"LA BRUTTA addormentata", cioè la televisione secondo la definizione di un famoso libro di Guglielmi e Balassone, si sveglierà grazie a un bacio che arriva dal fringuello di Twitter? La domanda è lecita dopo l'annuncio della società di ricerca Nielsen Italia, che dal prossimo anno offrirà al nostro mercato Twitter Tv Ratings. Si tratta di un sistema già usato negli Usa, ma non ancora adottato in Europa, che permette di analizzare e comprendere le conversazioni che si scatenano su Twitter durante gli "eventi" televisivi.
Ma come vengono raccolti questi dati? La Nielsen gestisce una piattaforma che riceve da Twitter i Big Data relativi al traffico di tweet su un determinato programma tv, e li elabora seguendo i suoi indicatori di audience. Non è un mistero infatti, che uno delle fonti di guadagno di Twitter, è la vendita di informazioni ad aziende e personaggi della politica e dello show business, sui mega trend che si ricavano dalle conversazioni degli utenti. Chi commenta la partita della Champions League, le eliminazioni di X-Factor, il discorso di Papa Francesco atteso per il prossimo Natale viene monitorato e aggiunge una fetta di ascolto ai dati che ci arrivano dal solito Auditel.
Ma mentre il dato partorito dal campione Auditel è "freddo", cioè è solo un numero basato su un campione statistico, i tweet sono dati "caldi", personali ed interattivi che fanno cogliere agli editori, ai conduttori agli inserzionisti di pubblicità l'umore che corre tra gli utenti su quel determinato tema. Sotto ila lente d'ingrandimento dei guru del marketing ogni tweet può essere un mezzo per profilare gli utenti e destinare loro una offerta pubblicitaria mirata, che evita dispersioni, e secondo le buone intenzioni degli inserzionisti, dovrebbero limitare lo spamming di annunci indesiderati.
Luca Bordin di Nielsen Italia spiega l'importanza del nuovo servizio che farà dell'Italia un "laboratorio", una base di studio anche per gli altri Paesi europei: "Il nuovo strumento, oltre a consentire la misurazione dei Tweet relativi ai programmi televisivi, permette di rilevarne l'audience. Ovvero quante persone sono state esposte a questi stessi tweet".?
Al momento girano diversi dati sul numero dei tweet inviati durante i format tv, che però sono elaborati dagli stessi editori o dai responsabili dei programmi. La rilevazione della Nielsen vuole rappresentare invece una fonte super partes e diventerà un indicatore per indirizzare gli investimenti dei grandi marchi. "I social network sono un labirinto di opportunità all'interno del quale la social tv riveste già oggi un ruolo importante. Si tratta dunque di un ecosistema di difficile lettura ma che, una volta trovate le giuste metodologie, rappresenta un acceleratore di notorietà per aziende e prodotti", dice Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa, l'associazione delle grandi marche che investono in pubblicità 4.600 milioni di cui oltre 1.500 sul web.
Nel mercato americano il servizio viene usato da Fox, Cbs, Abc, Mtv e dalla rete sportiva ESPN oltre che dai grandi gruppi della pubblicità. Soprattutto negli Usa le conversazioni su Twitter durante le trasmissioni televisive sportive o di intrattenimento tipo American Idol hanno creato un nuovo appassionante fenomeno parallelo: i consumatori utilizzano i social media, come secondo schermo, per commentare e condividere opinioni su programmi e personaggi televisivi preferiti.
Ma perché alle tv interessa, oltre all'audience primaria, sentire il polso dell'audience social durante i programmi? ?"Il coinvolgimento diretto degli spettatori - risponde da Sky Andrea Mezzasalma - diviene sempre più centrale per la nostra tv, noi andiamo verso una currency che misuri trasversalmente i tweet legati a ciascun programma TV e la loro audience effettiva".
Ma come vengono raccolti questi dati? La Nielsen gestisce una piattaforma che riceve da Twitter i Big Data relativi al traffico di tweet su un determinato programma tv, e li elabora seguendo i suoi indicatori di audience. Non è un mistero infatti, che uno delle fonti di guadagno di Twitter, è la vendita di informazioni ad aziende e personaggi della politica e dello show business, sui mega trend che si ricavano dalle conversazioni degli utenti. Chi commenta la partita della Champions League, le eliminazioni di X-Factor, il discorso di Papa Francesco atteso per il prossimo Natale viene monitorato e aggiunge una fetta di ascolto ai dati che ci arrivano dal solito Auditel.
Ma mentre il dato partorito dal campione Auditel è "freddo", cioè è solo un numero basato su un campione statistico, i tweet sono dati "caldi", personali ed interattivi che fanno cogliere agli editori, ai conduttori agli inserzionisti di pubblicità l'umore che corre tra gli utenti su quel determinato tema. Sotto ila lente d'ingrandimento dei guru del marketing ogni tweet può essere un mezzo per profilare gli utenti e destinare loro una offerta pubblicitaria mirata, che evita dispersioni, e secondo le buone intenzioni degli inserzionisti, dovrebbero limitare lo spamming di annunci indesiderati.
Luca Bordin di Nielsen Italia spiega l'importanza del nuovo servizio che farà dell'Italia un "laboratorio", una base di studio anche per gli altri Paesi europei: "Il nuovo strumento, oltre a consentire la misurazione dei Tweet relativi ai programmi televisivi, permette di rilevarne l'audience. Ovvero quante persone sono state esposte a questi stessi tweet".?
Al momento girano diversi dati sul numero dei tweet inviati durante i format tv, che però sono elaborati dagli stessi editori o dai responsabili dei programmi. La rilevazione della Nielsen vuole rappresentare invece una fonte super partes e diventerà un indicatore per indirizzare gli investimenti dei grandi marchi. "I social network sono un labirinto di opportunità all'interno del quale la social tv riveste già oggi un ruolo importante. Si tratta dunque di un ecosistema di difficile lettura ma che, una volta trovate le giuste metodologie, rappresenta un acceleratore di notorietà per aziende e prodotti", dice Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa, l'associazione delle grandi marche che investono in pubblicità 4.600 milioni di cui oltre 1.500 sul web.
Nel mercato americano il servizio viene usato da Fox, Cbs, Abc, Mtv e dalla rete sportiva ESPN oltre che dai grandi gruppi della pubblicità. Soprattutto negli Usa le conversazioni su Twitter durante le trasmissioni televisive sportive o di intrattenimento tipo American Idol hanno creato un nuovo appassionante fenomeno parallelo: i consumatori utilizzano i social media, come secondo schermo, per commentare e condividere opinioni su programmi e personaggi televisivi preferiti.
Ma perché alle tv interessa, oltre all'audience primaria, sentire il polso dell'audience social durante i programmi? ?"Il coinvolgimento diretto degli spettatori - risponde da Sky Andrea Mezzasalma - diviene sempre più centrale per la nostra tv, noi andiamo verso una currency che misuri trasversalmente i tweet legati a ciascun programma TV e la loro audience effettiva".