BERLINO - Il gigante cinese dei pc è a caccia. Lenovo punta a quote di mercato anche nel mobile. Con suoi nuovi prodotti e anche con possibili acquisizioni. Così guarda con interesse alla BlackBerry in crisi - anche se si tratta di indiscrezioni, per quanto autorevoli - e nel frattempo rimodula la sua offerta nel segmento, quello dei personal computer, nel quale da poco ha superato HP come maggior produttore del pianeta. Gianfranco Lanci (ingegnere torinese, 17 anni in Texas Instruments, nel 1997 acquisita dalla taiwanese Acer di cui diventerà CEO nel 2008) dal 2012 è presidente di Lenovo della regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). All'IFA di Berlino, dove la sua azienda ha presentato i nuovi prodotti, ci ha spiegato la strategia del colosso di cui è anche senior vice president.
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Difficile prescindere dal dato, dirompente per un'azienda leader nei pc, che nel 2013 si vendono più tablet che computer.
"Vero, per questo la nostra ricetta è investire in nuovi prodotti e materiali, e non solo nei personal computer. In inglese direbbero "protect & attack": ovvero, proteggere la nostra leadership nei settori e nei mercati in cui siamo già forti e attaccare i mercati e i segmenti in cui possiamo ancora crescere molto. Vediamo una significativa possibilità di espansione in Europa, Medio Oriente e Africa. Vogliamo diventare il numero uno anche qui nel giro dei prossimi 18 mesi, diciamo entro l'inizio del 2015: c'è una grande opportunità di crescita nel segmento dei pc nell'intera regione, ma anche e soprattutto nei tablet e degli smartphone. Nell'ultimo trimestre abbiamo catturato nei pc il 16.7% del mercato mondiale (dato IDC) e ora siamo al primo posto, secondo entrambi i più importanti analisti di settore, IDC e Gartner. E nell'area EMEA, sempre secondo IDC, siamo già i n.2, con una quota di mercato del 13.2%. Ma stiamo crescendo anche nel mobile, appunto. L'investimento necessario nel business degli smartphone e dei tablet è molto maggiore di quello necessario nel campo dei pc: questo perché ci vuole più innovazione e differenziazione per vincere, non ci si può limitare a essere semplici integratori, per competere. E in Emea, dove non abbiamo ancora una quota significativa nei cosiddetti "Smart Connected Device" (dispositivi intelligenti connessi, segmento che comprende oltre ai pc, anche i tablet e gli smartphone) vogliamo arrivare al 10% di share entro il prossimo anno"
Lenovo punta molto sullo Yoga, ovvero laptop e tablet allo stesso tempo. Quasi un anello di congiunzione tra due mondi che hanno però destini diversi.
"Continuiamo a credere nel mercato dei PC, che globalmente vale 200 miliardi di dollari e riguarda miliardi di utenti. In quanto massimo produttore mondiale, certe scelte non possono non vederci in prima linea: la creazione della linea Yoga - che noi chiamiamo multimodale, perché ha 4 modalità d'uso - ha una grossa spinta innovativa: ci siamo chiesti come stesse cambiando l'uso del computer e della tecnologia nella nostra vita e questa è la nostra risposta".
Una delle cose che sembra mancare al mondo cinese dell'hi-tech è la produzione di cpu da un lato e di un ecosistema digitale come quelli di Apple, Google e Microsoft dall'altro. Ma adesso (metà settembre) sembra che la Zte abbia intenzione di presentare a Pechino un suo processore mobile, entrando in concorrenza con Intel, Samsung, Qualcomm, Nvidia. La Lenovo ha intenzione di fare qualcosa del genere? E sul piano dei servizi e contenuti, quali sono i vostri progetti?
"Intanto le cose si stanno muovendo anche in Estremo oriente, dove c'è almeno un produttore di processori mobile che sta facendo cose interessanti... e in questo campo, quanta più scelta c'è, tanto meglio è per noi e per gli utenti. Quanto agli ecosistemi ce ne sono di già forti e consolidati. Non mi sembra ci siano le condizioni per crearne un altro. Lo sviluppo di un'azienda può avvenire anche senza che questa faccia parte di un solo ecosistema, o quantomeno ne sia l'iniziatrice. Noi puntiamo a continuare a fare al meglio le cose che sappiamo fare bene: dare gli strumenti migliori a chi deve lavorare, informarsi, divertirsi, comunicare".
In Inghilterra come negli Usa si teme che le aziende cinesi legate al mobile possano trattare i dati sugli utenti in maniera poco ortodossa. Cosa pensa in merito e quali garanzie potete offrire in tal senso?
"Da sempre con i nostri prodotti abbiamo garantito la qualità, la sicurezza, l'affidabilità, la riservatezza dei dati, al punto che a noi si sono rivolti governi e agenzie governative, tutti organismi nei quali questi elementi sono fondamentali. I nostri ThinkPad e le nostre ThinkStation sono usate anche dalla NASA, ad esempio. Dunque, per quanto ci riguarda, non vedo il problema. Quanto alla privacy degli utenti, credo che chi la difende debba guardare non solo a Oriente ma anche a Occidente, almeno a quanto si legge sui giornali da qualche mese a questa parte".
Lenovo ha una storia di acquisizioni: la divisione dei personal computer di IBM, nel 2005, poi Medion in Germania e CCE in Brasile. La canadese BlackBerry potrebbe essere la prossima?
"Lenovo non commenta i rumours. Ci guardiamo comunque intorno, sempre, per non perdere eventuali opportunità... Naturalmente siamo aperti a fare acquisizioni se queste hanno un senso finanziario e una prospettiva strategica, di espansione geografica e/o di prodotto. L'azienda non sta guardando al momento a una specifica acquisizione".
A proposito, che ne pensa dell'acquisto di Nokia da parte di Microsoft?
"Probabilmente avremo un concorrente più forte in uno dei nostri segmenti di mercato. Con Microsoft non cambia niente: sono nostri partner importanti per il software. Nel nostro mondo è abbastanza normale collaborare su un fronte e competere su un altro".
Lei ha guidato la Acer, dalla quale si è separato con qualche polemica. Perché?
"Diciamo... una visione piuttosto diversa del futuro dell'hi-tech".
Qualche anno fa, fra i grandi nomi dell'hi-tech c'erano Nokia e Motorola, poi è arrivata l'era Apple, Google e Samsung. Se lei dovesse scegliere cinque aziende che fra cinque anni domineranno questo mondo, su quali nomi punterebbe?
"Un nome su cui puntare è certamente Lenovo e sono sicuro che tra cinque anni noi saremo in questo gruppo. Su chi saranno gli altri quattro, ovviamente, io un'idea me la sono fatta... ma preferisco tenermela per me".
(ha collaborato JAIME D'ALESSANDRO)
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Difficile prescindere dal dato, dirompente per un'azienda leader nei pc, che nel 2013 si vendono più tablet che computer.
"Vero, per questo la nostra ricetta è investire in nuovi prodotti e materiali, e non solo nei personal computer. In inglese direbbero "protect & attack": ovvero, proteggere la nostra leadership nei settori e nei mercati in cui siamo già forti e attaccare i mercati e i segmenti in cui possiamo ancora crescere molto. Vediamo una significativa possibilità di espansione in Europa, Medio Oriente e Africa. Vogliamo diventare il numero uno anche qui nel giro dei prossimi 18 mesi, diciamo entro l'inizio del 2015: c'è una grande opportunità di crescita nel segmento dei pc nell'intera regione, ma anche e soprattutto nei tablet e degli smartphone. Nell'ultimo trimestre abbiamo catturato nei pc il 16.7% del mercato mondiale (dato IDC) e ora siamo al primo posto, secondo entrambi i più importanti analisti di settore, IDC e Gartner. E nell'area EMEA, sempre secondo IDC, siamo già i n.2, con una quota di mercato del 13.2%. Ma stiamo crescendo anche nel mobile, appunto. L'investimento necessario nel business degli smartphone e dei tablet è molto maggiore di quello necessario nel campo dei pc: questo perché ci vuole più innovazione e differenziazione per vincere, non ci si può limitare a essere semplici integratori, per competere. E in Emea, dove non abbiamo ancora una quota significativa nei cosiddetti "Smart Connected Device" (dispositivi intelligenti connessi, segmento che comprende oltre ai pc, anche i tablet e gli smartphone) vogliamo arrivare al 10% di share entro il prossimo anno"
Lenovo punta molto sullo Yoga, ovvero laptop e tablet allo stesso tempo. Quasi un anello di congiunzione tra due mondi che hanno però destini diversi.
"Continuiamo a credere nel mercato dei PC, che globalmente vale 200 miliardi di dollari e riguarda miliardi di utenti. In quanto massimo produttore mondiale, certe scelte non possono non vederci in prima linea: la creazione della linea Yoga - che noi chiamiamo multimodale, perché ha 4 modalità d'uso - ha una grossa spinta innovativa: ci siamo chiesti come stesse cambiando l'uso del computer e della tecnologia nella nostra vita e questa è la nostra risposta".
Una delle cose che sembra mancare al mondo cinese dell'hi-tech è la produzione di cpu da un lato e di un ecosistema digitale come quelli di Apple, Google e Microsoft dall'altro. Ma adesso (metà settembre) sembra che la Zte abbia intenzione di presentare a Pechino un suo processore mobile, entrando in concorrenza con Intel, Samsung, Qualcomm, Nvidia. La Lenovo ha intenzione di fare qualcosa del genere? E sul piano dei servizi e contenuti, quali sono i vostri progetti?
"Intanto le cose si stanno muovendo anche in Estremo oriente, dove c'è almeno un produttore di processori mobile che sta facendo cose interessanti... e in questo campo, quanta più scelta c'è, tanto meglio è per noi e per gli utenti. Quanto agli ecosistemi ce ne sono di già forti e consolidati. Non mi sembra ci siano le condizioni per crearne un altro. Lo sviluppo di un'azienda può avvenire anche senza che questa faccia parte di un solo ecosistema, o quantomeno ne sia l'iniziatrice. Noi puntiamo a continuare a fare al meglio le cose che sappiamo fare bene: dare gli strumenti migliori a chi deve lavorare, informarsi, divertirsi, comunicare".
In Inghilterra come negli Usa si teme che le aziende cinesi legate al mobile possano trattare i dati sugli utenti in maniera poco ortodossa. Cosa pensa in merito e quali garanzie potete offrire in tal senso?
"Da sempre con i nostri prodotti abbiamo garantito la qualità, la sicurezza, l'affidabilità, la riservatezza dei dati, al punto che a noi si sono rivolti governi e agenzie governative, tutti organismi nei quali questi elementi sono fondamentali. I nostri ThinkPad e le nostre ThinkStation sono usate anche dalla NASA, ad esempio. Dunque, per quanto ci riguarda, non vedo il problema. Quanto alla privacy degli utenti, credo che chi la difende debba guardare non solo a Oriente ma anche a Occidente, almeno a quanto si legge sui giornali da qualche mese a questa parte".
Lenovo ha una storia di acquisizioni: la divisione dei personal computer di IBM, nel 2005, poi Medion in Germania e CCE in Brasile. La canadese BlackBerry potrebbe essere la prossima?
"Lenovo non commenta i rumours. Ci guardiamo comunque intorno, sempre, per non perdere eventuali opportunità... Naturalmente siamo aperti a fare acquisizioni se queste hanno un senso finanziario e una prospettiva strategica, di espansione geografica e/o di prodotto. L'azienda non sta guardando al momento a una specifica acquisizione".
A proposito, che ne pensa dell'acquisto di Nokia da parte di Microsoft?
"Probabilmente avremo un concorrente più forte in uno dei nostri segmenti di mercato. Con Microsoft non cambia niente: sono nostri partner importanti per il software. Nel nostro mondo è abbastanza normale collaborare su un fronte e competere su un altro".
Lei ha guidato la Acer, dalla quale si è separato con qualche polemica. Perché?
"Diciamo... una visione piuttosto diversa del futuro dell'hi-tech".
Qualche anno fa, fra i grandi nomi dell'hi-tech c'erano Nokia e Motorola, poi è arrivata l'era Apple, Google e Samsung. Se lei dovesse scegliere cinque aziende che fra cinque anni domineranno questo mondo, su quali nomi punterebbe?
"Un nome su cui puntare è certamente Lenovo e sono sicuro che tra cinque anni noi saremo in questo gruppo. Su chi saranno gli altri quattro, ovviamente, io un'idea me la sono fatta... ma preferisco tenermela per me".
(ha collaborato JAIME D'ALESSANDRO)