"NON ERA NOSTRA intenzione creare preoccupazioni". A parlare e scusarsi a nome della società è Sheryl Sandberg, numero 2 di Facebook, all'indomani delle polemiche riguardo l'esperimento condotto dal social network sulle reazioni emotive degli utenti nel corso di uno studio psicologico. Lo studio, ha detto Sandberg, faceva parte "di una ricerca per testare diversi prodotti, di questo si trattava. Non è stata comunicata bene. Per questa cattiva comunicazione ci scusiamo".
Lo studio era stato condotto da Facebook per circa una settimana, dall'11 al 18 gennaio 2012, e i ricercatori del social network erano intervenuti direttamente modificando, all'insaputa degli iscritti, l'algoritmo che determina il flusso di notizie in bacheca. Una manipolazione che ha riguardato circa 700.000 utenti. Lo studio è stato pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences, scoprendo che gli utenti con messaggi più gioiosi sono più propensi a postare messaggi felici. Le scuse della vice di Mark Zuckerberg arrivano quando l'onda delle polemiche sullo studio del social network è ormai gia alta. Tanto che il Garante della Privacy britannico ha già aperto un'indagine per verificare se Facebook abbia violato le norme.
Lo studio era stato condotto da Facebook per circa una settimana, dall'11 al 18 gennaio 2012, e i ricercatori del social network erano intervenuti direttamente modificando, all'insaputa degli iscritti, l'algoritmo che determina il flusso di notizie in bacheca. Una manipolazione che ha riguardato circa 700.000 utenti. Lo studio è stato pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences, scoprendo che gli utenti con messaggi più gioiosi sono più propensi a postare messaggi felici. Le scuse della vice di Mark Zuckerberg arrivano quando l'onda delle polemiche sullo studio del social network è ormai gia alta. Tanto che il Garante della Privacy britannico ha già aperto un'indagine per verificare se Facebook abbia violato le norme.