CHI LO HA VISTO assicura che, nel bene o nel male, sarà una rivoluzione. Windows 8, il nuovo sistema operativo di Microsoft per computer e dispositivi mobili, sarà in commercio a ottobre. Con un nuovo marketplace, un negozio virtuale su cui comprare le applicazioni. Ma da qualche mese una versione in anteprima è tra le mani degli addetti ai lavori. E tra le app già pronte e scaricabili c'è anche R+, la versione digitale di Repubblica. La prima uscita ufficiale è stata ieri a Londra al Microsoft BizSpark, incontro annuale riservato al mondo delle start up. A presentarla è stata Paperlit, giovane azienda italiana di "social reading". Il suo business: convertire i giornali cartacei in forma digitale, per renderli sfogliabili su tablet e smartphone, Apple, Android o, fra qualche mese, Windows 8. E permettere agli utenti di condividere su Facebook gli articoli più interessanti.
Paperlit è una delle 15 aziende europee, la sola italiana, chiamate da Microsoft a questo BizPark per raccontare la propria storia. E partecipare un concorso: negli ultimi giorni il pubblico ha potuto votare la preferita. Per la cronaca, ha vinto The App Builder, prodotto della nord-irlandese Jam Pot Technologies che permette anche a chi non ha familiarità con i codici di programmazione di creare in pochi click la propria applicazione. Seconda proprio l'italiana Paperlit. Tra gli altri meglio piazzati, i tedeschi di MobileBits, sviluppatori di giochi per dispositivi mobili, gli spagnoli di Oblong, con i loro strumenti per la visualizzazione di dati, e gli olandesi di Autitouch, un'azienda che realizza applicazioni touch rivolte a bambini ed adolescenti autistici.
Battuta anche Paperlit che non riesce a bissare il successo 2011 di Mopapp, società tricolore specializzata nei servizi cloud. Ma è una delusione solo a metà: "Contava molto di più esserci e far conoscere il nostro prodotto", spiega al telefono il veronese Gionata Mettifogo, il fondatore. Era il 2009, lavorava per Microsoft in California. Ha lasciato per inseguire la sua idea: uno strumento in grado di dare veste digitale a giornali, rendendole "sfogliabili" su dispositivi mobili con touch screen. I telefoni intelligenti e l'iPad, che sarebbe uscito dopo pochi mesi ma di cui tutti già parlavano. Insieme a Mario Mariani, il primo test è stato sul mercato italiano. Anche allora fu Repubblica una delle prime: 2 mesi prima che la tavoletta magica di Steve Jobs fosse in commercio da noi, l'app del giornale era già pronta. "Lo leggevano gli italiani all'estero, o quelli che si erano fatti portare un iPad dagli Stati Uniti", racconta Mettifogo.
Oggi Paperlit è leader del mercato italiano, dove realizza, tra le altre, le versioni digitali di Internazionale e Wired. La sede è tra Verona, per il centro tecnico, e la Sardegna, sede dell'incubatore di Mariani, The NetValue. "Abbiamo sviluppato il prodotto insistendo sulla componente di condivisione", spiega Mettifogo. "Del giornale facciamo anche una versione Facebook: ogni abbonato può leggerlo del social network e segnalare agli amici un articolo". Dall'anno scorso Paperlit è sbarcata anche all'estero, dove per ora realizza il 30% del fatturato. "L'obiettivo è quello di rovesciare il rapporto", dice Mariani, "anche grazie alla pubblicità garantita da questo Microsoft BizSpark". Paperlit ha presentato le versioni di R+ e Wired già pronte per Windows 8. Il formato è simile a quello del quotidiano di carta, ma arricchito con contenuti multimediali, audio e video. Per girare pagina basta un dito: "Non siamo ancora alla versione nativa digitale: bisogna procedere per gradi", conclude Mettifogo. "Ma la direzione è quella".
Paperlit è una delle 15 aziende europee, la sola italiana, chiamate da Microsoft a questo BizPark per raccontare la propria storia. E partecipare un concorso: negli ultimi giorni il pubblico ha potuto votare la preferita. Per la cronaca, ha vinto The App Builder, prodotto della nord-irlandese Jam Pot Technologies che permette anche a chi non ha familiarità con i codici di programmazione di creare in pochi click la propria applicazione. Seconda proprio l'italiana Paperlit. Tra gli altri meglio piazzati, i tedeschi di MobileBits, sviluppatori di giochi per dispositivi mobili, gli spagnoli di Oblong, con i loro strumenti per la visualizzazione di dati, e gli olandesi di Autitouch, un'azienda che realizza applicazioni touch rivolte a bambini ed adolescenti autistici.
Battuta anche Paperlit che non riesce a bissare il successo 2011 di Mopapp, società tricolore specializzata nei servizi cloud. Ma è una delusione solo a metà: "Contava molto di più esserci e far conoscere il nostro prodotto", spiega al telefono il veronese Gionata Mettifogo, il fondatore. Era il 2009, lavorava per Microsoft in California. Ha lasciato per inseguire la sua idea: uno strumento in grado di dare veste digitale a giornali, rendendole "sfogliabili" su dispositivi mobili con touch screen. I telefoni intelligenti e l'iPad, che sarebbe uscito dopo pochi mesi ma di cui tutti già parlavano. Insieme a Mario Mariani, il primo test è stato sul mercato italiano. Anche allora fu Repubblica una delle prime: 2 mesi prima che la tavoletta magica di Steve Jobs fosse in commercio da noi, l'app del giornale era già pronta. "Lo leggevano gli italiani all'estero, o quelli che si erano fatti portare un iPad dagli Stati Uniti", racconta Mettifogo.
Oggi Paperlit è leader del mercato italiano, dove realizza, tra le altre, le versioni digitali di Internazionale e Wired. La sede è tra Verona, per il centro tecnico, e la Sardegna, sede dell'incubatore di Mariani, The NetValue. "Abbiamo sviluppato il prodotto insistendo sulla componente di condivisione", spiega Mettifogo. "Del giornale facciamo anche una versione Facebook: ogni abbonato può leggerlo del social network e segnalare agli amici un articolo". Dall'anno scorso Paperlit è sbarcata anche all'estero, dove per ora realizza il 30% del fatturato. "L'obiettivo è quello di rovesciare il rapporto", dice Mariani, "anche grazie alla pubblicità garantita da questo Microsoft BizSpark". Paperlit ha presentato le versioni di R+ e Wired già pronte per Windows 8. Il formato è simile a quello del quotidiano di carta, ma arricchito con contenuti multimediali, audio e video. Per girare pagina basta un dito: "Non siamo ancora alla versione nativa digitale: bisogna procedere per gradi", conclude Mettifogo. "Ma la direzione è quella".