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Pro Evolution Soccer 2015, si torna in campo dopo un anno di stop

Il videogame della giapponese Konami si è presa un periodo sabbatico per ripartire da zero. Il risultato? Centinaia di animazioni nuove, una fisica del pallone ancora più realistica e un sistema di controllo profondo. FIFA 15 rimane un gradino sopra, ma se quello che conta è il campo, allora PES è più di una valida alternativa
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PER FESTEGGIARE il ritorno sul campo hanno chiamato Clementino, Fred De Palma, Nerone e altri artisti della scena hip hop italiana. Tutti seduti su un divano, a giocare all'ultimo Pro Evolution Soccer mentre dovevano comporre versi in freestyle parlando della loro passione per il calcio. Un'iniziativa diversa dal solito, pensata per ricreare quella stessa atmosfera da partita vista a casa di amici, tutta grida, risate e birre ghiacciate. Un segnale che il nuovo Pro Evolution Soccer 2015, disponibile da qualche giorno per console della vecchia e della nuova generazione, è tornato a fare quello che ha sempre saputo fare meglio: divertire. Del resto, c'era un tempo in cui il mercato italiano dei videogame era dominato da questo gioco di calcio, capace da solo di arrivare a vendere quasi un milione di copie all'anno. Una cifra astronomica considerati i numeri di questo settore in Italia, piccoli se paragonati a quelli delle maggiori nazione europee come Regno Unito, Francia o Germania. Erano gli anni della PlayStation 2, anni in cui il gioco online era ancora un lusso su console e la qualità di una simulazione di calcio come PES la si calcolava sfidando un amico, seduti uno accanto all'altro. Poi tutto è cambiato: Konami non è stata in grado di crescere insieme a un mercato che ha sfondato i 70 miliardi di dollari all'anno, e il rivale FIFA di Electronic Arts, forte anche di una macchina marketing molto più aggressiva, è cresciuto fino a diventare, oggi, il padrone incontrastato del mercato.

VIDEO: Qui si vince anche a colpi di freestyle

In Giappone, però, non si sono dati per vinti. A differenza del ricco FIFA, che può contare su un team di sviluppo di oltre 500 persone e un budget annuale stimato in alcune centinaia di milioni di dollari, pubblicità compresa, in Konami hanno deciso di aspettare e saltare un anno. Nel 2013 Pro Evolution Soccer non è uscito sulle nuove console PlayStation 4 e Xbox One, lasciando di fatto il campo libero a FIFA. Un anno sabbatico che è servito per ricominciare tutto da capo, per organizzare un nuovo ufficio a Windsor, alle porte di Londra, che collabora con gli studi principali che rimangono a Tokyo, e per sfruttare al meglio un nuovo motore grafico, il Fox Engine, la tecnologia che sarà alla base anche del prossimo Metal Gear Solid V, in uscita a marzo. Non solo, quest'anno PES ha rotto anche un'altra tradizione: di solito è uscito sempre vicino a FIFA, nello stesso giorno o al massimo a una settimana di distanza. Questa volta è arrivato nei negozi circa due mesi dopo, a metà novembre. Altro tempo extra che il team di sviluppo ha cercato di sfruttare al meglio. Il risultato è un gioco totalmente nuovo, rivisto dalle fondamenta, realizzato seguendo un mantra molto preciso: "il campo è nostro".

Un po' come Rudi Garcia, che quando arrivò a Roma dopo una stagione disastrosa culminata con la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio, disse le famose parole: l'importante ora è "rimettere la chiesa al centro del villaggio". Insomma, concentrarsi sulle cose che contano davvero, ripartire dalle fondamenta. Lo stesso ha fatto il team di PES: ha riconquistato il campo. Merito di uno stile di gioco fluido, preciso, con un'intelligenza artificiale dei compagni sicuramente più evoluta rispetto al passato: anche senza palla, in difesa o in attacco, fanno i movimenti giusti, si propongono, chiudono, fanno diagonali difensive degne del miglior Thiago Silva. Tecnicamente è un prodotto rinato. Non siamo ancora ai livelli di FIFA 15, sicuramente molto più "televisivo", ma ci sono dettagli, come i volti dei calciatori più famosi, realizzati meglio rispetto al rivale EA Sports. A stupire è soprattutto il movimento dei calciatori sul terreno: ci sono centinaia di animazioni nuove, una fisica del pallone ancora più realistica e un sistema di controllo profondo, per costruire azioni degne del miglior Barcellona. È più veloce rispetto al rivale, forse meno ragionato, ma estremamente spettacolare e divertente da giocare. Tutto è bilanciato con la massima attenzione, si avverte il peso della palla e dei giocatori, i contrasti sono fisici, verosimili. Ma è soprattutto la varietà delle azioni possibili che ci ha conquistato. Anche se il passaggio filtrante rimane un po' troppo efficace (è il modo più facile per rompere le difese avversarie), in PES 2015 potrete affidarvi a un repertorio di soluzioni molto più ampio: cross, uno-due, cambi di gioco, lanci lunghi, è davvero un titolo capace di adattarsi a qualunque situazione. Se è vero che forse non siamo ancora ai livelli di FIFA, la distanza è stata davvero ridotta al minimo.

Un buon lavoro Konami l'ha svolto anche nella quantità di opzioni e squadre disponibili. Manca ancora tutta la Premier League, a parte il Manchester United, ma c'è tutta la Champions, l'Europa League, i maggiori campionati europei, Serie A inclusa. Tornano alcune modalità storiche come la Master League, in cui bisogna prendere una squadra dalle divisioni inferiori e portarla a vincere ai massimi livelli, gestendo allenamenti e calciomercato. Ci sono anche novità pensate soprattutto per il gioco online, come l'inedita opzione Myclub, la risposta di Konami a quel FIFA Ultimate Team di Electronic Arts che ha unito il gioco delle carte collezionabili a un videogame di calcio: un po' come aprire un pacchetto di figurine Panini, la squadra si forma solo attraverso carte da comprare in appositi pacchetti digitali. Riuscire a fare la squadra migliore è fondamentale per avere successo online. Myclub è senza dubbio una gradita aggiunta, che sicuramente migliorerà con il tempo, ma non è ancora al livello di Ultimate Team di FIFA. Il verdetto? La sensazione è che FIFA 15 sia ancora un gradino sopra a PES, soprattutto per la quantità di contenuti che è in grado di offrire. Ma se quello che vi interessa è solo quello che accade sul campo, allora PES 2015 è molto di più di una valida alternativa.