APRI il sito e trovi in un sol posto gli sconti disponibili al momento sul web: una chiavetta Usb a metà prezzo su Groupon, una vacanza da prendere al volo su Groupalia, una cena per due a 20 euro su Prezzofelice e così via. Funziona così Yoodeal.it e debutta oggi: è il primo motore di ricerca che guida, con un'intelligenza artificiale semantica, tra le miriadi di promozioni. "Immaginiamolo come un assistente personale allo shopping scontato", spiega Alessandro Bruzzi, 25 anni e uno dei fondatori (imprenditore del web, ha già lanciato Sostariffe).
Non si limita infatti a mettere in bell'ordine le offerte, ma anche le pone in graduatoria (ranking) in base a vari parametri: il prezzo, il luogo, la reputazione del commerciante, il giorno e l'ora (alle 12 è ok il sushi dietro l'angolo, alle 17 no), le preferenze e i gusti dell'utente. "Da quando c'è il boom dei deals, cioè delle offerte scontate stile Groupon, gli utenti sono inondati di occasioni per risparmiare", dice Bruzzi. "Ma finora non hanno avuto un motore di ricerca per trovarle. Ecco, noi siamo il primo Google dei deals".
Certo il primo in Italia e quindi per le offerte utilizzabili dagli italiani; negli Usa c'è Dealupa.com, "che però non capisce davvero il contenuto dell'offerta, ma si limita a categorizzarla con una parola chiave. Il nostro motore capisce che il coupon è un viaggio a Praga per due persone, non solo che è un viaggio". In Italia ci sono inoltre servizi come Tuttodeal.it e Piudeal.it, che sono aggregatori di offerte (non motori), in base a categoria e luogo.
Insomma, il motore di Yoodeal setaccia le offerte del web con i propri spider (sonde), ne analizza e interpreta le parole, crea una graduatoria con quei parametri e la mostra al visitatore del sito (senza bisogno di registrazione). L'innovazione in Yoodeal è quindi il suo algoritmo , frutto di due anni di ricerca a cavallo tra la matematica e la semantica. "Il punto di forza è la capacità di capire anche quelle preferenze che gli utenti non specificano esplicitamente. Ognuno di noi, infatti, quando naviga, clicca sulle offerte che reputa più interessanti. Yoodeal capisce questi comportamenti e li combina, determinando un profilo utente particolarmente sofisticato", dice Bruzzi.
È l'ultima conseguenza di un fenomeno in forte crescita: "il mercato dei deal sta aumentando del 40 per cento annuo e vale alcune centinaia di milioni di euro", dice a Repubblica.it Riccardo Mangiaracina, esperto di ecommerce presso School of management-Politecnico di Milano. "È un mercato da 250 milioni circa, occupa mille persone", conferma Roberto Liscia, presidente di Netcomm (consorzio del commercio elettronico italiano). "Sono 5 milioni gli italiani che usano questi servizi e 20 mila gli esercenti affilati, che offrono coupon". Secondo uno studio Netcomm pubblicato la scorsa settimana, il 70 per cento di quelli che hanno comprato coupon sono stati "estremamente soddisfatti". Può sembrare buono, "ma non basta. Questa quota è dell'89 per cento per il commercio elettronico in genere, in media. C'è da migliorare sulla qualità dell'offerta dei coupon", dice Liscia. "Ci sono gli esercenti che trattano peggio quelli che vengono con l'offerta scontata". Un motore che tiene conto anche della reputazione può essere d'aiuto.
Non si limita infatti a mettere in bell'ordine le offerte, ma anche le pone in graduatoria (ranking) in base a vari parametri: il prezzo, il luogo, la reputazione del commerciante, il giorno e l'ora (alle 12 è ok il sushi dietro l'angolo, alle 17 no), le preferenze e i gusti dell'utente. "Da quando c'è il boom dei deals, cioè delle offerte scontate stile Groupon, gli utenti sono inondati di occasioni per risparmiare", dice Bruzzi. "Ma finora non hanno avuto un motore di ricerca per trovarle. Ecco, noi siamo il primo Google dei deals".
Certo il primo in Italia e quindi per le offerte utilizzabili dagli italiani; negli Usa c'è Dealupa.com, "che però non capisce davvero il contenuto dell'offerta, ma si limita a categorizzarla con una parola chiave. Il nostro motore capisce che il coupon è un viaggio a Praga per due persone, non solo che è un viaggio". In Italia ci sono inoltre servizi come Tuttodeal.it e Piudeal.it, che sono aggregatori di offerte (non motori), in base a categoria e luogo.
Insomma, il motore di Yoodeal setaccia le offerte del web con i propri spider (sonde), ne analizza e interpreta le parole, crea una graduatoria con quei parametri e la mostra al visitatore del sito (senza bisogno di registrazione). L'innovazione in Yoodeal è quindi il suo algoritmo , frutto di due anni di ricerca a cavallo tra la matematica e la semantica. "Il punto di forza è la capacità di capire anche quelle preferenze che gli utenti non specificano esplicitamente. Ognuno di noi, infatti, quando naviga, clicca sulle offerte che reputa più interessanti. Yoodeal capisce questi comportamenti e li combina, determinando un profilo utente particolarmente sofisticato", dice Bruzzi.
È l'ultima conseguenza di un fenomeno in forte crescita: "il mercato dei deal sta aumentando del 40 per cento annuo e vale alcune centinaia di milioni di euro", dice a Repubblica.it Riccardo Mangiaracina, esperto di ecommerce presso School of management-Politecnico di Milano. "È un mercato da 250 milioni circa, occupa mille persone", conferma Roberto Liscia, presidente di Netcomm (consorzio del commercio elettronico italiano). "Sono 5 milioni gli italiani che usano questi servizi e 20 mila gli esercenti affilati, che offrono coupon". Secondo uno studio Netcomm pubblicato la scorsa settimana, il 70 per cento di quelli che hanno comprato coupon sono stati "estremamente soddisfatti". Può sembrare buono, "ma non basta. Questa quota è dell'89 per cento per il commercio elettronico in genere, in media. C'è da migliorare sulla qualità dell'offerta dei coupon", dice Liscia. "Ci sono gli esercenti che trattano peggio quelli che vengono con l'offerta scontata". Un motore che tiene conto anche della reputazione può essere d'aiuto.