovviamente puoi anche creare un post da zero".
In Tumblr si può ripubblicare il contenuto di altri, ma non è possibile commentare un post sul blog di altri. Come mai?
"Questa funzione avrebbe richiesto all'utente un'impegno in più per la moderazione. Mi piace invece l'idea che l'interazione sia generata dalla condivisione e dall'apprezzamento. Non a caso il 90 per cento dei nostri utenti si è registrato passando attraverso il blog di altre persone, perché gli sono piaciuti e volevano seguirli o avere anche loro un blog così cool".
Secondo una sua stima i creatori di contenti sono solo il dieci per cento degli utenti di Tumblr. Gli altri sono "curatori". Che significa?
"Anche quelli che vengono definiti curatori ogni volta che pubblicano un post esprimono la propria personalità, non si limitano a cliccare un bottone. In Google Plus, Facebook o Twitter gli utenti condividono lo stesso contenuto usando sempre il medesimo formato. Tumblr invece richiede ogni volta di scegliere cosa si vuole creare, quale parte della pagina visitata mettere in evidenza o perché si è deciso di pubblicare un video. Noi cerchiamo di offrire i migliori strumenti per trasformare la cura dei contenuti in una creazione artistica, mentre sugli altri social network ogni persona che condivide qualcosa crea lo stesso contenuto. Oggi ne parlano tutti, ma in realtà la content curation è una cosa nata con i blog. Metto un link al tuo articolo e aggiungo i miei pensieri, o faccio una citazione: non mi pare di avere mai visto prima questo tipo di curatela, anche se è una cosa che fa parte del web fin dalle sue origini".
Ha avuto un finanziamento da 85 milioni di dollari lo scorso settembre, ma ancora non si riesce a capire come voglia trasformare la valanga di pagine viste e i 120 milioni di utenti di Tumblr in una montagna di dollari. Come pensa di riuscirci?
"Per fare soldi basterebbe inserire la pubblicità, ma non voglio mettere banner sui tuoi contenuti (di recente Tumblr ha però introdotto la pubblicità all'interno della dashboard dell'utente, ndr). Voglio creare qualcosa di nuovo e unico".
Cosa vuol fare di Tumblr?
"L'obiettivo di Tumblr è rendere il blogging super-facile per chiunque. Apple vendendo applicazioni di terzi sulla propria piattaforma ha creato un mercato di svariati miliardi di dollari in cui sono nate aziende come Rovio o Instapaper. Noi vogliamo dare a sviluppatori e designer, che sono le nostre rock star, la possibilità di creare sempre nuove funzionalità, non solo temi. Offriremo ai nostri utenti l'opzione di acquistare una funzione, ma anche quella di finanziare il lavoro di uno sviluppatore perché crei prodotti di cui hanno bisogno, come per esempio strumenti per l'e-commerce. Il progetto è costruire strumenti creativi che permettano di aggiungere funzioni come portfolio per fotografi, video player per videomaker, format che consentano anche a un ristoratore di creare un sito originale per il proprio locale. Voglio che Tumblr dia valore ai creatori e offra i migliori strumenti ai creativi, perché a Google e Facebook questo non interessa".
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"Conosci qualcuno che sia orgoglioso del proprio Facebook? Chi usa Tumblr è orgoglioso del proprio blog - sostiene David - La differenza? Su Facebook vedi le cose che ho visto io, su Tumblr vedi attraverso i miei occhi". Qui non si parla più di blog, ma di tumblelog. L'origine del fenomeno si fa risalire ad anarchaia.org, sito su cui nel 2005 un diciassettenne tedesco iniziò a raccogliere link a foto, testi o video pescati nel web, accompagnandoli con brevi commenti. Jason Kottke, pioniere del blogging, definì il tumblelog "uno stream of consciousness (flusso di coscienza) rapido e un po' raffazzonato". Attorno al fenomeno è nato il network quando gli utenti hanno iniziato a copiare e incollare elenchi di tumblelog nei propri post. Oggi Tumblr conta oltre di 16 miliardi di pagine viste al mese. Più di quelle di Twitter. com e più di tutte quelle generate dall'universo Wikimedia, Wikipedia. org compresa. Ogni post su Tumblr viene re-bloggato in media nove volte.
Ha inventato il re-blog un anno prima che Twitter introdusse il re-twitt. Così in pratica chiunque è libero di prendere un post di un'altra persona e riprodurlo. Perché?
"Re-blog significa duplicare il tuo post sul mio blog attribuendotelo. Quando riposti un mio post però puoi aggiungere un commento, sottolineare una frase o evidenziare un'immagine, spiegare cosa ti ha colpito e perché lo stai diffondendo. Ogni post così è introdotto in un meccanismo che produce viralità all'interno del network. Senza bisogno di copiare e incollare alcun codice, che sia testo, audio, video o foto. Ovviamente puoi anche creare un post da zero".
In Tumblr si può ripubblicare il contenuto di altri, ma non è possibile commentare un post sul blog di altri. Come mai?
"Questa funzione avrebbe richiesto all'utente un'impegno in più per la moderazione. Mi piace invece l'idea che l'interazione sia generata dalla condivisione e dall'apprezzamento. Non a caso il 90 per cento dei nostri utenti si è registrato passando attraverso il blog di altre persone, perché gli sono piaciuti e volevano seguirli o avere anche loro un blog così cool".
Secondo una sua stima i creatori di contenti sono solo il dieci per cento degli utenti di Tumblr. Gli altri sono "curatori". Che significa?
"Anche quelli che vengono definiti curatori ogni volta che pubblicano un post esprimono la propria personalità, non si limitano a cliccare un bottone. In Google Plus, Facebook o Twitter gli utenti condividono lo stesso contenuto usando sempre il medesimo formato. Tumblr invece richiede ogni volta di scegliere cosa si vuole creare, quale parte della pagina visitata mettere in evidenza o perché si è deciso di pubblicare un video. Noi cerchiamo di offrire i migliori strumenti per trasformare la cura dei contenuti in una creazione artistica, mentre sugli altri social network ogni persona che condivide qualcosa crea lo stesso contenuto. Oggi ne parlano tutti, ma in realtà la content curation è una cosa nata con i blog. Metto un link al tuo articolo e aggiungo i miei pensieri, o faccio una citazione: non mi pare di avere mai visto prima questo tipo di curatela, anche se è una cosa che fa parte del web fin dalle sue origini".
Ha avuto un finanziamento da 85 milioni di dollari lo scorso settembre, ma ancora non si riesce a capire come voglia trasformare la valanga di pagine viste e i 120 milioni di utenti di Tumblr in una montagna di dollari. Come pensa di riuscirci?
"Per fare soldi basterebbe inserire la pubblicità, ma non voglio mettere banner sui tuoi contenuti (di recente Tumblr ha però introdotto la pubblicità all'interno della dashboard dell'utente, ndr). Voglio creare qualcosa di nuovo e unico".
Cosa vuol fare di Tumblr?
"L'obiettivo di Tumblr è rendere il blogging super-facile per chiunque. Apple vendendo applicazioni di terzi sulla propria piattaforma ha creato un mercato di svariati miliardi di dollari in cui sono nate aziende come Rovio o Instapaper. Noi vogliamo dare a sviluppatori e designer, che sono le nostre rock star, la possibilità di creare sempre nuove funzionalità, non solo temi. Offriremo ai nostri utenti l'opzione di acquistare una funzione, ma anche quella di finanziare il lavoro di uno sviluppatore perché crei prodotti di cui hanno bisogno, come per esempio strumenti per l'e-commerce. Il progetto è costruire strumenti creativi che permettano di aggiungere funzioni come portfolio per fotografi, video player per videomaker, format che consentano anche a un ristoratore di creare un sito originale per il proprio locale. Voglio che Tumblr dia valore ai creatori e offra i migliori strumenti ai creativi, perché a Google e Facebook questo non interessa".