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Facebook, Twitter e Wikipedia anche sui vecchi cellulari senza dati

Alcune delle grandi società che operano hanno lanciato la sfida più grande: raggiungere chi, per mancanza di soldi o di infrastrutture, non ha accesso a internet. Ecco come
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DEI 7 miliardi di individui che abitano il pianeta soltanto 2,4 miliardi sono "connessi". All'appello mancano soprattutto i paesi poveri e in via di sviluppo, fette di mercato appetitose per le grandi società che operano in rete. In particolare Facebook, Twitter e Wikipedia stanno affrontando la sfida più grande: raggiungere gli individui che, per mancanza di denaro o di terminali e infrastrutture adeguate, non hanno accesso a Internet. I numeri sono impressionanti. Basti pensare al social network di Mark Zuckerberg e alla sua penetrazione in Asia, dove i suoi 242 milioni di iscritti corrispondono soltanto al 6% della popolazione totale del continente. Per non parlare della situazione in Medio Oriente, dove gli attuali 90 milioni di utenti attivi su Internet raggiungeranno, entro il 2015, quota 413 milioni. Una forte espansione è dunque possibile e  -  stando ai movimenti di Facebook e Wikipedia  -  avverrà soprattutto sul fronte dei dispositivi mobili, grazie a tecnologie e protocolli, come la navigazione Wap, che si ritenevano ormai obsolete. In ogni caso il modello vincente, almeno in questa prima fase, è quello dell'offerta di una connessione a costo zero (o quasi).

Proprio "Zero"  -  in riferimento ai costi sostenuti dagli utenti che si connettono attraverso il loro cellulare - è il nome dei progetti lanciati da Facebook, a partire dal 2010, e poi da Wikipedia, dal 2012. Le due società hanno stretto accordi con diversi operatori di telefonia mobile operanti in Africa, Asia e Medio Oriente per offrire alle popolazioni di queste regioni del mondo l'accesso gratuito alle rispettive piattaforme mobili.

Facebook Zero è disponibile in 45 paesi e raggiungibile senza alcun consumo di dati all'indirizzo 0.facebook.com. Si tratta di una versione spartana del sito che prevede soltanto testo, di modo che la connessione risulti veloce ovunque e non gravi eccessivamente sull'operatore che la offre gratis. Sono consentite tutte le attività - dall'aggiornamento del proprio status al commento di quelli altrui - e solo a chi intende pubblicare foto o guardare quelle di altri utenti è richiesto di pagare. "Le immagini - si legge sulla pagina Facebook che presenta il progetto - sono a portata di clic per chi intende utilizzare una tariffa dati". E' questa l'esca che tiene in piedi l'affare: ci guadagna Facebook, che può contare su nuovi iscritti, e ci guadagnano i partner della telefonia mobile, poiché si spera che i nuovi utenti, ingolositi dai contenuti del social network, spendano denaro per una tariffa dati che non avrebbero mai pensato di sottoscrivere.  

Diverso il presupposto da cui nasce Wikipedia Zero, un progetto che non rincorre il profitto. "L'accesso alla conoscenza è un diritto umano fondamentale" si legge sulla pagina della Wikimedia Foundation, responsabile dell'iniziativa. Gli operatori di telefonia mobile che hanno aderito al progetto ne condividono i princìpi e lo sostengono offrendo la connessione gratuita a chi, attraverso il browser del proprio cellulare, digita gli indirizzi zero.wikipedia oppure m.wikipedia, a seconda della zona in cui ci si trova. "Il nostro obbiettivo è quello di fare in modo che un miliardo di persone consultino Wikipedia nel 2015 - scrive la Wikimedia Foundation, comunicando che ad aprile 2013 l'enciclopedia ha raggiunto 517 milioni di utenti - I dispositivi mobili stanno per superare i PC e si presuppone che gran parte dei prossimi 500 milioni di utenti verrà dalla telefonia mobile".

Una tendenza, quella prospettata dalla Wikimedia Foundation, che è ormai sotto gli occhi di tutti. Nel suo Mobility Report 2013 pubblicato lo scorso giugno, Ericsson sostiene che nei prossimi cinque anni il numero di SIM Card in circolazione toccherà quota 9 miliardi. il traffico dati sulle reti mobili, sempre secondo Ericsson, nel 2018 sarà 12 volte superiore a quello registrato nel 2012. Ma uno dei dati più interessanti riguardano le tecnologie e i dispositivi "entry level": nel prossimo quinquennio la vecchia tecnologia GSM inizierà il suo declino ma non scomparirà affatto, forte dei clienti di paesi in via di sviluppo che, per la loro prima utenza, opteranno per la tecnologia più economica disponibile sul mercato.

Facebook, Twitter e Wikipedia vogliono anche questi: i possessori di cellulari vecchi o estremamente economici che non solo non hanno funzioni "smart", ma nemmeno sono in grado di supportare la navigazione Wap. In questo caso l'accesso alle rispettive piattaforme è consentito dall'USSD, una caratteristica dello standard GSM che si avvicina agli SMS, sebbene sia in realtà più economica. Sono USSD quei servizi di testo gratuiti, per esempio, con cui si verifica il credito residuo sul proprio cellulare, inviando tramite SMS un determinato codice. Lo stesso "canale" viene utilizzato da Facebook, Wikipedia (e a breve da Twitter), per diffondere i propri contenuti a costi ridotti o inesistenti.

In Kenya per esempio, dove il 60% della popolazione possiede un cellulare ma in pochi possono permettersi una tariffa dati che richiederebbe in media il 25% delle entrate mensili, si digita il codice *515# per vedere comparire sul proprio display - per gentile concessione dell'operatore partner Airtel - una semplice domanda: "Benvenuto su Wikipedia, un servizio di informazione gratuito. Quale argomento intendi cercare?". Basta inserire una chiave di ricerca nel box sottostante per avviare un "dialogo" esclusivamente testuale con l'enciclopedia online. Sui terminali GSM dei paesi emergenti funziona così anche Facebook, che ad esempio in India si avvale di una partnership con una start up, Fonetwish, che permette di consultare il social network digitando il codice *325#. Questo servizio però è in abbonamento al costo giornaliero di 1 Rupia indiana, l'equivalente di un centesimo di Euro.

Anche Twitter - lo ha anticipato in questi giorni la Reuters - è interessato ai potenziali navigatori orfani di smartphone. E per questo ha stretto un accordo con una compagnia telefonica di Singapore, la U2opia Mobile, che opera in 30 paesi di Asia, Africa e Sudamerica e che gli consentirà di utilizzare in diversi paesi emergenti il protocollo USSD - sempre grazie a  Fonetwish - a partire dall'inizio del 2014. "Più di 11 milioni di persone utilizzano il servizio Fonetwish attraverso la nostra rete per usare Facebook o Google Talk - dice il CEO di U2opia Mobile, Sumesh Menon - Per molti di loro sarà la prima esperienza in assoluto con Twitter".