"DOVETE fare meglio quest'anno", può accadere che il capo di un'azienda scriva una lettera ai suoi dipendenti con questo tono. Ma se il presidente in questione è a capo del colosso sudcoreano Samsung, Lee Kun-Hee, 71 anni, e la mail è stata recapitata nel giugno scorso ai 470 mila dipendenti in tutto - fa sapere il New York Times - il mondo le cose cambiano. E non poco, considerando gli strepitosi risultati che fanno del suo gruppo il più redditizio al mondo con vendite che corrispondono a circa un quarto del Pil della Corea del Sud e che il suo fatturato, volato al livello record di 190 miliardi di dollari l'anno scorso, equivale a quello di Microsoft, Google, Amazon e Facebook messi insieme. Insomma lo spirito del magnate asiatico dell'elettronica è chiaro: accontentarsi? Ma non se ne parla nemmeno. Al posto delle scontate congratulazioni sprona tutto lo staff a non cullarsi sugli allori. "Siamo andati avanti - scrive - ma dobbiamo resistere all'autocompiacimento e all'idea di essere stati abbastanza bravi, poichè tutto ciò ci impedirà di migliorare. Dobbiamo ripartire - aggiunge Lee rivolto ai manager - per raggiungere obiettivi e ideali più alti".
Venti anni fa, subito dopo aver assunto le redini della compagnia ereditata dal padre Lee Byung-Chull il fondatore del gruppo, Lee aveva incontrato il top management, inviandogli un messaggio simile: "Dovete cambiare tutto, a parte vostra moglie e i bambini". Come motivatore Lee ha centrato il bersaglio, a quanto pare. Nel 2012 Samsung ha venduto 215 milioni di smartphone, pari al 40% delle vendite globali, e per quest'anno la previsione è di salire a 350 milioni di pezzi. Per cui di cosa si preoccupa? Secondo il New York Times, Lee teme proprio la supremazia conquistata dalla sua azienda. Samsung è diventata un'azienda leader in tutti i settori dell'elettronica, ma non è abituata a guidare gli altri, è sempre stata bravissima a crescere, ma muovendosi in scia. Ora è nettamente la prima negli smartphone, che hanno preso il posto dei cellulari e rivoluzionato la telefonia mobile. A differenza di Apple, abituata a creare nuovi mercati e a inventare nuovi congegni, Samsung è sempre stata abilissima e velocissima a rubare le idee degli altri, trasformandole in prodotti migliori e più competitivi e diventando un'azienda leader, ma ora che è in vetta dovrà condividere l'onere di creare nuovi trend e Lee sa bene che in questo Samsung non eccelle.
Venti anni fa, subito dopo aver assunto le redini della compagnia ereditata dal padre Lee Byung-Chull il fondatore del gruppo, Lee aveva incontrato il top management, inviandogli un messaggio simile: "Dovete cambiare tutto, a parte vostra moglie e i bambini". Come motivatore Lee ha centrato il bersaglio, a quanto pare. Nel 2012 Samsung ha venduto 215 milioni di smartphone, pari al 40% delle vendite globali, e per quest'anno la previsione è di salire a 350 milioni di pezzi. Per cui di cosa si preoccupa? Secondo il New York Times, Lee teme proprio la supremazia conquistata dalla sua azienda. Samsung è diventata un'azienda leader in tutti i settori dell'elettronica, ma non è abituata a guidare gli altri, è sempre stata bravissima a crescere, ma muovendosi in scia. Ora è nettamente la prima negli smartphone, che hanno preso il posto dei cellulari e rivoluzionato la telefonia mobile. A differenza di Apple, abituata a creare nuovi mercati e a inventare nuovi congegni, Samsung è sempre stata abilissima e velocissima a rubare le idee degli altri, trasformandole in prodotti migliori e più competitivi e diventando un'azienda leader, ma ora che è in vetta dovrà condividere l'onere di creare nuovi trend e Lee sa bene che in questo Samsung non eccelle.